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Una montagna di smartphone incombe sull’ambiente: in Ue si tengono in casa 700 milioni di vecchi telefoni ma il riciclo Raee è sotto il 50%

Giornata internazionale dell’e-waste. Bruxelles corre ai ripari con una serie di indicazioni agli Stati membri. Ma cresce il business dei ricondizionati: +14% nel 2023
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Quella che fino a qualche anno fa era una scelta di pochi oggi è un’abitudine in crescita costante e sostanzialmente entrata nelle opzioni d’acquisto prese in considerazione quando si deve sostituire uno smartphone. Anche se molto c’è da fare per aumentare la consapevolezza, svuotare i cassetti di mezza Europa e spingere verso l’alto i tassi di riciclo. Lo dimostrano i numeri sul mercato dei telefoni ricondizionati, un “second hand” (ma verificato e garantito) che fa bene all’ambiente e al portafoglio. Nel 2023 il mercato globale è in crescita del 14%, cifre lontanissime dal mercato del nuovo, ormai saturo di dispositivi fra i quali, esclusi i top di gamma e i pieghevoli, si fatica perfino a ricordare nome e funzionalità visto che sfoggiano tutti schede tecniche molto simili. Quest’anno, infatti, secondo gli analisti di Idc le spedizioni di smartphone in tutto il mondo raggiungeranno il volume più basso dell'ultimo decennio, segnando un -4,7% fino a raggiungere 1,15 miliardi di unità.…

Quella che fino a qualche anno fa era una scelta di pochi oggi è un’abitudine in crescita costante e sostanzialmente entrata nelle opzioni d’acquisto prese in considerazione quando si deve sostituire uno smartphone. Anche se molto c’è da fare per aumentare la consapevolezza, svuotare i cassetti di mezza Europa e spingere verso l’alto i tassi di riciclo. Lo dimostrano i numeri sul mercato dei telefoni ricondizionati, un “second hand” (ma verificato e garantito) che fa bene all’ambiente e al portafoglio. Nel 2023 il mercato globale è in crescita del 14%, cifre lontanissime dal mercato del nuovo, ormai saturo di dispositivi fra i quali, esclusi i top di gamma e i pieghevoli, si fatica perfino a ricordare nome e funzionalità visto che sfoggiano tutti schede tecniche molto simili. Quest’anno, infatti, secondo gli analisti di Idc le spedizioni di smartphone in tutto il mondo raggiungeranno il volume più basso dell'ultimo decennio, segnando un -4,7% fino a raggiungere 1,15 miliardi di unità.

Il 14% degli smartphone acquistati è ricondizionato

Le stime di CCS Insight, invece, confortano su questo mercato secondario: il primo trimestre del 2023 ha fatto segnare 13,3 miliardi di dollari per il mercato di seconda mano dei cellulari. Nel mercato del “second hand” – che però, va ricordato, è un insieme molto più ampio del più controllato mondo dei ricondizionati – Apple guida la classifica con una crescita anno su anno del 27%. Secondo i dati Deloitte, invece, il 14% degli smartphone acquistati è ormai un ricondizionato. Insomma, tutti indizi che da più fonti concorrono a disegnare un quadro molto chiaro: il nuovo fatica – anche per l’inflazione, i costi elevati in certi mercati gravati da un’Iva elevata, la sempre verde penuria di materie prime e l’ingolfamento delle supply chain – e il ricondizionato guadagna terreno.

Che cos’è un ricondizionato

Ma che cos’è, davvero, un ricondizionato? Di fatto, si tratta di dispositivi di seconda mano che piattaforme specializzate acquistano sia da privati sia in stock e che sottopongono a una (di solito rigida) verifica che passa da una serie di test per ogni loro aspetto e componente. Ogni piattaforma, da Swappie a CertIdeal passando per Refurbed, Backmarket, le sezioni dedicate di grandi e-commerce come Amazon e molti altri, ha i suoi protocolli - alcuni garantiti anche da certificazioni internazionali, altri meno chiari come avevamo visto in una precedente inchiesta - ma nel complesso tutte esaminano lo stato dei diversi elementi, dalla batteria alle prestazioni del chip passando per il comparto fotografico fino, ovviamente, alla valutazione delle condizioni estetiche. Graffi alla scocca, urti, ammaccature, stato del display. Dopodiché ciò che si deve sostituire si sostituisce e il dispositivo viene rimesso in vendita, spesso con garanzie aggiuntive (quella di CertIdeal è per esempio di due anni, quella per gli iPhone di Swappie o dei dispositivi di Refurbed di 12 mesi), a un prezzo ovviamente molto lontano da quello del nuovo. Per quanto, a volte, non proprio per tutte le tasche.

Il riciclo dei Raee nell’Ue sotto il 50%: gli inviti della Commissione

Sotto il profilo ambientale, l’economia della circolarità è essenziale. Anzitutto perché l’Unione Europea ricicla poco e male i Raee, i Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche a cui appartengono i telefoni e che rappresentano la tipologia di rifiuto in più rapida crescita nel mondo: secondo gli ultimi numeri la media UE 27 si colloca intorno al 46%, con profonde differenze da paese a paese. Anche se, a dirla tutta, è la macroregione che fa largamente di meglio al mondo. L’Italia si piazza al 36% circa e nel 2022 è andata peggio dell’anno precedente con un calo del 6,2% e poco più di 361mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche correttamente avviate al riciclo. Il quadro è talmente complesso che la Commissione ha adottato pochi giorni fa una serie di raccomandazioni destinate agli Stati membri per aumentare e incentivare la restituzione di telefoni cellulari, tablet, computer portatili e relativi caricabatteria usati. L’obiettivo è dunque spingere il livello della raccolta e, poi, del riutilizzo, della riparazione – sempre più favorita dalle recenti normative sul “diritto” di questo tipo – al ricondizionamento e al recupero.

Più di 700 milioni di vecchi telefoni nei cassetti degli europei

"Nei nostri cassetti si trovano più di 700 milioni di vecchi telefoni, quasi due per ogni abitante dell'UE – ha spiegato Virginijus Sinkevi?ius, commissario per l'Ambiente, gli oceani e la pesca - spesso i cittadini trovano difficoltà nel decidere cosa farne. Possiamo rendere più chiare e più semplici le modalità di restituzione, riparazione e riciclaggio di tali prodotti.

Le raccomandazioni adottate oggi si concentrano su misure e incentivi efficaci per aumentare il tasso di raccolta dei prodotti elettronici di piccole dimensioni in tutta l'UE, dando loro una seconda vita. Si tratta di una soluzione vantaggiosa per tutti: i cittadini ne possono beneficiare in vari modi, mentre l'economia circolare cresce e noi tutti preserviamo importanti materie prime". Bruxelles suggerisce insomma di predisporre incentivi finanziari come sconti, buoni, ricompense in denaro, visibilità ai punti di raccolta e partnership con le piattaforme come quelle citate o come i consorsi di riciclo.

Il 47% non sa di poter guadagnare da un vecchio smartphone

Sinkevi?ius ha ragione. Per esempio, una recente indagine Swappie ha scoperto che il 47% degli intervistati non sa di poter ottenere un corrispettivo in denaro per un iPhone rotto o danneggiato, tantomeno per un dispositivo funzionante. Eppure, è proprio durante il processo di produzione degli iPhone – ma il dato vale sostanzialmente per tutti gli smartphone - che vengono emesse tra l'85% e il 95% delle emissioni complessive. Eliminando questa fase e attingendo alla varietà di dispositivi che funzionano come nuovi, gli utenti risparmiano (o guadagnano, se rivendono e basta) denaro e riducono l'impatto della loro tecnologia sul pianeta. È come se avessimo nelle nostre case una montagna di dispositivi di cui troppo lentamente stiamo capendo cosa fare: molti, come spiegava un sondaggio dello scorso anno di Ipsos-Erion, li conservano in effetti proprio perché non sanno dove buttarli. Un problema enorme perché col passare del tempo gran parte di quell’e-waste finisce comunque per disperdersi nell’ambiente e per prendere le rotte delle maxi-discariche in Asia e in Africa, dal Ghana all’India fino alla Thailandia: a fronte di un 63% di intervistati che si erano liberati di almeno un rifiuto di questo genere negli ultimi 12 mesi, uno su sei dichiarava di averlo fatto in modo inappropriato, gettandolo nel sacco dell'indifferenziata, nel cassonetto stradale o nel bidone della plastica. Se si considera che il Forum Raee ha svelato un numero inquietante in occasione della Giornata internazionale dei rifiuti elettronici del 14 ottobre, e cioè che nel 2022 circa 5,3 miliardi di dispositivi mobili hanno smesso di essere utilizzati, l’immagine di questa montagna di e-waste che ci sta smottando addosso è completa.

Un’altra analisi di Unitar e del Weee Forum, la più grande organizzazione che a livello globale promuove il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici, si spinge oltre gli smartphone rivelando che abbiamo in media in casa 74 dispositivi elettronici di cui 13 fermi, perché non li usiamo (in 9 casi) o sono rotti (4 casi). Sono proprio i piccoli dispositivi a fare la parte del leone in quella mostruosa mole di device di ogni genere. “Se questi gadget rimangono nei cassetti e negli armadi, le preziose risorse in essi contenute non possono rientrare nel ciclo produttivo e vanno perdute” spiega il Weee Forum.

Ricondizionati: i luoghi comuni da smentire

Ma come si fa a convincersi ad acquistare uno smartphone ricondizionato? Sul tema (r)esistono infatti ancora molti pregiudizi che meritano di essere smentiti. Come detto, ad esempio, tutte le piattaforme offrono una garanzia e la possibilità di recesso (di solito di 14 giorni ma c’è chi, come CertIdeal, si spinge a 21) o la possibilità di estenderla a pagamento, per tutelarsi ulteriormente. C’è poi da comprendere che lo smartphone non è “rovinato” o meno performante: i livelli di valutazione proposti dai siti, e che influenzano il prezzo, riguardano quasi sempre l’aspetto estetico ma il funzionamento è – e dev’essere - garantito al 100%. Le batterie, per esempio, di solito vengono sostituite quando non offrono una capacità superiore all’80%. Ovviamente la provenienza degli smartphone può variare: ci sono piattaforme che li comprano in blocco, altri che puntano molto sull’acquisto da privati con ottime valutazioni. L’importante è scegliere un servizio che documenti un processo di verifica e ricondizionamento accurato e articolato in più passaggi. C’è poi da considerare, come si diceva, che un ricondizionato non è esattamente un usato: un telefono acquistato dal vicino di casa non è stato testato, revisionato, sanificato, garantito e non offre la possibilità di reso. Il primo è una scommessa sulla fiducia, il secondo una transazione commerciale che in caso di problemi può essere risolta. Infine, il ricondizionato è uno smartphone riportato alle condizioni di fabbrica. Ogni cellulare, infatti, durante il processo di ricondizionamento subisce un reset completo (eventuali dati, contenuti multimediali, account, password vengono rimossi) per tornare alle condizioni di sistema iniziali.

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