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Walter Villadei, il colonnello che andrà in orbita con un volo privato da 33 milioni di euro

Il colonnello Walter Villadei (il secondo da sinistra) con l'equipaggio dell'Axiom-3

 

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L’ufficiale dell’Aeronautica, addestrato in Russia per volere delle Forze armate nonostante non fosse un astronauta selezionato Esa, volerà con le insegne militari sulla Iss su un volo della compagnia privata Axiom nel 2024
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Da cosmonauta ad astronauta. L’Aeronautica militare è finalmente riuscita a dare al colonnello Walter Villadei un biglietto per accedere alla Stazione spaziale internazionale (Iss). Costo: almeno 33 milioni di euro per il servizio di lancio, rientro e fino a due settimane in orbita, pagati alla compagnia Axiom Space con un razzo SpaceX. Dopo il debutto a un passo dallo spazio a giugno, il volo suborbitale con Virgin Galactic, stavolta si fa sul serio. Villadei è in partenza all’inizio del 2024 con un volo privato, Ax-3, presentato oggi. Unica maniera per portarlo in orbita. Un militare senza il “distintivo” di un’agenzia spaziale civile, ma quello delle Forze armate e, soprattutto, con un’unica bandiera, quella italiana, cucita sulla tuta blu Axiom.

Gli esperimenti

Villadei condurrà esperimenti sulla salute umana in microgravità e sull’esposizione a radiazioni. Alcuni li farà per conto dell’Agenzia spaziale italiana: sulla fertilità femminile, sull’Alzheimer, e sullo stress ossidativo…

Da cosmonauta ad astronauta. L’Aeronautica militare è finalmente riuscita a dare al colonnello Walter Villadei un biglietto per accedere alla Stazione spaziale internazionale (Iss). Costo: almeno 33 milioni di euro per il servizio di lancio, rientro e fino a due settimane in orbita, pagati alla compagnia Axiom Space con un razzo SpaceX. Dopo il debutto a un passo dallo spazio a giugno, il volo suborbitale con Virgin Galactic, stavolta si fa sul serio. Villadei è in partenza all’inizio del 2024 con un volo privato, Ax-3, presentato oggi. Unica maniera per portarlo in orbita. Un militare senza il “distintivo” di un’agenzia spaziale civile, ma quello delle Forze armate e, soprattutto, con un’unica bandiera, quella italiana, cucita sulla tuta blu Axiom.

Gli esperimenti

Villadei condurrà esperimenti sulla salute umana in microgravità e sull’esposizione a radiazioni. Alcuni li farà per conto dell’Agenzia spaziale italiana: sulla fertilità femminile, sull’Alzheimer, e sullo stress ossidativo, in parte la continuazione di ricerche già avviate in precedenza. La motivazione, scritta nella “determinazione a contrarre”, il documento del ministero della DIfesa in cui è indicata la spesa è “Attività nel dominio aerospaziale – Accesso alle orbite basse e mantenimento delle capacità operative della difesa e delle costellazioni satellitari nazionali”. Uno dei compiti sarà testare “per la prima volta dallo spazio” il software per il controllo del traffico spaziale, che evita collisioni tra satelliti (e stazioni spaziali) e monitora gli oggetti che precipitano in atmosfera. Un tipo di elaborazione che si fa già da anni nei centri di monitoraggio a terra.

“La Iss è protetta dalla Nasa e dalla Space Force, e l’Europa ha un consorzio che protegge le infrastrutture in orbita, c'è già questa capacità di calcolare il rischio di collisioni anche in relazione al meteo spaziale - ha osservato Villadei durante l’evento di presentazione con l’equipaggio di Axiom-3 - ma quando voleremo attorno alla Luna o verso Marte, dovremo avere queste capacità in autonomia. Stiamo iniziando a svilupparle a livello nazionale, con l’Aeronautica militare e l’Isoc italiano (Italian Sst Operations Center) della Difesa”.

L’addestramento a Mosca

Nel 2009 Villadei fu scartato dalla selezione per entrare nel Corpo astronauti dell’Agenzia spaziale europea (Esa). Due lauree, ingegnere aerospaziale, fisico da atleta, l’Aeronautica decise di investire su di lui nonostante l’Italia avesse accordi per formare astronauti solamente con selezioni Esa.

Si decise quindi di mandarlo in Russia per l’addestramento. Alla Star city di Mosca Villadei imparò a operare su una Soyuz, a lavorare nel segmento russo della Iss e a condurre le attività extra veicolari (le passeggiate spaziali) con la tuta russa Orlan. Dal 2012 è “il cosmonauta Villadei”, come viene da allora definito anche nei comunicati stampa della stessa Aeronautica. Non è mai stato reso noto quanto sia costato, ai contribuenti italiani, il suo addestramento. Si parla di una cifra vicina al milione e mezzo di euro, ma l’Aeronautica non ha risposto a una richiesta di conferma da parte di Repubblica. Poi però, dopo aver speso soldi per addestrarlo, bisognava trovargli una missione.

È stato Roberto Vittori (suo storico sponsor) a muoversi, con il Governo gialloverde, perché l’Italia cambiasse strategia rispetto al “monopolio” Esa degli astronauti. L’allora presidente Conte ne parlò anche con Putin e, secondo quanto rivelato in un articolo da Repubblica (anche questo mai smentito), la cifra chiesta per un posto su una Soyuz fu di 60 milioni. Non se ne fece nulla. Ma intervistato da Repubblica nel 2020, l’allora presidente Asi, Giorgio Saccoccia, la definì “una situazione da correggere” oltre che “un’opportunità”.

Unica strada: il volo privato

L’occasione si presenta allora con l’esplodere delle compagnie private che danno accesso allo spazio. Nell’ottobre 2019, l’Aeronautica acquista tre posti su un volo Virgin Galactic, un “salto” a 80 chilometri di quota che comprende panorama mozzafiato e qualche minuto a fluttuare in microgravità. Uno dei biglietti, ovviamente, è per il colonnello Villadei.

Il 29 giugno 2023, finalmente, si decolla: assieme a Villadei, a bordo della Vss Unity di Virgin viaggiano il tenente colonnello Angelo Landolfi e l’ingegnere del Consiglio nazionale delle ricerche, Pantaleone Carlucci. “Il Cnr non ha pagato nulla di quel volo, a parte gli esperimenti - assicura Emilio Fortunato Campana, direttore di dipartimento al Cnr - Le spese per il lancio sono state tutte a carico dell’Aeronautica”. Per quale importo? Anche di questo non si trova traccia nelle rendicontazioni sul sito della Difesa. La cifra però trapela da fonti affidabili che chiedono l’anonimato: un altro milione e mezzo.

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Astronauta Villadei

Ma quella era una sorta di prova generale, per il colonnello, che nel frattempo ha concluso l’addestramento in America ed è diventato finalmente “astronauta”. Salirà in testa a un razzo SpaceX per andare, davvero, nello spazio. Succederà all’inizio del 2024. Villadei resterà sulla Stazione spaziale per dieci giorni in quella che sarà la prima missione tutta europea. Il comandante, Michael López-Alegría, ex Nasa, ha infatti cittadinanza americana e spagnola, poi ci sono il turco Alper Gezeravci e Marcus Wandt, svedese: è uno degli astronauti usciti dall’ultima selezione, a novembre 2022, come riserva. Sulla sua tuta però c’è cucito anche il logo dell’Esa oltre alla bandiera della Svezia. Essendo un riservista, non ha la sicurezza di andare nello spazio, così il suo Paese, alla prima occasione, l’ha messo su un volo Axiom, la compagnia che sta cannibalizzando il mercato dell’accesso all’orbita di privati e non solo. Villadei invece ha il simbolo dell’Aeronautica e il tricolore.

“L’Italia sta creando un nuovo modello - ha sottolineato Villadei - un percorso parallelo a quello del corpo astronauti Esa, un approccio diverso ma è la prova che il mondo sta cambiando. Si sta aprendo una nuova fase dello sfruttamento del volo commerciale e dell’orbita bassa. Tutto quello che stiamo facendo con l’Aeronautica prima di tutto è per accrescere le capacità e le competenze nell’aerospazio, un ambiente che dobbiamo conoscere perché ci sono molti interessi che si incrociano. Questo è un modo per farlo da parte del ministero della Difesa e dell’Aeronautica e in partnership con l’Agenzia spaziale italiana”.

Quanto al prezzo: dai documenti dell’Aeronautica la cifra stanziata è di 34 milioni di euro, la rendicontazione si ferma a 33 milioni e 150 mila per “Servizio di lancio su Iss”. Repubblica ha chiesto all’Aeronautica se altri enti o privati abbiano contribuito, per ora senza risposta. Lo “sconto” sarebbe di quasi 20 milioni rispetto ai prezzi circolati per le due precedenti missioni Ax-1 e 2 (55 milioni di dollari). A fronte, viene da pensare, di accordi dell’Aeronautica con la stessa Axiom, sottoscritti a più riprese tra il 2018 e il 2022, l’ultimo con la firma dell’allora ministro dell’Innovazione tecnologica, Vittorio Colao. Mentre la gloriosa Iss è al tramonto, Axiom sta per costruire la prima stazione orbitale privata (i cui moduli sono in costruzione a Torino negli stabilimenti Thales) e inizia a fare affari con governi e istituzioni. Nel nostro caso, con le Forze armate. Altro che “turismo spaziale”.

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