Migranti, Tajani firma accordo con Tunisi per accogliere 4mila tunisini come lavoratori regolari
di Leonardo MartinelliIl ministro degli esteri tunisini Nabil Ammar (destra) con il minisrto italiano Antonio Tajani
TUNISI - In una fase molto critica nelle relazioni tra la Tunisia e l’Unione europea, la visita di Antonio Tajani oggi a Tunisi apre un piccolo spiraglio di speranza. Il ministro degli Esteri ha firmato un’intesa con il suo omologo tunisino, Nabil Ammar, che prevede di dare la possibilità a 4mila lavoratori qualificati del paese maghrebino di andare a lavorare in Italia.
Non sarà un numero del genere a fermare la migrazione clandestina dalle coste tunisine verso Lampedusa, alimentata soprattutto dai subsahariani in transito nel paese, ma anche da tanti tunisini, che fuggono la crisi socio-economica a casa loro. Ma l’accordo rappresenta un passo in avanti e un timido segnale positivo nella cooperazione…
TUNISI - In una fase molto critica nelle relazioni tra la Tunisia e l’Unione europea, la visita di Antonio Tajani oggi a Tunisi apre un piccolo spiraglio di speranza. Il ministro degli Esteri ha firmato un’intesa con il suo omologo tunisino, Nabil Ammar, che prevede di dare la possibilità a 4mila lavoratori qualificati del paese maghrebino di andare a lavorare in Italia.
Non sarà un numero del genere a fermare la migrazione clandestina dalle coste tunisine verso Lampedusa, alimentata soprattutto dai subsahariani in transito nel paese, ma anche da tanti tunisini, che fuggono la crisi socio-economica a casa loro. Ma l’accordo rappresenta un passo in avanti e un timido segnale positivo nella cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo, dopo le polemiche e incomprensioni degli ultimi tempi.
Neanche un euro a Tunisi dopo il memorandum
A metà luglio, a Tunisi, Kais Saied, il presidente di recente protagonista di una deriva autoritaria, aveva firmato un Memorandum Ue-Tunisia, assieme a Ursula von der Leyen e in presenza di Giorgia Meloni, che prevede un grosso pacchetto di finanziamenti europei per il suo paese: sono 105 milioni per la gestione dei flussi migratori e 150 per il sostegno diretto al bilancio pubblico. Poi 900 milioni di assistenza macrofinanziaria, ma vincolati a un prestito, che la Tunisia deve concludere con il Fondo monetario internazionale (e che tarda ormai da mesi e mesi). Ebbene, di tutti questi soldi neanche un euro è arrivato a Tunisi, dove le finanze pubbliche sono a rischio default. Nelle scorse settimane, proprio per compensare l’impazienza di Saied, Bruxelles aveva sbloccato 127 milioni di euro, dei quali in realtà solo 42 provenivano dal Memorandum (e gli altri da programmi di aiuto precedenti). Saied, però, aveva ribattuto dicendo di “non volere l’elemosina”.
E così, una prima sessantina di milioni inviati dalla Commissione sono stati addirittura rimandati indietro a Bruxelles dallo Stato tunisino. Intanto, il presidente ha respinto una delegazione della commissione Esteri del Parlamento europeo (che critica il mancato rispetto dei diritti umani nel paese), in arrivo a Tunisi, e cancellato un incontro con un gruppo di funzionari Ue, che avevano organizzato una missione sul posto per discutere dell’applicazione del memorandum. In questo contesto e dopo che da giorni Saied si scaglia contro il “nemico sionista” rappresentato da Israele, la visita di Tajani assume un significato. Già il fatto che Saied abbia accettato di incontrare di persona il ministro nel suo palazzo dimostra che, bene o male, il presidente considera ancora l’Italia il suo partner privilegiato in Europa (forse l’unico con cui riesce ancora a dialogare).
Un passo avanti contro i trafficanti
E in più c’è qualcosa di concreto, questo accordo sui 4mila lavoratori regolari tunisini, che potranno trasferirsi in Italia, senza sfidare il mare sui temibili barchini metallici. “Lavoriamo per rafforzare la migrazione regolare contro quella irregolare – ha commentato Tajani -, quindi, contro i trafficanti di esseri umani. Vogliamo dare lavoro a persone che vogliono essere impegnate, che sono formate e che non andranno in giro per l’Italia ma andranno direttamente a lavorare nell’agricoltura e nell’industria”. Secondo gli ultimi dati del Viminale, aggiornati al 19 ottobre, almeno 14.837 migranti irregolari di origini tunisine sono sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno. Sono, comunque, appena il 10% dei 140.006 clandestini arrivati complessivamente in Italia. Di questi ben 92.844 sono giunti dalle coste tunisine, perlopiù subsahariani e un numero del 330% superiore risetto a quello dello stesso periodo dell’anno scorso.