Strage di Mestre, l’azienda dei bus elettrici: “Dai controlli alla flotta nessuna anomalia. Ora spetta al Comune decidere se ripristinare il servizio”
di Vera MantengoliNelle ultime due settimane gli autobus elettrici della società La Linea sono stati al centro di due incidenti: la tragedia del 3 ottobre con 21 morti e 15 feriti e l’incidente del 14 ottobre con 13 feriti. Due episodi ravvicinati, il primo con un’indagine in corso e tre indagati e il secondo dovuto a un malore dell’autista, che hanno spinto il Comune di Venezia a interrompere in via precauzionale il rapporto con l’azienda per verificare lo stato dei mezzi.
Fiorese: “Nessuna anomalia”
Ieri l’amministratore delegato della società Massimo Fiorese – uno dei tre indagati con Roberto Di Bussolo e Alberto Cesaro, dirigente e funzionario del settore Viabilità di terraferma del Comune di Venezia – ha fatto sapere che la verifica dei 18 mezzi, effettuata su tutti gli autobus esclusi i due degli incidenti, non hanno riscontrato anomalie e chiede che l’accordo con l’amministrazione comunale venga ripristinato. «Dal 3 ottobre non dormo e penso in ogni momento a come sia potuto succedere, ma gli es…
Nelle ultime due settimane gli autobus elettrici della società La Linea sono stati al centro di due incidenti: la tragedia del 3 ottobre con 21 morti e 15 feriti e l’incidente del 14 ottobre con 13 feriti. Due episodi ravvicinati, il primo con un’indagine in corso e tre indagati e il secondo dovuto a un malore dell’autista, che hanno spinto il Comune di Venezia a interrompere in via precauzionale il rapporto con l’azienda per verificare lo stato dei mezzi.
Fiorese: “Nessuna anomalia”
Ieri l’amministratore delegato della società Massimo Fiorese – uno dei tre indagati con Roberto Di Bussolo e Alberto Cesaro, dirigente e funzionario del settore Viabilità di terraferma del Comune di Venezia – ha fatto sapere che la verifica dei 18 mezzi, effettuata su tutti gli autobus esclusi i due degli incidenti, non hanno riscontrato anomalie e chiede che l’accordo con l’amministrazione comunale venga ripristinato. «Dal 3 ottobre non dormo e penso in ogni momento a come sia potuto succedere, ma gli esami sui mezzi hanno dato esito positivo e ribadisco che sono mezzi sicuri e super tecnologici» ha detto Fiorese. «Ora la decisione se rimetterli in strada è solo politica».
La decisione spetta al Comune
Per adesso il Comune non si è espresso e non ha fatto sapere come si evolverà il rapporto con la società. Fiorese ha spiegato che il controllo è avvenuto in due officine autorizzate dal ministero dei Trasporti, la Maggiolo e la Sar.Va Trucks, che hanno visionato i mezzi in tre giorni alla presenza di un tecnico del Comune. La verifica sullo stato degli autobus, acquisiti dalla società cinese Yutong nel 2022, è avvenuta tramite un controllo dei dati elettronici e uno di un meccanico. «I dati raccolti riguardano il funzionamento degli ultimi 30 giorni e non ci sono anomalie» prosegue Fiorese. «Tutto quello che succede viene registrato in un cloud a Francoforte e gestito da Amazon».
La società La Linea ha quindi portato tutta la documentazione all’Ufficio Trasporti del Comune di Venezia dove per due ore sono stati verificati con i tecnici dell'amministrazione. «I primi sei mezzi hanno ottenuto il nullaosta e per i tecnici potrebbero quindi tornare in servizio» ha detto l’ad della società La Linea. «Lunedì proseguiremo a mostrare anche le certificazioni degli altri. Sono mezzi da oltre 500 mila euro con una tecnologia altissima. È assurdo che si preferisca utilizzare in sostituzione autobus che hanno 20 anni». Gli autobus in questione sono stati fabbricati in parte in Cina (il motore, la carrozzeria e il telaio) e in parte in Germania (tutto il resto).
I controlli
La Linea ha spiegato che, per assicurarsi il perfetto funzionamento, paga un servizio che consiste nel mandare ogni giorno i dati anche alla casa madre Yutong. Alcuni tecnici cinesi sono arrivati in Italia per dare la propria disponibilità sulla conoscenza del funzionamento dei mezzi. «Ho 280 dipendenti che sono stati travolti da quanto successo e sono tutti molto provati» ha detto Fiorese. «È stata una tragedia e chi ha sbagliato deve pagare. Le indagini servono proprio per ricostruire quanto accaduto, ma ogni giorno c’è chi ci colpevolizza e ne stiamo risentendo a livello lavorativo e di reputazione». Rimane ancora vivo il trauma dell’incidente del 3 ottobre quando l’autobus guidato da Alberto Rizzotto con 45 turisti a bordo è precipitato dal cavalcavia di Mestre, provocando numerose vittime inclusi cinque bambini. Un video mostra il mezzo che a bassa velocità sembra appoggiarsi al guardrail per una cinquantina di metri fino a entrare in un varco e sprofondare nel vuoto da oltre una decina di metri. A oggi l’autopsia, eseguita dai medici legali Guido Viel e Roberto Rondolini, non ha riscontrato problemi al cuore, ma sono ancora risultati parziali e bisognerà ancora aspettare per la diagnosi definitiva. Proseguono inoltre le indagini sul mezzo, sotto sequestro, e sul guardrail. L’intera dinamica, per adesso, è ancora inspiegabile.