Scuola, insegnanti italiani sotto stress, è allarme suicidi: 100 in dieci anni
di Salvo IntravaiaInsegnanti italiani sull'orlo di una crisi di nervi: cento suicidi in 10 anni. E il governo allontana la possibilità di andare in pensione, peggiorando di fatto la legge Fornero. Vittorio Lodolo D’Oria, il maggiore esperto di burnout a livello nazionale, torna sul tema dell'usura psicofisica che i docenti accumulano nel corso della propria carriera scolastica. E lo fa con una nuova ricerca pubblicata sul periodico online Lab Parlamento.
Secondo D’Oria, il conteggio effettuato attraverso le pagine web dei giornali ha dato questo risultato: cento suicidi di docenti in dieci anni: dal 2014 al 2023. Ma, come scrive lo stesso, si tratterebbe di un dato parecchio sottostimato per diverse ragioni: non tutti i suicidi vengono alla luce per la ritrosia delle famiglie nel divulgare le reali ragioni della morte del congiunto; non tutti i suicidi vengono ripresi dai quotidiani locali.
Mentre il governo, con la prossima legge di bilancio, si appresta a rendere più complicata l’uscita dal lavoro.
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Insegnanti italiani sull'orlo di una crisi di nervi: cento suicidi in 10 anni. E il governo allontana la possibilità di andare in pensione, peggiorando di fatto la legge Fornero. Vittorio Lodolo D’Oria, il maggiore esperto di burnout a livello nazionale, torna sul tema dell'usura psicofisica che i docenti accumulano nel corso della propria carriera scolastica. E lo fa con una nuova ricerca pubblicata sul periodico online Lab Parlamento.
Secondo D’Oria, il conteggio effettuato attraverso le pagine web dei giornali ha dato questo risultato: cento suicidi di docenti in dieci anni: dal 2014 al 2023. Ma, come scrive lo stesso, si tratterebbe di un dato parecchio sottostimato per diverse ragioni: non tutti i suicidi vengono alla luce per la ritrosia delle famiglie nel divulgare le reali ragioni della morte del congiunto; non tutti i suicidi vengono ripresi dai quotidiani locali.
Mentre il governo, con la prossima legge di bilancio, si appresta a rendere più complicata l’uscita dal lavoro.
Gli ultimi episodi
“L’usura psicofisica tra gli insegnanti, come dimostra la letteratura scientifica, è una questione universale – si legge nello studio – non legata al diverso sistema scolastico adottato dai singoli Paesi”. E per diversi anni, quello che viene definito come un “grave allarme non ha suscitato particolari reazioni tra gli stessi docenti” fino a quando un maestro di 57 anni in Francia e una giovane insegnante di scuola primaria della Corea del Sud hanno posto fine alla propria vita, portando in piazza l’intera categoria per rivendicare maggiori tutele. In Francia e Corea del Sud, dopo questi episodi i governi, spiega il medico di Milano, sono andati incontro alle richieste dei docenti.
E in Italia? I numeri
Se si escludono i mesi di luglio e agosto, quando le scuole in Italia sono chiuse, i cento suicidi in dieci anni equivalgono a un episodio al mese. Nel nostro paese non esistono statistiche ufficiali stratificate per professione ma il dato è comunque eclatante. Senza apparente ragione l’anno con la maggiore incidenza di suicidi è stato il 2017, con quasi un quarto degli eventi. Negli altri anni se ne sono registrati un numero variabile: da 5 a 11. Quasi il 60% dei suicidi, 58 in tutto, si è verificato nelle regioni del meridione.
Al nord si sono tolti la vita 23 docenti e al centro 19. “La suddivisione in base al genere vede 42 uomini e 58 donne nonostante le donne costituiscano l’83% del totale corpo docente”. Mentre l’età media è di 51 anni, che scende a 48 anni se calcolata sui soli insegnanti ancora in servizio. Con 59 casi su cento è la scuola secondaria di primo e secondo grado quella che fa registrare più casi.
Negli altri paesi
In Francia nel 2005 e nel Regno Unito nel 2009 e 2012 è stato valutato il rischio suicidario degli insegnanti, rilevando i livelli più alti rispetto a tutte le altre categorie professionali e alla popolazione generale.
Mentre in Italia, tuona D’Oria, è stato difficile perfino ottenere dati statistici. “L’Italia si è finora addirittura rifiutata di fornire a università e sindacati” i numeri relativi “alle malattie che causano le inidoneità/inabilità all’insegnamento” Diagnosi che, secondo le ultime ricerche oggi disponibili, “presentano diagnosi psichiatriche nell’80% dei casi e potrebbero spiegare, almeno in parte, l’alto tasso suicidario contro cui occorre attuare la prevenzione di legge”. Nel dicembre 2022, Lodolo D’Oria è stato invitato a suggerire “interventi di seguito riassunti per riconoscere, individuare, affrontare, curare e prevenire le malattie professionali dei docenti” in seno alla Commissione autorevolezza e rispetto. “Troveranno ascolto queste proposte? Ne sarà fatto buon uso?”, si chiede l’esperto.
La pensione che si allontana
All’indomani dell’insediamento del governo Meloni i mezzi di informazione davano notizia delle modifiche in cantiere della riforma Fornero: da quota 41 a prescindere dall’età, portata avanti dalla Lega, a Opzione uomo di cui parlava la premier in persona, che avrebbe consenti l’uscita anticipata rispetto ai 67 anni di età anche agli uomini. Poi, il governo si è messo al lavoro e dopo un anno, in occasione della legge di bilancio per il 2024, pare voglia cancellare anche Opzione donna, che finora ha consentito alle donne di lasciare il lavoro con una forte penalizzazione sull’assegno pensionistico a 60 anni con 35 di servizio. E si parla anche di penalizzazioni in vista sul conteggio della pensione per chi lasciasse il lavoro prima dei 67 anni.