Terremoto 2016, parte la ricostruzione del borgo di Castelluccio
dal nostro inviato Corrado ZuninoIl progetto di ricostruzione di Castelluccio di Norcia
NORCIA – Sette giorni fa sono state aperte le buste. E in queste ore gli uffici della Regione Umbria stanno controllando le diciannove offerte, arrivate da dodici aziende nazionali, per quella che si appresta ad essere l’impresa progettuale più ardita di tutta la fase successiva ai tre terremoti dell’estate-autunno 2016: la ricostruzione di Castelluccio di Norcia.
La prima messa nella basilica di Norcia ricostruita, questa mattina
Entro dieci giorni si daranno le concessioni a un unico aggiudicatario affinché avvii il recupero del borgo vicino al Monte Vettore, epicentro del sisma del 30 novembre 2016. Castelluccio ha visto le sue 144 vecchie case, che ormai ospitavano solo 120 abitanti, praticamente rase al suolo. Così la chiesa di Santa Maria Assunta, da dove erano state precedentemente messe in salvo alcune opere di pregio.
I cantieri in primavera, lavori per 4 anni
I cant…
NORCIA – Sette giorni fa sono state aperte le buste. E in queste ore gli uffici della Regione Umbria stanno controllando le diciannove offerte, arrivate da dodici aziende nazionali, per quella che si appresta ad essere l’impresa progettuale più ardita di tutta la fase successiva ai tre terremoti dell’estate-autunno 2016: la ricostruzione di Castelluccio di Norcia.
La prima messa nella basilica di Norcia ricostruita, questa mattina
Entro dieci giorni si daranno le concessioni a un unico aggiudicatario affinché avvii il recupero del borgo vicino al Monte Vettore, epicentro del sisma del 30 novembre 2016. Castelluccio ha visto le sue 144 vecchie case, che ormai ospitavano solo 120 abitanti, praticamente rase al suolo. Così la chiesa di Santa Maria Assunta, da dove erano state precedentemente messe in salvo alcune opere di pregio.
I cantieri in primavera, lavori per 4 anni
I cantieri di Castelluccio di Norcia, la cui vallata ospita le più famose lenticchie del Paese, partiranno la prossima primavera, spiega l’architetto Filippo Battoni della Regione Umbria, e sono previsti attivi per i successivi quattro anni. Nel complesso costeranno 68 milioni di euro, ma l’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria ad oggi ne dispone di 19 e con questi darà il via a una prima tranche progettuale.
L’idea da cui si parte l’hanno offerta i Dipartimenti di Ingegneria e Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia e prevede una grande piastra installata nel sottosuolo per isolare l’intero paese da possibili nuove scosse telluriche. La “piattaforma a gradoni” è larga 6.200 metri quadrati con un perimetro di 350 metri e sarà inserita su un dislivello di 24 metri. Proteggerà case e chiesa e al suo interno saranno poste tutte le opere pubbliche primarie, i vecchi terrazzamenti naturali, i sottoservizi, le strade, i parcheggi interrati. Castelluccio di Norcia, chiamato il Piccolo Tibet, è a 1.452 metri d’altezza. Al di sotto della piattaforma c’è una platea in cemento armato – fondazione – spessa poco meno di un metro e dotata sulla sommità di sostegni dove sono posizionati gli isolatori. Lo spazio libero tra fondazione e piastra isolata (un metro) sarà utilizzato per le operazioni di ispezione e manutenzione e per il posizionamento degli impianti sotterranei.
"Edifici ricostruiti con le vecchie pietre”
Una prima ordinanza dell’ex commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, consentì al progetto di trovare un suo impianto attuativo. “L’idea di ricostruire questo centro storico su una piattaforma isolata sismicamente”, spiega l’ingegner Stefano Nodessi Proietti, direttore dell’Usr Umbria – non è interessante solamente per il fatto che le abitazioni saranno messe in sicurezza rispetto a probabili eventi futuri, ma anche per il fatto che al di sopra della piastra potranno essere ricostruiti gli edifici utilizzando tecniche tradizionali di muratura e riutilizzando, ove possibile, le antiche pietre recuperate dopo il crollo”. Gli isolatori sismici ridurranno l’accelerazione che il suolo trasmetterà agli edifici sovrastanti, di fronte appunto a un nuovo sisma, di dieci volte. "Abbiamo voluto puntare a una ricostruzione rispettosa dell’ambiente e dell’identità dei luoghi, in grado di preservare alle future generazioni le caratteristiche di una frazione inserita in un contesto paesaggistico-ambientale straordinario”. Il commissario in carica per la Riparazione e Ricostruzione del sisma del 2016, Guido Castelli, dettaglia: “E’ stato possibile un progetto unitario, e unico al mondo, grazie all’autorizzazione all’intervento pubblico da parte dei proprietari delle case”.
La ricostruzione del centro storico di Castelluccio prevede la realizzazione di un sistema di ambienti e percorsi che renderanno accessibile e visitabile l’infrastruttura per gli addetti ai lavori, la comunità scientifica e gli studenti interessati a studiare processi e metodi avanzati per gli interventi post-sisma.
Le perplessità della sovrintendenza
Sull’opera ingegneristica mostra qualche perplessità Paolo Iannelli, sovrintendente speciale delle aree colpite. Dice: “La soluzione degli isolatori per un borgo intero è innovativa, ma non sarà facile sbancare la collina, raccordare le piastre tra loro. Per esprimere un giudizio è necessario vedere la fase esecutiva del progetto. Certo, non c’è un’esperienza ingegneristico-architettonica simile, speriamo non emergano problematiche particolari”.