Cronaca

“Bonus psicologo, ridotto di 5 volte il budget ma è positivo che sia diventato strutturale”

“Bonus psicologo, ridotto di 5 volte il budget ma è positivo che sia diventato strutturale”

Parla il Presidente dell’Ordine degli Psicologi David Lazzari

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“Il bonus psicologo con la finanziaria 2022 è diventato un provvedimento strutturale che resta ogni anno è questo è positivo. Però nel 2022 c’erano 25 milioni da spendere, nel 2023 5 e il prossimo anno 8. Insomma si è ridotto di 5 volte”. A parlare è il Presidente dell’Ordine degli Psicologi David Lazzari.

Lei sta dicendo che l’istituzione del bonus fatta dal governo Draghi è una cosa positiva ma l’aver ridotto le cifre ad esso destinate non è una scelta che condivide?
“Quello che intendo dire è che il bonus consente ai cittadini meno abbienti, al di sotto di 15 mila euro di Isee, alle fasce più bisognose, di usufruire di uno psicologo gratuitamente e per capire se la riduzione dei soldi a disposizione è positiva o negativa basta solo guardare i numeri”.


Quanto è importante questo bonus?

“Tutti i provvedimenti che riguardano il benessere psicologico sono state approvati all’unanimità e questa convergenza va mantenuta, non è un tema di parte. Noi abbiamo sempre detto però che il bonus non può essere l’unica risposta al disagio psicologico: va dato un insieme di soluzioni, anche perché i numeri sono molto alti”.

Veniamo ai numeri. Cosa ci dicono?

“Per l’Istituto superiore di Sanità, il 20% della popolazione ha problemi di ansia, 2 milioni di adolescenti sono a rischio di dipendenza e il 14% degli over 65 soffre di depressione. Ancora: cifre dell’istituto Piepoli dicono che 5 milioni di italiani non attivano l’aiuto psicologico pur avendone necessità perché non hanno le risorse economiche. È un Paese, il nostro, che per i 2/3 risolve il problema di disagio mentale in privato. Un paese in cui la psicoterapia è considerata un bene di lusso”.

Parlava prima di altre soluzioni da affiancare al bonus, può citarne qualcuna?

"L’istituzione dello psicologo di famiglia, ad esempio, accanto a quella del medico di base. Dovrebbe andare ad affiancare il medico e pediatra, ci sono 7 proposte di legge in parlamento: questo è il primo presidio di sanità. C’è uno studio che dice che molte persone portano i loro disagi psicologici dal medico di famiglia, ma non essendo uno psicologo spesso la problematica viene risolta con farmaci. Altro presidio è la scuola, dove si può fare tanta prevenzione prima che i problemi si aggravino, andando ad agire a monte".

In Italia c’è ancora del pregiudizio verso chi va dallo psicologo?

“Gli psicologi aiutano le persone a crescere e a svilupparsi, in questi ultimi anni e in occasione della pandemia c’è stata una accelerazione di consapevolezza dello star male che ha fatto capire che non si tratta di un debolezza individuale, ma di un problema da affrontare. Tanto che persone dello spettacolo ne parlano ormai apertamente e persino il Papa ha dichiarato di essere stato dallo psicologo”.

Quindi per lei le dichiarazioni di personaggi noti, ultimo in ordine di tempo Fedez, sono una cosa positiva?

"Assolutamente positiva. Credo che, evitando le spettacolarizzazioni, si tratti di testimonianze che aiutano le persone a parlarne, a prendere consapevolezza e a non vergognarsi nel riconoscere di avere un problema mentale. Non considerarsi deboli, dunque, visto che anche le star dello spettacolo ma anche dello sport, mi viene in mente Vialli, che non sono affatto modelli deboli, soffrono di quel disturbo che può avere chiunque”.

Investire a livello statale nella psicologia non è una perdita, quindi.

“Tutti gli studi di economia sanitaria dicono che investire nel benessere psicologico ha ritorni economici molto grandi. Quindi non si tratta di una spesa inutile, ma di un investimento”.

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