San Francisco — Queste strane creature della notte iniziano a comparire verso le nove di sera. Allora capita di fermarti al semaforo rosso, girare la testa verso il finestrino, e notare un’auto senza guidatore affiancata alla tua. Sulle prime pensi ad uno scherzo di Halloween, tipo la leggenda dell’Headless Horseman di Sleepy Hollow, cavaliere senza testa che inseguiva i suoi nemici nelle foreste a nord di New York. Poi però no, guardando meglio capisci che si tratta di una vera macchina, con tanto di passeggero accomodato sul sedile posteriore.
Le apparecchiature sul tetto
Curiose apparecchiature sono installate sul tetto. Alcune scritte avvertono che ogni movimento o suono circostante verrà registrato, e l’auto potrebbe fermarsi all’improvviso, quindi è prudente tenersi a distanza di sicurezza. Sulla fiancata, c’è scritto “Waymo” o “Cruise”, e allora capisci di essere davanti al futuro del trasporto umano, oppure alla sua minaccia più imminente: le auto senza guidatore. I taxi auto…
San Francisco — Queste strane creature della notte iniziano a comparire verso le nove di sera. Allora capita di fermarti al semaforo rosso, girare la testa verso il finestrino, e notare un’auto senza guidatore affiancata alla tua. Sulle prime pensi ad uno scherzo di Halloween, tipo la leggenda dell’Headless Horseman di Sleepy Hollow, cavaliere senza testa che inseguiva i suoi nemici nelle foreste a nord di New York. Poi però no, guardando meglio capisci che si tratta di una vera macchina, con tanto di passeggero accomodato sul sedile posteriore.
Le apparecchiature sul tetto
Curiose apparecchiature sono installate sul tetto. Alcune scritte avvertono che ogni movimento o suono circostante verrà registrato, e l’auto potrebbe fermarsi all’improvviso, quindi è prudente tenersi a distanza di sicurezza. Sulla fiancata, c’è scritto “Waymo” o “Cruise”, e allora capisci di essere davanti al futuro del trasporto umano, oppure alla sua minaccia più imminente: le auto senza guidatore. I taxi autonomi della Cruise, compagnia della General Motors, in primavera erano stati autorizzati a percorrere le strade complicate di San Francisco, ma ora sono stati bloccati in tutti gli Usa perché insicuri. Waymo, invece, è la sussidiaria di Alphabet/Google ed è ancora autorizzata a far viaggiare le sue auto. Soprattutto di notte, quando c’è meno gente, traffico, e quindi scendono i rischi di combinare guai. Gioia e dolore di chi ama l’innovazione, perché, da una parte, si tratta dell’esperimento che potrebbe aprire le porte alle auto senza guidatore in tutta l’America, e forse il mondo; dall’altra, però, viene considerato un pericolo pubblico, al punto che la National Highway Traffic Safety Administration della California ha aperto un’inchiesta. E il Department of Motor Vehicles (Dmv) dello Stato ha deciso di sospendere la licenza per Cruise, in attesa che confermi l’affidabilità.
Comandi vocali
Il sogno di una macchina che ci porti dove vogliamo con un semplice ordine vocale o digitale, senza doverci sedere al volante, esiste probabilmente da quando gli esseri umani hanno iniziato a muoversi sopra quattro ruote di qualsiasi genere. Ora però è realtà. Qualche anno fa ero stato a Chandler, in Arizona, per provare i taxi autonomi di Waymo. Avevo chiamato il mio attraverso una app non troppo diversa da quelle ormai diventate di uso comune con Uber, Lyft e altri servizi simili. L’auto, una Chrysler Pacifica, si era fermata dove l’aspettavo, mi aveva gentilmente lasciato salire, e si era messa in moto verso la mia destinazione premendo un semplice tasto sullo schermo piazzato dietro lo schienale del sedile anteriore. Non una parola, un commento sul calcio o il tempo, un’obiezione all’uso della carta di credito, o qualsiasi altra esitazione. Paragonate ora questo servizio all’odissea di trovare un taxi alla stazione o l’aeroporto di Roma, Milano, Napoli, Torino, o qualsiasi altra grande città italiana, e capirete perché incarna il sogno del nostro futuro.
Auto senza pilota
Al posto di guida del taxi di Waymo, però, c’era allora un ingegnere di Google pronto ad intervenire, perché il servizio era ancora in fase sperimentale e la compagnia non voleva rischiare incidenti. Ora non più. Le auto di San Francisco sono completamente senza pilota e funzionano grosso modo come quelle provate a Chandler, per una modica cifra, inferiore a quella richiesta dai tassinari in carne, ossa, e magari insulto pronto. Un grande schermo mostra il percorso, consentendo ai clienti di seguire e dirigere gli spostamenti. L’auto è dotata di Gps che la guidano sterzando il volante e di sensori che l’avvertono della presenza di altri veicoli, semafori rossi o verdi, pedoni che attraversano la strada e ostacoli vari. Il problema è che, come accade in tutte le imprese degli esseri umani, non sempre vanno perfettamente lisce. Nell’agosto scorso, ad esempio, una Cruise che viaggiava a 1,4 miglia orarie, quindi pianissimo, aveva investito un pedone che aveva attraversato la strada quando il semaforo indicava il verde per l’auto. La colpa dunque era dell’essere umano, ma i sensori non avevano fermato in tempo la macchina autonoma, come forse invece avrebbe fatto una persona intuendo in anticipo il pericolo.
Le cavie
Il 14 agosto, invece, a lamentarsi erano stati i pompieri, perché una Cruise aveva bloccato il traffico, mentre un’ambulanza doveva soccorrere un altro pedone investito da un essere umano. La compagnia aveva risposto di avere il video che provava come il suo taxi si fosse fermato per lasciar passare l’ambulanza, e quindi le accuse fossero infondate. Il 2 ottobre scorso, poi, è accaduto un altro incidente singolare. Una donna è stata investita da un’auto guidata da una persona, ma l’impatto l’ha fatta volare verso la corsia vicina, dove arrivava una Cruise. La macchina senza pilota si era fermata, ma non abbastanza in tempo per evitare la donna. Perciò il Dmv ha bloccato Cruise, lasciando invece operare Waymo. L’idea è che se i taxi autonomi funzionano sulle salite di San Francisco, possono funzionare ovunque. Nel frattempo, però, gli abitanti della Baia non ci stanno a fare da cavie.
I computer non sbagliano
Gli ingegneri del settore notano che ogni anno oltre 1,3 milioni di persone muoiono in tutto il mondo a causa di incidenti automobilistici, nella stragrande maggioranza dei casi provocati da errori umani. I computer invece non sbagliano, non violano mai le regole o gli ordini ricevuti, e non si stancano. Secondo uno studio realizzato da Waymo con la compagnia assicurativa Swiss Re, le sue auto autonome hanno il 76% di incidenti in meno rispetto a quelle guidate da persone. Se anche riducessero gli scontri mortali del 10%, sarebbero comunque più di 130.000 vite salvate ogni anno. Senza contare la libertà di viaggiare in auto non dovendo guidare, e quindi con la possibilità di lavorare, dormire, leggere, o magari fare l’amore, come è pure capitato in qualche taxi autonomo di San Francisco. Il futuro, dunque. Dove però riusciremo ad arrivare solo imparando dagli errori commessi, nella speranza di sopravviverli.
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