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La prima guerra d’Europa: trovati in Spagna i resti di un massacro di cinquemila anni fa

Gli scheletri ritrovati nella grotta di San Juan

 
Nel sito archeologico di San Juan segni di traumi e ferite su oltre 300 scheletri del neolitico. I combattimenti durarono mesi, forse anni. La pubblicazione della scoperta su Scientific Reports
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E’ una guerra rimasta senza cantori. Troppo antica – prima che fosse inventata la scrittura – perché un narratore ne raccontasse le gesta. I 338 scheletri pieni di ferite ritrovati a San Juan ante Portam Latinam, un sito archeologico del Neolitico nella Spagna settentrionale, raccontano anche senza usare le parole della guerra più antica d’Europa. O almeno la più antica di cui abbiamo trovato traccia nel ripercorrere all’indietro la nostra storia, risalente fra il 3mila e il 3.400 a.C.

La cosa che più ha stupito gli archeologi dell’università di Valladolid, che ha pubblicato i risultati del ritrovamento su Scientific Reports, è che nella fossa comune di San Juan non c’era il risultato di uno scontro veloce fra bande di cacciatori, 20 o 30 individui in tutto, come era frequente nel Neolitico.

Il numero delle persone coinvolte, i resti di armi, soprattutto punte di frecce, e la presenza di ferite mortali sovrapposte a ferite già guarite in precedenza indica uno scontro prolungato fra gr…

E’ una guerra rimasta senza cantori. Troppo antica – prima che fosse inventata la scrittura – perché un narratore ne raccontasse le gesta. I 338 scheletri pieni di ferite ritrovati a San Juan ante Portam Latinam, un sito archeologico del Neolitico nella Spagna settentrionale, raccontano anche senza usare le parole della guerra più antica d’Europa. O almeno la più antica di cui abbiamo trovato traccia nel ripercorrere all’indietro la nostra storia, risalente fra il 3mila e il 3.400 a.C.

La cosa che più ha stupito gli archeologi dell’università di Valladolid, che ha pubblicato i risultati del ritrovamento su Scientific Reports, è che nella fossa comune di San Juan non c’era il risultato di uno scontro veloce fra bande di cacciatori, 20 o 30 individui in tutto, come era frequente nel Neolitico.

Il numero delle persone coinvolte, i resti di armi, soprattutto punte di frecce, e la presenza di ferite mortali sovrapposte a ferite già guarite in precedenza indica uno scontro prolungato fra gruppi consistenti di uomini, con il coinvolgimento di qualche donna e alcuni individui al limite tra infanzia e adolescenza.

L’impressione è che la guerra si fosse già evoluta e organizzata in un momento in cui le società umane erano ancora molto semplici e primitive.

Conflitti così estesi compaiono almeno un millennio più tardi in Europa, oppure in Mesopotamia, dove per primi gli stati centralizzati iniziano ad appoggiarsi a eserciti regolari. Perché gli uomini di San Juan si massacrassero con tanta determinazione resta un mistero per i ricercatori di Valladolid guidati da Teresa Fernández – Crespo.
I test genetici escludono che si trattasse di individui venuti da lontano, cioè che fossero avvenute invasioni importanti.

I segni di denutrizione nei cadaveri indicano forse che le risorse alimentari fossero insufficienti per una specie in espansione come la nostra.

Quel che si sa per certo è che il 70% dei cadaveri ritrovati a San Juan appartenevano a individui maschi. La grotta fu scoperchiata per caso da un bulldozer durante dei lavori stradali nel 1985. La ruspa si ritrovò dei resti umani nella benna, ma per raggiungere il cuore della caverna di 20 metri quadri trasformata in fossa comune fu necessario far saltare il tetto con dell’esplosivo, danneggiando in parte gli scheletri.

Accanto alle migliaia di ossa, nel corso degli anni successivi, gli archeologi hanno trovato anche punte di frecce di pietra, 64 spade, 2 asce sempre di pietra, 5 punteruoli di osso e alcuni ornamenti personali.

In un’epoca già battezzata dagli archeologi “il sanguinoso Neolitico” (specialmente nella penisola Iberica), dove i segni di violenza vengono ritrovati su circa uno scheletro su dieci, probabilmente l’arte della guerra era già più matura di quanto non sospettassimo.

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