Veneto, malato di distrofia lotta per il suicidio assistito: niente concerto di solidarietà
di Enrico FerroNiente concerto per Stefano Gheller, il cinquantenne affetto da distrofia muscolare che ha ottenuto dall’Usl vicentina il permesso per il suicidio assistito. Era in programma entro fine anno, la BlueSingers&Orchestra di Bassano del Grappa doveva ripetere l’evento organizzato l’anno scorso, ma da un anno all’altro qualcosa è cambiato e quindi il concerto non ci sarà.
«A causa della sua attività di propaganda non sarebbe venuta molta gente, anche per questo abbiamo preferito rinunciare», dice Alberto Strobbe, presidente dell’orchestra. Il problema, dunque, è la “propaganda” a favore del suicidio assistito.
È l’effetto collaterale di un dibattito molto acceso, con cui il Veneto si è trovato a dover fare i conti per via del progetto di legge regionale che va a fissare tempi certi (20 giorni) per la risposta alla richiesta di suicidio medicalmente assistito. La materia è normata da una sentenza della Corte Costituzionale, la 242 del 2019, ma il progetto di legge “Liberi subito” fissa n…
Niente concerto per Stefano Gheller, il cinquantenne affetto da distrofia muscolare che ha ottenuto dall’Usl vicentina il permesso per il suicidio assistito. Era in programma entro fine anno, la BlueSingers&Orchestra di Bassano del Grappa doveva ripetere l’evento organizzato l’anno scorso, ma da un anno all’altro qualcosa è cambiato e quindi il concerto non ci sarà.
«A causa della sua attività di propaganda non sarebbe venuta molta gente, anche per questo abbiamo preferito rinunciare», dice Alberto Strobbe, presidente dell’orchestra. Il problema, dunque, è la “propaganda” a favore del suicidio assistito.
È l’effetto collaterale di un dibattito molto acceso, con cui il Veneto si è trovato a dover fare i conti per via del progetto di legge regionale che va a fissare tempi certi (20 giorni) per la risposta alla richiesta di suicidio medicalmente assistito. La materia è normata da una sentenza della Corte Costituzionale, la 242 del 2019, ma il progetto di legge “Liberi subito” fissa nel dettaglio tempi e presupposti.
Per comprendere al meglio questa storia di ordinario ostracismo, non si può prescindere da una manciata di date che riguardano il “caso Gheller”.
Il 13 ottobre 2022 Gheller ottiene l’autorizzazione dall’Usl7 al suicidio medicalmente assistito e lui esulta: «Per ora continuerò a vivere, ma sono felice perché potrò decidere quando mettere fine alle mie sofferenze».
Il 3 dicembre 2022 la BlueSingers&Orchestra organizza nella sala Da Ponte di Bassano il “Concerto per la vita”. Questa la presentazione nella locandina: “Eccoci ancora una volta al servizio della vita. Lo facciamo per lui Stefano Gheller. Da 35 anni soffre di distrofia muscolare e, nonostante tutto, vuole continuare a vivere finché riuscirà ad essere aiutato e curato e noi vogliamo esserci come sappiamo fare meglio”.
La serata è un successone, si presentano quasi 500 persone. «Abbiamo raccolto circa 5 mila euro per lui», racconta il presidente Strobbe, che però ammette. «Già in quell’occasione ci fu qualche mugugno». Mugugni, per cosa? «Qualcuno non approvava il fatto che stessimo raccogliendo denaro per una persona intenzionata a spendere quei soldi per morire». Una valutazione oggettivamente falsa, visto che in caso di accoglimento della richiesta è la sanità regionale a farsi carico di tutte le spese. Ma comunque si tratta di voci isolate e i soldi vengono comunque consegnati a Stefano Gheller, con la promessa di ripetere l’evento l’anno successivo.
Capita però che, in questi ultimi mesi, il dibattito sul fine vita si infiammi per via della proposta di legge regionale. Gheller tiene una conferenza stampa in casa sua, con gli attivisti dell’associazione Luca Coscioni. Minaccia lo sciopero della fame e invita i politici del Consiglio regionale a fargli visita. «Venite a vedere come vivo, prima di esprimere il vostro voto a favore o contro la proposta di legge», dice. Lo intervistano giornali e televisioni locali. La Lega si spacca, la maggioranza in Regione inizia a litigare, perfino il Pd non se la passa bene.
Ieri mattina gli fanno visita Alberto Strobbe e un corista. «Gli abbiamo detto che il concerto non si farà quest’anno», prova a spiegare Strobbe. «Ne abbiamo già tre fissati, uno in più rischierebbe di essere eccessivo. E poi quelle interviste... Ma non abbiamo ricevuto alcuna pressione, sia chiaro».
Stefano Gheller non si spaventa e scrive tutto su Facebook: «Mi era stato proposto un concerto natalizio in beneficenza, per donarmi i soldi raccolti, ma mi hanno detto che non è più possibile, perché chi voleva farlo ha subito pressioni dai cattolici per la mia battaglia sul fine vita. Dicono che sono a favore della morte. Non dico altro, che è meglio».