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Università, 5.000 euro in più in due anni per studiare da matricola: “Gli atenei sono diventati un luogo per ricchi”

Studio Udu-Federconsumatori: uno studente al primo anno di Medicina nella sua città spende 1.930 euro. Un fuorisede al Nord può arrivare a 19.000 euro. Il 17 novembre sciopero nazionale
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ROMA – Sono 9.378 euro l'anno per uno studente in sede, 10.293 euro per un pendolare e 17.498 euro l'anno per un fuorisede. Questi i costi medi di una stagione di studi universitari, calcolati dall'Unione degli universitari con la collaborazione di Federconsumatori e appena presentati alla Camera. A distanza di due anni dall'ultimo rapporto, l'Udu ha rilevato che il costo medio annuo degli studi, per un giovane universitario appena immatricolato, è aumentato di 5.000 euro.

Una matricola ogni sei abbandona

Alloggi, trasporti, libri, spesa quotidiana. L'università è diventata, secondo il rapporto, "un lusso per pochi". Anche per questo, solo il 28,3 per cento della popolazione tra i 25 e i 34 anni riesce a conseguire un titolo universitario (al di sotto della media Ocse che si attesta al 47,1 per cento). Il tasso di abbandono di un neo-iscritto ha raggiunto il 14,5 per cento: uno ogni sei.

"Gli studenti devono pagare per un diritto costituzionale”, ha detto Alessia Polisini, dell’esecu…

ROMA – Sono 9.378 euro l'anno per uno studente in sede, 10.293 euro per un pendolare e 17.498 euro l'anno per un fuorisede. Questi i costi medi di una stagione di studi universitari, calcolati dall'Unione degli universitari con la collaborazione di Federconsumatori e appena presentati alla Camera. A distanza di due anni dall'ultimo rapporto, l'Udu ha rilevato che il costo medio annuo degli studi, per un giovane universitario appena immatricolato, è aumentato di 5.000 euro.

Una matricola ogni sei abbandona

Alloggi, trasporti, libri, spesa quotidiana. L'università è diventata, secondo il rapporto, "un lusso per pochi". Anche per questo, solo il 28,3 per cento della popolazione tra i 25 e i 34 anni riesce a conseguire un titolo universitario (al di sotto della media Ocse che si attesta al 47,1 per cento). Il tasso di abbandono di un neo-iscritto ha raggiunto il 14,5 per cento: uno ogni sei.

"Gli studenti devono pagare per un diritto costituzionale”, ha detto Alessia Polisini, dell’esecutivo nazionale Udu. “I costi variano in base alla città e alla regione: per uno studente fuorisede un anno di studi al Nord può arrivare a costare fino a 19.000 euro; 17.343 euro per chi invece studia lontano da casa nel Centro Italia e 14.200 euro per chi studia da pendolare al Sud".

Nicola Zingaretti, l’ex presidente Pd della Regione Lazio presente all’incontro, ha denunciato: "Questa ricerca conferma che milioni di ragazzi nei prossimi anni non potranno più studiare perché esclusi dal ciclo formativo e sarà così perché si è interrotto il flusso di finanziamento per le politiche di diritto allo studio. Questo non è un problema dei giovani, è un problema che riguarda il futuro della nostra democrazia. Un Paese che non investe sulle nuove generazioni non ha futuro".

Il vicepresidente di Federconsumatori, Roberto Giordano, spiega: "La fase che stiamo vivendo è caratterizzata da profonde disuguaglianze sociali ed economiche. Non ci sono soluzioni immediate, ma il rapporto tra povertà e descolarizzazione si è fatto stretto. L'ascensore sociale è bloccato. L'inflazione è stata determinante, insieme alla mancanza di misure. E’ necessaria la riduzione dell'Iva sui beni di prima necessità. Il costo dell'istruzione, dice il nostro osservatorio, nella scuola superiore è salito del 6,2 per cento”.

A Milano una stanza a 550 euro

A pesare sull'economia degli studenti è soprattutto l'alloggio, con canoni mensili che vanno dai 550 euro mensili di Milano ai 195 euro di Palermo. La spesa per i pasti arriva a costare più di 400 ero al mese al Nord, 359 al Centro e 282 al Sud. Per studiare a Lettere servono 431 euro l'anno, Biologia ne costa 829 e Medicina 1.930. La no-tax area, che si attesta su un indicatore familiare Isee di 22.000 euro, può permettere a chi si trova sotto questa soglia di essere esente dal pagamento delle tasse, "ma per chi è sopra i 30.000 euro, o non rispetta i criteri di merito, tutto è rimesso alle disposizioni degli atenei”, ha spiegato Simone Agutoli di Udu. “Abbiamo scoperto come a parità di Isee gli atenei del Sud tassano di più gli studenti. E poi ci sono i fuoricorso, le università li tassano con un aumento del 50 per cento in media".

La coordinatrice studentesca Camilla Piredda: "Ci troviamo di fronte a una Legge di bilancio che mette all'ultimo posto il diritto allo studio, che resta un diritto. Il 17 novembre saremo nelle piazze di tutta Italia per chiedere un modello di istruzione diverso, per rimettere al centro i giovani di questo Paese".

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