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Giovani e futuro, la generazione Z boccia la famiglia tradizionale. E solo il 35% dichiara di voler avere figli

L’indagine di ScuolaZoo, in collaborazione con Merck Italia, ha coinvolto 3.588 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 24 anni: il domani mette ansia. Le testimonianze di Omar, Sofia, Andrea e Caterina
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La famiglia? La generazione Z ha le idee ben chiare: l'89% dei giovani ritiene che qualsiasi persona in grado di curare e amare un figlio possa formare una famiglia, riconoscendo quindi che l'amore e la cura sono ciò che conta veramente. Solo il 10,8% mantiene una visione tradizionale della famiglia, formata da una coppia eterosessuale oppure da una persona single con figli.

Parlano di famiglia, i ragazzi e le ragazze. E di figli, che hanno timore ad avere senza non aver raggiunto prima stabilità economica e realizzazione professionale, orizzonte ben lontano. Parlano, quindi, di futuro. Quello che preoccupa di più la generazione Z secondo una indagine fatta da ScuolaZoo, alla quale hanno partecipato 3.588 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 24 anni. L’indagine conferma la fragilità dei ragazzi post pandemia al netto di un passaggio di crescita che per ogni generazione è un salto nel buio. E in questo caso a frantumarsi è anche l’idea di famiglia tradizionale, con buona pace della destra so…

La famiglia? La generazione Z ha le idee ben chiare: l'89% dei giovani ritiene che qualsiasi persona in grado di curare e amare un figlio possa formare una famiglia, riconoscendo quindi che l'amore e la cura sono ciò che conta veramente. Solo il 10,8% mantiene una visione tradizionale della famiglia, formata da una coppia eterosessuale oppure da una persona single con figli.

Parlano di famiglia, i ragazzi e le ragazze. E di figli, che hanno timore ad avere senza non aver raggiunto prima stabilità economica e realizzazione professionale, orizzonte ben lontano. Parlano, quindi, di futuro. Quello che preoccupa di più la generazione Z secondo una indagine fatta da ScuolaZoo, alla quale hanno partecipato 3.588 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 24 anni. L’indagine conferma la fragilità dei ragazzi post pandemia al netto di un passaggio di crescita che per ogni generazione è un salto nel buio. E in questo caso a frantumarsi è anche l’idea di famiglia tradizionale, con buona pace della destra sovranista al governo.

"Ci sentiamo fuori posto”

“Viviamo un senso di precarietà che significa non sentirsi mai all’altezza. E non per colpa nostra” spiega Omar Jaafari, 19 anni. Andrea De Amicis ha la stessa età, studia Ingegneria informatica all’Università de L’Aquila: “Hai centinaia di percorsi universitari possibili, ma se poi vai a vedere, dove ti portano davvero? E pesa quella sensazione di sentirsi fuori luogo, fuori posto, di non capire se si è fatta la scelta giusta”. Anche Caterina Lomuscio, iscritta a Ingegneria gestionale, ammette la paura di sbagliare, “se ho fatto la scelta giusta saprò dirmelo da sola a 30 anni guardandomi indietro. Io voglio fare l’ingegnere e voglio essere madre, è un mio desiderio”.
Un giovane su due coinvolto nell’indagine, alla quale ha collaborato Merck Italia, si dice preoccupato per il proprio domani. Un quinto si sente confuso. E se il 53% dice che il proprio modo di vedere il futuro non è influenzato da nessuno, tuttavia se ci si deve lasciar condizionare o indirizzare contano più i social che le parole dei genitori. Osserva Sofia Mandracchia, liceale ad Agrigento: “La generazione dei nostri genitori ha creato i social, noi siamo la generazione che li usa”. Aggiunge Andrea: “In un mondo di comunicazione aperto passano modelli errati rispetto alla realtà: nei social tutto è distorto, ma non tutti riescono a fare questa distinzione tra virtuale e reale”.

Omar, Sofia, Andrea e Caterina

 

"Le generazioni precedenti ci hanno messo in questa situazione”

Omar, Sofia, Andrea e Caterina sono rappresentanti di ScuolaZoo, impegnati a scuola, attenti al mondo nel salto al primo anno di università. Preoccupati come i loro coetanei dalle guerre, dai cambiamenti climatici, dalla precarietà. Omar è netto: “Sono le generazioni precedenti che ci hanno messo in questa situazione, facile dire che ora tocca a noi quando il mondo che ci hanno lasciato è in queste condizioni e noi non siamo nemmeno ascoltati. Quando ho cercato di impegnarmi nel sociale nel mio Comune venivo messo da parte perché considerato solo un ragazzo”. Scuote la testa Andrea: “Lo scontro generazionale è sempre lo stesso, il periodo è complesso, noi sentiamo l’urgenza di andare avanti, non c’è tempo per fare la lotta tra generazioni”. Sofia però osserva: “Noi le basi le abbiamo, va valorizzato il nostro punto di vista e va capita la nostra paura di andare avanti. Intorno a me non vedo niente che punti ai giovani”.

Che ansia all’idea di avere figli”

I figli? Il 35% dei rispondenti ha inoltre dichiarato di voler avere figli un giorno, mentre il 24,5% non è ancora sicuro e il 15% non è interessato all'idea. Il 27% ha affermato di provare un po’ di ansia all’idea di avere un figlio e il 18% ha detto di provare addirittura paura.

“Io non me la sento, non vorrei farmi una famiglia senza aver trovato prima un lavoro non precario e una casa. Per me prima di fare figli devi aver raggiunto la stabilità economica” dice Omar. Concorda Andrea: “La parte economica è fondamentale per poter crescere un figlio e devi anche avere una certa maturità, non è detto che la raggiungi a 30-40 anni”. Per Caterina conta il rispetto e la stabilità per i figli, “il concetto di famiglia non si esaurisce con l’idea di padre-madre e figli”. “Io non vedo l’ora di avere figli – interviene Sofia – la mia paura più grande è realizzarmi, con laurea e lavoro, troppo tardi e dunque di non riuscire più a farli”.

“Le coppie omosessuali devono poter adottare”

Tornando all’indagine, la maggioranza degli intervistati è compatta su un punto: ingiusto il divieto per le coppie omosessuali di adottare bambini. L’87,99% dei rispondenti alla survey afferma di conoscere il significato della definizione di "famiglia arcobaleno", e il 75,25% è a conoscenza del fatto che le coppie omosessuali non possono adottare bambini anche se sposate; tuttavia, solo il 10,48% dei giovani si è detto d'accordo con questa politica.

“La preoccupazione dei giovani è un segnale”

"La crescente instabilità nel contesto globale e le preoccupazioni ambientali stanno gettando un'ombra sul futuro delle nuove generazioni, che si trovano a dover affrontare una realtà in rapida trasformazione e ad adottare decisioni importanti in un'epoca di incertezza senza precedenti – commenta Gabriele Maria Sada, ceo di ScuolaZoo –. La loro preoccupazione è un segnale importante della necessità di un sostegno e di risposte adeguate”.

Per Iris Buttinoni, head of communication di Merck Italia, “emerge un desiderio di genitorialità nella maggior parte frustrato da un contesto socio-economico non particolarmente favorevole”.

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