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Migranti, Zuppi sui centri in Albania: “Esternalizzare non può essere soluzione”

(eikon)
Il presidente della Cei apre l’assemblea dei vescovi ad Assisi. “Preoccupa il risorgere dell’antisemitismo”. Premierato, “per le riforme serve un clima costituente”
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“L’esternalizzazione non può essere la soluzione”: così il cardinale Matteo Zuppi sui campi per richiedenti asilo in Albania. Aprendo i lavori dell’assemblea di autunno della conferenza episcopale italiana ad Assisi il presidente ha stigmatizzato il risorgere dell’antisemitismo ed ha auspicato un “clima costituente” per affrontare riforme come quella del premierato.

Cittadinanza a chi cresce in Italia

“Non abbiamo ancora tutti gli elementi per comprendere come sarà realizzata la creazione dei centri in Albania per i richiedenti asilo”, ha detto l’arcivescovo di Bologna. “Auspichiamo che i diritti umani dei richiedenti asilo siano rispettati. Riaffermiamo che sui migranti serve un’azione dell’Europa corale, comune e condivisa dove l’esternalizzazione non può essere la soluzione”. Per Zuppi, è necessario concedere la cittadinanza italiana a chi è nato in Italia: “Guardando al futuro del nostro Paese, alla crisi della natalità che da anni suscita grande preoccupazione ma non altrettante …

“L’esternalizzazione non può essere la soluzione”: così il cardinale Matteo Zuppi sui campi per richiedenti asilo in Albania. Aprendo i lavori dell’assemblea di autunno della conferenza episcopale italiana ad Assisi il presidente ha stigmatizzato il risorgere dell’antisemitismo ed ha auspicato un “clima costituente” per affrontare riforme come quella del premierato.

Cittadinanza a chi cresce in Italia

“Non abbiamo ancora tutti gli elementi per comprendere come sarà realizzata la creazione dei centri in Albania per i richiedenti asilo”, ha detto l’arcivescovo di Bologna. “Auspichiamo che i diritti umani dei richiedenti asilo siano rispettati. Riaffermiamo che sui migranti serve un’azione dell’Europa corale, comune e condivisa dove l’esternalizzazione non può essere la soluzione”. Per Zuppi, è necessario concedere la cittadinanza italiana a chi è nato in Italia: “Guardando al futuro del nostro Paese, alla crisi della natalità che da anni suscita grande preoccupazione ma non altrettante risposte”, ha detto, “penso alla presenza di persone di origine non italiana, giunte qui emigrando: i loro figli, cresciuti con i nostri, parlano la nostra lingua e si pensano tra noi. Nessun governo finora ha posto mano seriamente a dare la cittadinanza a chi cresce in Italia, per offrire l’orgoglio di sentirsi pienamente parte di una comunità della quale vivere diritti e doveri”.

Indi, “vicini alla famiglia”

Il cardinale presidente della Cei ha parlato anche di Indi Gregory, la bambina inglese malata di una malattia mitocondriale, morta questa notte, alla quale il governo italiano aveva concesso la cittadinanza italiana perché potesse essere trasferita all’ospedale Bambino Gesù. “Esprimiamo vicinanza alla famiglia della piccola Indi, facendoci prossimi al dolore dei genitori. Ci uniamo alla preghiera di Papa Francesco per la piccola e per tutti i bambini che vivono situazioni di sofferenza”.

Lontani da un clima costituente

“L’Italia, in un momento così delicato economicamente e socialmente, sta discutendo su un tema impegnativo, la riforma costituzionale. Ho già detto – in un precedente intervento – che per un’efficace riforma, che tocca meccanismi delicati del funzionamento della democrazia, è indispensabile creare un clima costituente, capace di coinvolgere quanto più possibile le varie componenti non solo politiche, com’è ovvio e come fu all’origine della Costituzione, ma anche culturali e sociali. Siamo ancora lontani da questo e non posso che ripetere l’invito, perché la Costituzione sia di tutti e sia sentita da tutti. Costituzione significa anche questo: statuire insieme, perché non si vive di solo presente e per costruire il futuro anche il passato, la nostra storia democratica, può offrire una lezione di sapienza”.

Allarme casa

Zuppi ha ricordato la diffusione della povertà in Italia e si è soffermato in particolare sulla questione casa. “Nelle città turistiche”, ha detto, “si preferisce guadagnare trasformando gli appartamenti in B&B piuttosto che affittare a prezzi calmierati alle famiglie o a studenti fuori sede”. Quanto alle recenti alluvioni in Romagna, Brianza e Toscana, “è tempo – ha detto il porporato – di avanzare proposte concrete, perché vi siano comportamenti adeguati a questi cambiamenti climatici e non si espongano i poveri e le future generazioni a enormi tragedie”.

Il “piano Mattei”

“L’attenzione del governo italiano all’Africa è un fatto positivo”, ha detto Zuppi, “che speriamo diventi un progetto di grande respiro e di lunga durata, condiviso e sostenuto dall’Unione Europea, considerando come, per tanti motivi, il futuro dell’Italia sia connesso alla stabilità e al benessere di tanti Paesi africani. Continuiamo a lavorare perché chiunque e ovunque sia “libero di restare” e insieme “libero di partire””.

No all’antisemitismo

Nella sua introduzione il presidente della Cei ha detto che “preoccupa, in queste ore, il risorgere dell’antisemitismo. Sappiano i nostri fratelli ebrei italiani che la Chiesa non solo è loro vicina, ma che considera ogni attacco a loro, anche verbale, come un colpo a sé stessa e un’espressione blasfema di odio. Ha detto tempo fa il cardinale Bassetti: “Ancora sentiamo il dolore per il fatto che i cattolici italiani avrebbero potuto fare di più quando gli ebrei venivano discriminati con le leggi razziali del 1938”. Non resteremo indifferenti! La fine dell’antisemitismo è un impegno educativo, religioso e civile della Chiesa italiana, che non sottovaluta i rigurgiti di odio e razzismo, per chiunque”. Quanto al conflitto tra Israele e Gaza “le lacrime – ha detto – sono tutte uguali”.

“Cultura cedevole alla guerra”

Inviato del Papa a Kiev, Mosca, Washington e Pechino per contribuire alla soluzione della guerra russa in Ucraina, Zuppi ha sottolineato che “la pace richiede il concorso di tutti. Ho visto come esistano fili tenui per la pace e l’esercizio dell’umanità: tenui ma reali, messi in discussione dall’assenza di dialogo che può, invece, rafforzali. Occorre tanta insistenza e la convinzione che è la pace il destino, non la guerra o l’ingiustizia”. Zuppi, che ha parlato con rammarico della situazione in Nagorno Karabakh e dei tanti conflitti in Africa, ha rilevato che, invece, “addirittura tanta cultura diventa cedevole nell’accettazione della guerra come fosse una compagna naturale, se non dolorosamente benefica, della storia dei popoli. L’alternativa alla guerra è riprendere a trattare con buona volontà e rispetto dei vicendevoli diritti. Non bisogna smettere di credere che si può arrivare a comprendersi! Non è ingenuità, ma responsabilità!”.

Struttura Cei più snella, riforma dei seminari

Quanto alle questioni più squisitamente ecclesiastiche, Zuppi ha ricordato tre questioni che saranno al centro dell’assemblea di questi giorni ad Assisi. Gli abusi sessuali sui minori, in merito ai quali in questi giorni verrà consegnata la seconda “Rilevazione sulle attività di tutela dei minori degli adulti vulnerabili nelle Diocesi italiane”. Il tema della revisione della formazione nei seminari, che verrà affrontata proprio ad Assisi. E infine la riforma degli uffici e dei servizi della Segreteria generale della Cei: “L’obiettivo è quello di una struttura certamente più essenziale, snella e, per questo, più efficace nel supportare i Vescovi nel loro ministero”.

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