Padova, cambia l’orientamento della procura sulle mamme Arcobaleno: “Non cancelliamo più, decida la Corte costituzionale”
di Enrico FerroMamme Arcobaleno, la Procura di Padova cambia orientamento e chiede che a occuparsi del caso sia la Corte Costituzionale. Svolta giudiziaria, quindi, sul caso che fino a questo momento aveva visto un rigido testa a testa con il Comune veneto, che continua a iscrivere all’Anagrafe i figli nati da coppie di donne omosessuali.
La procuratrice Valeria Sanzari, colei che aveva richiesto di impugnare tutti i 37 atti di nascita (a cui ne vanno aggiunti altri 6 registrati in questi mesi), nel frattempo è stata promossa e trasferita alla Procura di Venezia. Era stata lei a dare impulso a questa azione, dando seguito alla circolare con cui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedeva ai prefetti una stretta sulle iscrizioni all’anagrafe delle mamme arcobaleno. Ma ora la Procura padovana è guidata dalla procuratrice aggiunta Maria D’Arpa, che evidentemente ha tutt’altra idea sulla gestione di questa vicenda giudiziaria. E le mamme, nel frattempo, esultano.
“È andata molto bene. Ci ha colp…
Mamme Arcobaleno, la Procura di Padova cambia orientamento e chiede che a occuparsi del caso sia la Corte Costituzionale. Svolta giudiziaria, quindi, sul caso che fino a questo momento aveva visto un rigido testa a testa con il Comune veneto, che continua a iscrivere all’Anagrafe i figli nati da coppie di donne omosessuali.
La procuratrice Valeria Sanzari, colei che aveva richiesto di impugnare tutti i 37 atti di nascita (a cui ne vanno aggiunti altri 6 registrati in questi mesi), nel frattempo è stata promossa e trasferita alla Procura di Venezia. Era stata lei a dare impulso a questa azione, dando seguito alla circolare con cui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedeva ai prefetti una stretta sulle iscrizioni all’anagrafe delle mamme arcobaleno. Ma ora la Procura padovana è guidata dalla procuratrice aggiunta Maria D’Arpa, che evidentemente ha tutt’altra idea sulla gestione di questa vicenda giudiziaria. E le mamme, nel frattempo, esultano.
“È andata molto bene. Ci ha colpito che i giudici ci abbiano ascoltato con molto interesse, al di là della posizione della Procura. La questione dell'inammissibilità di queste procedure - l'impugnazione dei certificati anagrafici dei bimbi con due madri - è sembrata convincente”, ha detto l'avvocata Susanna Lollini, che difende due delle mamme gay di Padova, all'uscita dell'udienza davanti al Tribunale.
“La Procura ha cambiato posizione", ha aggiunto, “e ha aderito alla questione di incostituzionalità, sollevata da noi avvocati di tutte le coppie di madri, ritenendo opportuno che la Consulta torni ad esaminarsi la questione”.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Mamme Padova]]
La Corte Costituzionale, ha spiegato Lollini, potrebbe decidere questa volta di intervenire, visto il monito della sentenza 32 del 2021, rimasto inascoltato. “La decisione spetterà poi al Tribunale civile”, ha aggiunto la legale, “ma il fatto che la Procura abbia aderito a sollevare la questione di costituzionalità è rilevante, anche per il Tribunale. Io ho anche insistito molto sulla inammissibilità di questi procedimenti, perché se il Tribunale dovesse ritenere che queste procedure sono tutte inammissibili, Consulta o non Consulta, potrebbe decidere che la questione si chiude qui”.