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Clima, l’esperto: “In Italia caldo preoccupante: da noi l’aumento delle temperature è doppio rispetto alla media del pianeta”

La veduta del Ghiacciaio dei Forni, in Alta Valtellina, in una immagine diffusa da Greenpeace Italiia il 10 ottobre 2023

 (ansa)
Pierluigi Randi, presidente dell'Ampro (Associazione meteo professionisti): “Il Mediterraneo è un’area sensibile. Per una normalizzazione dobbiamo aspettare almeno la terza decade del mese”
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Mancano quaranta giorni a Natale e a Pescara ci sono 26 gradi. La temperatura dell'acqua in molti mari italiani continua ad essere intorno ai 20 gradi e lo zero termico resta particolarmente elevato, con una "estate di San Martino" che proseguirà probabilmente fino alla fine della settimana. In tutto questo, mentre l'Europa sperimenta differenze termiche anche di sessanta gradi, con la Scandinavia che tocca i - 30 e il sud della Spagna i + 30, a fine dicembre probabilmente si tireranno le somme per mettere nero su bianco che il 2023 sarà considerato l'anno più caldo della storia a livello globale. "Segnali inequivocabili", dalle temperature di questi giorni sino agli eventi meteo estremi vissuti nei mesi scorsi, "di un clima sempre più bollente soprattutto per l'Italia e il Mediterraneo", racconta il meteorologo Pierluigi Randi, presidente dell'AMPRO (Associazione meteo professionisti), che fa il punto sulla situazione.

Poco più di un mese a Natale e in certe regioni la colonnina di m…

Mancano quaranta giorni a Natale e a Pescara ci sono 26 gradi. La temperatura dell'acqua in molti mari italiani continua ad essere intorno ai 20 gradi e lo zero termico resta particolarmente elevato, con una "estate di San Martino" che proseguirà probabilmente fino alla fine della settimana. In tutto questo, mentre l'Europa sperimenta differenze termiche anche di sessanta gradi, con la Scandinavia che tocca i - 30 e il sud della Spagna i + 30, a fine dicembre probabilmente si tireranno le somme per mettere nero su bianco che il 2023 sarà considerato l'anno più caldo della storia a livello globale. "Segnali inequivocabili", dalle temperature di questi giorni sino agli eventi meteo estremi vissuti nei mesi scorsi, "di un clima sempre più bollente soprattutto per l'Italia e il Mediterraneo", racconta il meteorologo Pierluigi Randi, presidente dell'AMPRO (Associazione meteo professionisti), che fa il punto sulla situazione.

Poco più di un mese a Natale e in certe regioni la colonnina di mercurio supera i 26 gradi. Come dobbiamo interpretare le attuali condizioni?

"Per il momento direi che segnali d'inverno non se ne vedono. Dovremo probabilmente aspettare ancora diversi giorni, almeno una settimana. Attualmente c'è una condizione particolare: fa più caldo sui rilievi che non in pianura. Adesso iniziano a strutturarsi le inversioni termiche soprattutto in Pianura Padana: lo strato di aria fredda è quasi inerte, la circolazione è molto debole, se non arrivano venti e ricambi di massa d'aria questo strato rimane sul posto, peggiorando la qualità dell'aria ulteriormente in una zona già inquinata. Sopra questo strato di inversione termica, oltre i 200-250 metri, fa invece molto più caldo del solito: in Appennino per esempio ci sono stati più casi di luoghi oltre i 20 gradi, temperature molto elevate per il periodo. Di sicuro, dal Nord al Sud, non possiamo dire che per novembre faccia freddo: eccetto il triangolo Padano quasi ovunque le temperature sono rimaste molto sopra la norma".

Per quanto tempo durerà il caldo e quando sperimenteremo davvero l'inverno?

"Probabilmente tra il 18 e il 19 novembre aria fredda che arriva dal nord atlantico porterà un po' più giù le temperature, che rientreranno nella norma, ma solo per una breve fase perché poi ci sarà un nuovo aumento. Per avere una normalizzazione del campo termico dovremmo attendere almeno la terza decade del mese, dove le temperature saranno davvero nei valori medi tipici del periodo. Attenzione però: venendo da un momento molto mite probabilmente a livello soggettivo avremo una percezione di freddo che sarà anche superiore rispetto a quella che ci indicheranno i termometri".

Tra il nord dell'Europa, la Scandinavia, e il sud, la Spagna, quasi sessanta gradi di differenza. Cosa sta accadendo?

"La Scandinavia da molti giorni vive un periodo freddissimo, il motivo è legato al vortice polare che è una figura permanente durante la stagione fredda da ottobre ad aprile, ma in questo periodo è molto più profondo e intenso del normale. Quando è molto profondo tende a mantenere masse d'aria più fredde sulla regione artica e le zone circostanti come la Scandinavia. Scendendo a sud invece è ininfluente per ora, dove predominano correnti subtropicali e masse d'aria miti, come in Spagna".

Fra meno di due mesi tireremo le somme: il 2023 sarà davvero l'anno più caldo di sempre?

"A meno che non arrivi un era glaciale a dicembre, e lo dico col sorriso naturalmente, il 2023 sarà l'anno più caldo di gran lunga almeno dal 1900, ma sicuramente anche da molto più indietro nel tempo. Il fatto preoccupante non è tanto il record annuale, ma è che tutti gli anni più caldi a livello globale sono di epoca recente: dal 2010 ad oggi. Si tratta di un segnale forte, inequivocabile, non è un caso isolato dovuto alla variabilità naturale, ma è sintomatico della crisi del clima".

Quanto è preoccupante la crescita delle temperature italiane? Perché l'Italia si riscalda con una velocità doppia rispetto ad altre parti del mondo?

"La temperatura media globale dal 1980 è aumentata di otto decimi di grado, che sono tantissimi. Ma se guardiamo all'Italia, l'aumento è stato di 1,7 gradi: significa che qui - e in generale su tutto il Mediterraneo - il riscaldamento è molto più veloce rispetto alla media mondiale. Molto dipende dalla circolazione atmosferica e dai mari, il tutto in un contesto di crisi del clima. Il Mediterraneo del resto è un hotspot, un'area sensibile, dove ci riscaldiamo ad un tasso di aumento di temperatura che è il doppio rispetto alla media planetaria. Questo è davvero preoccupante".

Zero termico elevato, mari molto caldi, precipitazioni o molto intense o nulle. Quanto la crisi del clima impatterà sempre di più sulle nostre vite e quanto è importante trovare soluzioni concrete?

"Sono tutti segnali importanti, critici. Va detto che il 2023 in generale può essere in qualche modo influenzato anche da un effetto naturale , come quello di El Nino, ma questo non deve essere un paravento o una scusante, perché abbiamo avuto annate molto calde come il 2019 e il 2020 proprio durante l'evento opposto, La Nina. Dunque la causa principale è chiara: l'eccesso di concentrazione di gas serra in atmosfera dovuto alle emissioni, il fenomeno che porta il Pianeta a surriscaldarsi e che impatterà sempre di più sulla quotidianità di tutti. Speriamo, ovviamente, che alla COP28 (Conferenza delle Parti sul clima che inizia a Dubai il 30 novembre, ndr) si cominci a ragionare davvero su soluzioni che possano evitare un ulteriore surriscaldamento in futuro".

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