Giulia Cecchettin, la famiglia torna a casa dopo essere stata ascoltata in caserma. Gli zii della giovane: “Filippo non voleva che lei si laureasse domani”
dal nostro inviato Rosario Di RaimondoVIGONOVO (Venezia) - Poco dopo le 11 di stamattina, 15 novembre, sono stati convocati tutti in caserma: il padre, la sorella e il fratello di Giulia Cecchettin, la studentessa di 22 anni scomparsa da sabato sera assieme all'ex fidanzato Filippo Turetta. Sono ore d'ansia a Vigonovo. Le ricerche dei due ragazzi non si fermano. Diversi mezzi dei vigili del fuoco, compresi i sommozzatori, sono partiti questa mattina dalla caserma del paese e continuano a scandagliare la zona, compresa quella lungo il fiume Brenta.
Dopo essere stato sentito per diverse ore, il padre della giovane è stato scortato dai militari fino a casa, a poche decine di metri di distanza. "Non c'è nessuna novità sostanziale – ha detto l’uomo – Stiamo aiutando i carabinieri, tracciando il quadro più completo possibile".
“Filippo non era contento che Giulia si laureasse prima di lui”
“Quello a cui pensiamo è che Filippo abbia fatto questo per laurearsi negli stessi tempi e non vederla andare via. Va bene comunque, si laur…
VIGONOVO (Venezia) - Poco dopo le 11 di stamattina, 15 novembre, sono stati convocati tutti in caserma: il padre, la sorella e il fratello di Giulia Cecchettin, la studentessa di 22 anni scomparsa da sabato sera assieme all'ex fidanzato Filippo Turetta. Sono ore d'ansia a Vigonovo. Le ricerche dei due ragazzi non si fermano. Diversi mezzi dei vigili del fuoco, compresi i sommozzatori, sono partiti questa mattina dalla caserma del paese e continuano a scandagliare la zona, compresa quella lungo il fiume Brenta.
Dopo essere stato sentito per diverse ore, il padre della giovane è stato scortato dai militari fino a casa, a poche decine di metri di distanza. "Non c'è nessuna novità sostanziale – ha detto l’uomo – Stiamo aiutando i carabinieri, tracciando il quadro più completo possibile".
“Filippo non era contento che Giulia si laureasse prima di lui”
“Quello a cui pensiamo è che Filippo abbia fatto questo per laurearsi negli stessi tempi e non vederla andare via. Va bene comunque, si laureerà più avanti, basta che tornino tutti e due, faremo la festa per tutti e due allora. Anche Filippo merita la sua festa di laurea”, dice davanti ai giornalisti Andrea Camerotto, uno degli zii di Giulia Cecchettin, offrendo così un'altra spiegazione della scomparsa dei due giovani. Anche Elisa Camerotto, zia di Giulia, avanza la stessa tesi: “Filippo non era contento che Giulia si laureasse domani (giovedì 16 novembre, ndr) perché temeva che si potesse allontanare da lui”, aggiunge. La ragazza doveva laurearsi in Ingegneria biomedica all'università di Padova. Dopo avrebbe proseguito un altro tipo di percorso a Reggio Emilia: lei era infatti appassionata di illustrazione e fumetti.
La richiesta di visionare il pc
I carabinieri avrebbero chiesto ai genitori di Giulia di consegnare il pc della ragazza per svolgere alcuni accertamenti. Intanto si cerca la Fiat Grande Punto nera di Turetta. Ufficialmente, i sistemi di rilevazione delle targhe hanno "catturato" il veicolo l'ultima volta domenica mattina, alle 9.07, a Ospitale Cortina, nel Bellunese. Un'ora e mezza prima in Val di Zoldo. Luoghi amati da Filippo, appassionato di montagna. Da quelle immagini non era possibile stabilire chi fosse in macchina. Se lui soltanto o anche lei. Un elicottero dei vigili del fuoco vola in questi giorni per perlustrare queste aree.
Procedura di laurea ‘congelata’
Formalmente è 'congelato' l'iter per la laurea di Giulia, che infatti non ha completato l'ultimo "step" amministrativo, quello della sottomissione dell'ultima versione della sua tesi nel sistema dell'Università di Padova.
Il suo nome non figura più quindi nell'elenco della sessione di laurea prevista per domani. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di ingegneria dell'Informazione, diretto da Gaudenzio Meneghesso, l'iter per la laurea si stava svolgendo regolarmente.
Sabato pomeriggio, la laureanda aveva inviato alla relatrice la versione finale della sua tesi, per l'ultima lettura e controllo. Lunedì la docente le avrebbe comunicato di caricare il file sul portale di ateneo, così da farlo approvare, cosa che però non è avvenuta.
Ufficialmente quindi la 22enne non figura più nella lista degli ammessi alla sessione di laurea. Si tratta di eventi abbastanza comuni per gli studenti universitari, che all'ultimo rinunciano a laurearsi e magari spostano l'esame alla sessione successiva. Qui però le circostanze sono evidentemente diverse; il Dipartimento padovano è comunque disponibile a discutere una possibile riammissione all'ultimo momento, vista la circostanza eccezionale.
Il litigio e le chiazze di sangue
La preoccupazione per il destino di Giulia è tanta per diversi elementi: il presunto litigio con Filippo, testimoniato da un vicino sabato sera, le chiazze di sangue trovate nella zona industriale di Fossò (dove le celle hanno agganciato il cellulare del ragazzo e una telecamera ha ripreso la sua macchina), i racconti su come lui non accettasse le fine della relazione, decisa da lei in agosto. Ancora ieri, la speranza degli investigatori era di trovare entrambi vivi. Più le ore passano più questo filo di speranza si assottiglia.
Filippo era molto possessivo
"Filippo non era contento che Giulia si laureasse domani perché temeva che si potesse allontanare da lui", racconta ai giornalisti Elisa Camerotto, la zia materna di Giulia Cecchettin.
La sorella di Giulia, Elena, delinea un'immagine di Filippo come di una persona "molto possessiva che giocava con lei ricattandola emotivamente per continuare a vederla. Lei era buona e cedeva perché sapeva che lui era tanto solo e calcava molto su questo fatto dicendo 'se te ne vai anche tu io non ho più nessuno'". Elena aggiunge che Filippo "si mostrava felice solo quando era con lei. Io dicevo a Giulia: se ti volesse bene ti lascerebbe libera". La sorella ricorda anche di quando a febbraio è andata a un concerto a Milano con Giulia, e Filippo la cercava in continuazione. È stata Elena a quel punto a prendere in mano la situazione: "Sono stata ferma, gli ho detto: è con me, basta". Lui, ha detto ancora Elena, le controllava il telefono.
La zia materna di Giulia ha voluto rivolgere proprio a Filippo un appello: "Io so che le volevi molto bene. Ora torna a casa, tutto si risolverà per il meglio".
Mauro Coccato, titolare dell'azienda di Fossò davanti alla quale sono state trovate numerose chiazze di sangue, dice: "Una decina di macchie, la più grande li in fondo, grande un metro. Vedere queste macchie è stata un'angoscia. Visti i segnali penso al peggio, è successo qualcosa di grave"