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Nasce la nuova Aifa. Scompare il direttore e per il ruolo di presidente in pole c’è Palù

La Conferenza delle Regioni ha dato il via libera alla riorganizzazione dell’agenzia del farmaco. Ecco cosa cambia
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E’ nata la nuova Aifa. Mancano i nomi di chi avrà l’incarico di guidare e far funzionare l’agenzia ma finalmente, dopo mesi di lavoro e di proroghe, di spoils system e polemiche, sembra davvero arrivata in fondo la riforma dell’ente che si occupa delle procedure necessarie a rendere utilizzabili nel nostro Paese i farmaci, che prima vengono approvati a livello europeo da Ema.

Il via libera della Conferenza delle Regioni

Ieri è arrivato il via libera della Conferenza delle Regioni (l’ultimo passaggio è il vaglio del Consiglio di Stato dal quale non ci si aspettano sorprese).

I cardini della riforma

I cardini della riforma sono due. Intanto scompare la figura del direttore generale e resta solo quella del presidente, che sarà supportato da un direttore amministrativo e uno tecnico scientifico. Questa impostazione risale addirittura alla ministra Cinquestelle Giulia Grillo. Il presidente presiede il cda (di cinque membri con lui) e diventa così il rappresentante legale dell’agenzia. Ad occuparsi dell’attività regolatoria, cioè a dare il via libera e a determinare il prezzo dei farmaci sarà una commissione unica, di 10 membri, che sostituirà le due esistenti fino ad oggi, la Commissione prezzi e il Comitato tecnico scientifico (Cts).

La battaglia delle Regioni

Regioni e governo hanno dibattuto a lungo sul sistema delle nomine. La soluzione trovata prevede che il presidente venga scelto dal ministero d’intesa con le Regioni, che quindi avranno parere vincolate, cosa che inizialmente non era prevista. Diranno la loro ma senza potere di veto sulla nomina dei due direttori (amministrativo e scientifico), visto che dovranno solo essere “sentite”. In pole per la presidenza c’è Giorgio Palù, professore di Padova considerato vicino alla Lega che già ricopre l’incarico. A parte il problema dell’età, ha quasi 75 anni, c’è però quello di trovare l’accordo con tutti sul suo nome. Soprattutto Fratelli d’Italia potrebbe proporre un’altra figura e comunque non tutte le Regioni sarebbero sulla stessa linea del Veneto, da dove Palù proviene e dove ci sono molti suoi sponsor. Ci vorranno alcuni giorni prima di capire se davvero Palù verrà confermato alla guida dell’agenzia più importante della sanità italiana, che ogni anno si occupa di regolare un settore che vale 40 miliardi di euro.

Rimane una sola super commissione

Ma la riforma prevede anche che cambi la struttura dei tecnici del centro regolatorio, cioè il cuore di Aifa. Come detto, spariranno le due commissioni. Ne resterà una sola, da 10 membri, che si chiamerà commissione scientifica ed economica del farmaco. Nella prima bozza della riforma era previsto che alle Regioni ne toccasse uno solo (ora ne hanno quattro per ciascuna commissione). Anche su questo c’è stato un braccio di ferro e si è arrivati a tre membri di nomina delle amministrazioni locali. Quattro membri saranno designati dal ministero alla Salute, un altro sarà il direttore tecnico-scientifico dell’agenzia, un altro il presidente dell’Istituto superiore di sanità oppure un suo delegato e infine ci sarà un tecnico nominato dal ministero dell’Economia. Le Regioni avrebbero voluto quattro membri, anche perché gli effetti della politica farmaceutica nazionale cadono tutti su di loro, e quindi vogliono avere voce in capitolo. La mossa di coinvolgerli nella nomina del presidente ha però fatto loro accettare di vere un membro in meno rispetto ad oggi.

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