✕

Sicurezza, Orlando: “Populismo penale, così il governo copre i suoi fallimenti”

L’ex ministro della Giustizia pd
3 minuti di lettura

ROMA – Il governo fa «populismo penale»: copre i propri «fallimenti visibili», a partire dalla manovra, con «fallimenti differiti», perché nuovi reati e aumenti di pena si riveleranno inefficaci. Ne è convinto Andrea Orlando, deputato Pd e due volte ministro della Giustizia.

Dal decreto sui rave party, che inaugurava la stagione meloniana, ai tre ddl sulla sicurezza approvati giovedì, passando per le norme contro le baby gang del decreto Caivano. È una deriva securitaria?

«Mi pare un modo di fare confusione nel sistema repressivo e creare distrazione. Assistiamo a quello che i manuali definiscono il diritto penale del nemico: individuano alcuni soggetti da indicare all’opinione pubblica come pericoli e costruiscono reati su di loro».

Chi sono i nemici del governo Meloni?

«Sono i migranti, i detenuti, i giovani che creano disordine e la microcriminalità che andrebbe sì affrontata ma in modo mirato, non indistinto, in alcune aree del paese e per tipologie di reato, con adeguate risorse…

ROMA – Il governo fa «populismo penale»: copre i propri «fallimenti visibili», a partire dalla manovra, con «fallimenti differiti», perché nuovi reati e aumenti di pena si riveleranno inefficaci. Ne è convinto Andrea Orlando, deputato Pd e due volte ministro della Giustizia.

Dal decreto sui rave party, che inaugurava la stagione meloniana, ai tre ddl sulla sicurezza approvati giovedì, passando per le norme contro le baby gang del decreto Caivano. È una deriva securitaria?

«Mi pare un modo di fare confusione nel sistema repressivo e creare distrazione. Assistiamo a quello che i manuali definiscono il diritto penale del nemico: individuano alcuni soggetti da indicare all’opinione pubblica come pericoli e costruiscono reati su di loro».

Chi sono i nemici del governo Meloni?

«Sono i migranti, i detenuti, i giovani che creano disordine e la microcriminalità che andrebbe sì affrontata ma in modo mirato, non indistinto, in alcune aree del paese e per tipologie di reato, con adeguate risorse. Sono loro i capri espiatori che nascondono evasione, mafia, criminalità economica e ambientale. Ma con questo uso simbolico del diritto penale, si fanno norme che in parte rimangono sulla carta e non possono essere applicate, in parte essendo totalmente irragionevoli e sproporzionate producono l’effetto che già descrisse Beccaria: se punisci un reato più lieve come il reato più grave, il rischio è che la persona compia direttamente il reato più grave».

Nessun risultato, è sicuro?

«Un primo risultato in effetti questo governo rispetto ai propri obiettivi l’ha avuto, perché un tempo intervenire per decreto nell’ambito del diritto penale era inconcepibile, ora semplicemente se ne fregano. Ma mi chiedo, conoscendo il ministero della Giustizia, se quelle norme siano state davvero scritte in via Arenula».

Dice che il ministro Nordio è stato bypassato?

«A ogni intervista Nordio, che intanto interviste ha smesso di farne, sosteneva l’opposto di quel che fa il governo: una visione organica e meno reati e carcere. La domanda è chi sia il vero ministro della giustizia. Perché si continuano a creare reati e produrre norme contraddittorie, rendendo il sistema penale irragionevole, ai limiti dell’incostituzionalità. Si fa populismo penale».

Si mandano in carcere o negli Icam donne incinte o con figli di meno di un anno, con norma che ha come chiaro bersaglio le borseggiatrici di etnia rom. Non è un errore?

«Il populismo penale è proprio questo: dare la risposta più immediata a uno o più fatti di cronaca. Se si dice: ci sono donne che si fanno mettere incinte perché non vogliono scontare la pena, una parte consistente delle persone saranno d’accordo a incarcerarle. Senza tener conto delle conseguenze sulla vita futura del bambino, condannato alla nascita».

Inasprire le pene per le rivolte in carcere può essere una risposta ai problemi di chi gestisce i penitenziari?

«Più che aumentare le pene bisognerebbe aumentare il personale, ma siccome non c’è un euro, si usa il diritto penale. Come se i detenuti più pericolosi, che minacciano di più la sicurezza, si spaventassero di una pena edittale più alta di due anni. Inoltre chi si rifiuta di seguire un ordine è punito come chi aggredisce un agente».

Salvini vanta come un successi aver reso un reato i blocchi stradali degli ecoattivisti, cosa ne pensa?

«Il governo inquadra quei gesti in una sfera di maggior gravità fino ad assimilarli pericolosamente al terrorismo, facendo leva sul legittimo disagio delle persone che si trovano la strada bloccata. Ma il legislatore non dovrebbe partire dalla rabbia del singolo cittadino, perché dovrebbe preoccuparsi sia dell’efficienza del diritto penale sia degli effetti criminologici».

Non è giusto sanzionare di più le truffe agli anziani?

«Il governo col diritto penale è entrato in famiglia, se hai un figlio indisciplinato arriva il questore, se non mandi a scuola i figli un avviso di garanzia. Ora non si rende conto che le truffe agli anziani soli aumentano perché sono del tutto carenti le misure di sostegno all’autosufficienza. Mettessero i soldi su questo prima di parlare di pene».

È pericolosa la norma che consente agli agenti di polizia di portare la pistola non di ordinanza fuori servizio?
«Anche qui serve più personale, più risorse e rinnovo dei contratti del comparto».

Secondo lei dunque il governo copre le sue carenze?

«Coprono i fallimenti visibili con fallimenti differiti, perché si vedrà l’inefficacia di queste norme sproporzionate e in alcuni casi anticostituzionali ma intanto è difficile per l’opinione pubblica accorgersene».

Ma non è che la destra sta approfittando anche di vostre lacune nelle risposte alla percezione di insicurezza?

«I dati del Viminale, non i miei, dicono che negli ultimi venti anni c’è stato un calo quasi costante di tutti i reati, governasse la destra o la sinistra. Servirebbe un intervento organico ed alcuni puntuali sulle tipologie di reato in controtendenza. Invece l’interesse è continuare a dipingere il Paese come in preda in modo indistinto al crimine, per fare propaganda. E poi ricorrere al diritto penale. Con buona pace di Nordio».

Leggi i commenti