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La sorella di Giulia: “L’ha uccisa il vostro bravo ragazzo. Lo Stato non protegge”

Vigonovo, il dolore a casa Cecchettin. Il padre Gino: “Sofferenza inimmaginabile, devo farmi forza per gli altri due miei figli, ma è un dramma anche per i genitori di Filippo”
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VIGONOVO (VENEZIA) – C’è un momento in cui Gino Cecchettin decide che deve andare. Esce dalla sua villetta nel centro di Vigonovo, sale in macchina, parte. Fuori c’è il sole, per lui è tutto buio. Vuole vedere dove è stato trovato il corpo di sua figlia Giulia. «Sono andato lì, sul luogo del ritrovamento. Ma c’erano ancora i medici per i rilievi e non l’ho vista», racconta sulla strada del ritorno. Quando rientra, davanti casa sua c’è una distesa di fiori bianchi, l’affetto di un paese intero che oggi pomeriggio sarà in piazza per una fiaccolata.

"Un dolore atroce”

Perché Giulia non c’è più: picchiata, accoltellata, gettata in macchina priva di sensi, buttata in un canale dall’ex fidanzato che non accettava la fine della loro storia. «Il dolore è tanto, inimmaginabile, atroce. Una parte di me che se ne va — continua il padre – Aveva solo 22 anni... una vita davanti spezzata, senza un motivo logico. Posso capire una malattia, un incidente, ma questo è il modo più inconcepibile. Non te…

VIGONOVO (VENEZIA) – C’è un momento in cui Gino Cecchettin decide che deve andare. Esce dalla sua villetta nel centro di Vigonovo, sale in macchina, parte. Fuori c’è il sole, per lui è tutto buio. Vuole vedere dove è stato trovato il corpo di sua figlia Giulia. «Sono andato lì, sul luogo del ritrovamento. Ma c’erano ancora i medici per i rilievi e non l’ho vista», racconta sulla strada del ritorno. Quando rientra, davanti casa sua c’è una distesa di fiori bianchi, l’affetto di un paese intero che oggi pomeriggio sarà in piazza per una fiaccolata.

"Un dolore atroce”

Perché Giulia non c’è più: picchiata, accoltellata, gettata in macchina priva di sensi, buttata in un canale dall’ex fidanzato che non accettava la fine della loro storia. «Il dolore è tanto, inimmaginabile, atroce. Una parte di me che se ne va — continua il padre – Aveva solo 22 anni... una vita davanti spezzata, senza un motivo logico. Posso capire una malattia, un incidente, ma questo è il modo più inconcepibile. Non te ne fai una ragione. Ma devo essere forte, per gli altri ragazzi, Elena e Davide. Devono, dobbiamo ripartire. Erano tre fratelli unitissimi».

"Adesso è con la mamma”

Ieri, su WhatsApp, pubblica la foto di sua moglie, morta l’anno scorso, e sua figlia ancora bambina: «Adesso sono insieme». Poi il suo avvocato, Stefano Tigani, lo chiama: il legale di Filippo vuole far arrivare alla famiglia Cecchettin le condoglianze dei genitori del ragazzo. Martedì erano insieme, la famiglia di lei e quella di lui, a lanciare appelli affinché i due studenti ritornassero. Ora la distanza che separa queste vite è molto più ampia dei trenta chilometri fra Vigonovo e Torreglia. Ma le parole di Gino dicono molto di lui: «Ringrazio i genitori, anche loro stanno vivendo un dramma e quindi sono vicino anche a loro. Certo, io pensavo a Giulia, volevo il suo ritorno. Per me è finita qui».

Da un certo punto di vista, forse è anche un inizio, doloroso ma necessario. Elena, la sorella di Giulia, in queste ore rilancia un messaggio — «Chiedete aiuto, sempre» — rivolto alle ragazze che si riconoscono in situazioni non sicure, che si sentono «pressate, schiacciate». Il papà è certo: «Elena ne farà la battaglia della sua vita. Ma anch’io voglio fare qualcosa, è giusto così. Per Giulia e per tutte le altre che potranno trovarsi nella sua condizione».

La rabbia di Elena

Davanti casa sua un pellegrinaggio laico scandisce la giornata, un peluche e il disegno di una bambina decorano il cancello, accanto a quei nastri rossi che Elena aveva appeso giovedì, il giorno in cui la sorella avrebbe dovuto laurearsi. E grida la sua rabbia, Elena, perché, scrive su Instagram, «non c’è un solo posto dove, come donna, puoi essere sicura in Italia. Non ci sono uomini di cui ti puoi fidare», se c’è un femminicidio ogni 72 ore, «amministrazione quotidiana per uno stato fallito, incapace di proteggere le sue figlie e non disposto a educare i suoi figli. Rendi responsabile quell’amico che fa sempre battute inappropriate, che tratta le donne come oggetti, eccessivamente possessivo della sua ragazza. Qualcosa deve cambiare». Condivide la poesia di Cristina Torres Caceres — “Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima” – e un post della scrittrice Valeria Fonte: «È stato il vostro bravo ragazzo». «Per te bruceremo tutto», scrive. Poi una foto in bianco e nero con Giulia: «Rest in Power. I love you». Migliaia di commenti, da Giorgia Soleri a Chiara Ferragni a Laura Pausini.

I genitori a Filippo: “Consegnati”

E a mezz’ora da qua, a Torreglia, ai piedi dei Colli euganei, i genitori di Filippo supplicano il figlio in fuga: «Consegnati, così puoi spiegare cos’è successo», è il loro messaggio lanciato attraverso l’avvocato Emanuele Compagno. «Quando ho detto del ritrovamento di Giulia, è crollato loro il mondo addosso». Poi vuole sottolineare: «Non credo a un gesto premeditato, voleva bene a Giulia». Quel video che mostra lo studente picchiare l’ex compagna, la notizia delle coltellate e il ritrovamento del corpo della ragazza raccontano però un’altra storia. Nessuno, continua l’avvocato, sta aiutando Filippo nella fuga. Non ha vestiti, né un secondo cellulare o una carta di credito. La sera di sabato scorso, poco dopo le 11, era qui in questo parcheggio a 50 metri da casa di Giulia. Ora è un latitante.

Oggi una fiaccolata per Giulia

Oggi pomeriggio, alle 19, a Vigonovo ci sarà una fiaccolata per la studentessa. Il sindaco Luca Martello ha proclamato due giorni di lutto cittadino. È sera quando i flash delle telecamere illuminano la distesa di fiori: «Se li meritava», sussurra nonna Carla. Laura ne porta uno: «Anche io ho avuto un ex violento». Arriva una coppia di ragazzi, mano nella mano: lui 20 anni, lei 18. Poggiano la rosa: «Conoscevamo Giulia». Se ne vanno in silenzio, sempre tenendosi per mano. E chissà cosa resterà, di questa ennesima tragedia, quando anche l’ultimo flash sarà ormai spento.

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