Arrestato in Germania, nel Land della Sassonia-Anhalt, Filippo Turetta, accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, uccisa a coltellate e poi gettata in un burrone. La scoperta del corpo, in un canalone vicino al lago di Barcis (Pordenone), ieri poco prima di mezzogiorno, a una settimana dalla scomparsa della ragazza. L’auto del giovane, una Fiat Punto nera, era stata avvistata l’ultima volta in Austria sette giorni fa, a Lienz e in Carinzia. In migliaia alla fiaccolata in memoria di Giulia a Vigonovo: “Chi dimentica cancella”. L’appello del papà: “Ragazze denunciate prima che sia troppo tardi”. E il padre di Filippo: “Sarà dura abbracciarlo ma è mio figlio”
- La sorella: “Non c'è un solo posto dove, come donna, puoi essere sicura in Italia”
- Uccisa a coltellate e spinta in un dirupo per 50 metri
- Il sottile confine tra controllo e sopraffazione di Concita De Gregorio
- La malattia del maschio di Michele Serra
Tajani: “Turetta accetta estradizione, sarà in pochi giorni”
"Pare che Filippo abbia accettato di non opporsi all'estradizione" dalla Germania all'Italia, quindi "potrebbe essere estradato, dopo le procedure burocratiche e la decisione del giudice, nel giro di pochi giorni e rientrare in tempi piuttosto brevi. Se si fosse opposto, sarebbero stati tempi più lunghi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Dritto e Rovescio su Rete4, sottolineando "la collaborazione molto positiva" con le autorità tedesche nella gestione del caso di Filippo Turetta, arrestato in Germania per l'omicidio di Giulia Cecchettin.
Il legale di Filippo Turetta: “Il ragazzo non ha reagito, aspettava quasi l’arresto”
"Quando Filippo è stato arrestato era a a bordo della sua auto non ha reagito, è come se non aspettasse altro che quel momento". Lo riferisce Emanuele Compagno che difende Filippo Turetta arrestato in Germania, dopo una settimana solitaria di latitanza, per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin. Il legale tedesco "ha detto - spiega il difensore veneto - che l'ha trovato stanco e provato. L'udienza di convalida è stata breve, non ha dato nessun dettaglio sulla fuga".
I genitori di Turetta alla fiaccolata per Giulia
I genitori di Filippo Turetta hanno preso parte stasera, in fondo al corteo, alla fiaccolata silenziosa per Giulia tenutasi a Vigonovo, con quasi 3mila persone. "Hanno sentito fosse loro dovere esserci - ha detto l'avvocato Emanuele Compagno - come segno di vicinanza alla famiglia Cecchettin, che non hanno incontrato".Parlando con alcuni cronisti, Nivola Turetta, papà di Filippo, ha voluto precisare alcune dichiarazioni che a suo avviso erano state distorte: "non ho mai detto - ha spiegato - che avrei preferito che Filippo fosse morto. Temevo che facesse un gesto disperato. Avrei solo voluto andare a riprenderli tutti e due vivi".
Filippo Turetta ha dato il consenso all’estradizione
Il ragazzo arrestato in Germania ha dato il consenso all’estradizione in Italia
“Prometto di non essere come Filippo”, il biglietto per Giulia da un bimbo di 11 anni
"Sono Emanuele ho 11 anni e prometto di non essere come Filippo", si legge su un biglietto lasciato fuori casa della vittima. Tutta la comunità è venuta a rendere omaggio e ricordare Giulia, la 22enne uccisa con più di 20 coltellate. Per l'omicidio è stato arrestato in Germania il suo ex fidanzato, Filippo Turetta. Tantissimi i fiori, i biglietti e peluche adagiati intorno alla villetta a due piani di via Aldo Moro. Moltissimi i bambini che sono venuti a lasciare un dono accompagnati dai loro genitori. Su un altro biglietto si legge: "Quello che posso e voglio fare, è promettere di crescere i miei due bambini come delle persone che abbiano il rispetto verso se stessi e verso gli altri, che diventino grandi portandosi dentro dei valori, dei motivi per cui fare e non fare certe cose. Finché avrò respiro, insegnerò loro ad essere consapevoli di ogni loro gesto e scelta, voglio che siano, insieme a tanti altri, delle persone che sappiano cosa significa veramente amare".
Migliaia alla fiaccolata per Giulia: Chi dimentica cancella
“Chi dimentica cancella” è lo striscione che apre la fiaccolata organizzata a Vigonovo (Venezia), con i testa i familiari di Giulia Cecchetin la 22enne uccisa a coltellate. Un omicidio per cui è stato arrestato l'ex fidanzato Filippo Turetta. Migliaia le persone che reggono le candele ai lati delle strade e che vedono sfilare parenti e autorità. Nonostante la folla di migliaia di persone è assordante il silenzio di chi è venuto a rendere un omaggio a Giulia.
Giulia già morta prima di essere gettata nel dirupo
Giulia Cecchettin era già morta quando è stata gettata nel dirupo nei pressi di Barcis, dopo essere stata scaricata dall'auto di Filippo Turetta. Sarebbe questo l'esito dell'ispezione del corpo della giovane da parte del medico legale.
Filippo Turetta trasferito nel carcere Halle in Germania
Filippo Turetta sarà condotto in prigione al termine dell'udienza di convalida del fermo dinanzi al giudice di Halle an der Saale in Germania. Ieri sera il ragazzo, unico indiziato del delitto di Giulia Cecchettin, la giovane trovata uccisa ieri sulle montagne friulane nella zona di Piancavallo, è stato identificato dalla polizia tedesca mentre si trovava sulla corsia d'emergenza dell'autostrada A9 nella Sassonia-Anhalt. A decidere in merito all'estradizione di Turetta, colpito da mandato di arresto europeo emesso dalle autorità italiane, sarà tra domani e metà della prossima settimana l'Oberlandesgericht di Naumburg (il Tribunale regionale superiore).
Università di Padova, domani un minuto di silenzio a inizio lezioni
Domani "all'inizio di ogni lezione i docenti dell'Università di Padova sono invitati a osservare un minuto di silenzio per ricordare Giulia Cecchettin". In particolare - si legge in una nota dell'Università di Padova - "le lezioni al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione, su suggerimento del direttore prof. Gaudenzio Meneghesso, saranno introdotte da un minuto di silenzio" con la proiezione del messaggio in cui si vede una immagine di Giulia e accanto una foto con scarpe rosse con la scritta 'basta violenza sulle donne'. Gli studenti del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione si ritroveranno dalle 10 alle 10,30 nel campus adiacente al dipartimento di via Gradenigo, invitando tutti gli studenti disponibili a un incontro per ricordare Giulia.
Procura Venezia resta titolare dell'inchiesta
Resta in capo alla Procura di Venezia l'inchiesta sull'omicidio di Giulia Cecchettin. Ad attribuire la titolarità del fascicolo è il fatto che il primo reato contestato, cioè il sequestro di persona, è avvenuto in nel territorio della procura lagunare. La Procura di Pordenone - viene sottolineato - avrebbe potuto procedere soltanto per occultamento di cadavere in base ai primi accertamenti svolti nel burrone, addebito che invece sarà aggiunto alla lunga lista di contestazioni a carico del giovane da parte della Procura di Venezia
Polizia, in corso udienza per convalida arresto Turetta
Filippo Turetta comparirà "di fronte al giudice di Halle, che deciderà solo sulla sua detenzione". Lo ha detto una portavoce della polizia della città parlando con l'ANSA in merito alla situazione dell'ex fidanzato di Giulia Cecchettin arrestato stamattina in Germania. Dopo questa fase, ha aggiunto, "con grande probabilità sarà trasferito in una prigione, senza tornare negli uffici della Polizia di Halle". A quel punto, ha concluso, "il Tribunale regionale superiore (Oberlandesgericht) di Naumburg, prevedibilmente domani o nei primi giorni della settimana, deciderà sul suo caso e se ci sarà a breve l'estradizione"
Padre di Filippo: “sarà difficile abbracciarlo ma è mio figlio”
"Siamo ancora sotto shock da quello che ha combinato nostro figlio. Non capiamo come possa essere successa una cosa del genere, e porgiamo le massime condoglianze, siamo vicinissimi alla famiglia di Giulia, perché le volevamo bene". A fatica, Nicola Turetta ha parlato stasera con i giornalisti uscendo dalla casa di Torreglia (Padova). Giulia "l'abbiamo conosciuta bene. Veniva qua con Filippo ci vedevano. Sembrava una coppia perfetta; nessuno riporterà più Giulia. Siamo molto vicini a questa famiglia, e non riusciamo a capire come possa aver fatto una cosa così un ragazzo a cui abbiamo cercato di dare tutto".
"Io da padre - ha proseguito Turetta - ho pensato che fosse un figlio perfetto, perché non mi aveva dato mai nessun problema, né a scuola né con i professori, mai un litigio con qualche compagno di scuola o che altro. Mai. Con il fratello più piccolo, neanche una baruffa. Trovarmi con una cosa del genere, voi capite che non è concepibile, ci dev'essere qualcosa che è entrata in lui". Il padre di Filippo ha accennato a "quella prima volta che si erano lasciati lui diceva 'io mi ammazzo io mi ammazzo' e 'non posso stare senza la Giulia'. Io dicevo ne troverai altre, non ti preoccupare, un po’ quello che penso fanno tutti i genitori. Si son lasciati poi si son ripresi all'università. Io son sicuro che la Giulia avesse la sensazione che lui non le avrebbe mai torto un capello, perché sennò non avrebbe continuato comunque a uscire; in tutti questi anni come minimo lo vedi un ragazzo se è violento oppure un po’ burrascoso".
Sulla possibilità di andare a trovare il figlio in Germania, Nicola Turetta ha risposto che "è una cosa dura. Non è che sia tornato da un viaggio. Avrei quasi preferito che la cosa fosse finita in un altro modo. Però dopo è mio figlio, e quindi ho detto che comunque la vita deve andare avanti e quindi spero di vederlo
Meloni: “Proseguiamo nella lotta contro barbarie"
“Ogni singola donna uccisa perché colpevole di essere libera è una aberrazione che non può essere tollerata e che mi spinge a proseguire nella strada intrapresa per fermare questa barbarie". Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni. Che ricorda: "è già stato approvato all'unanimità dalla Camera, e mercoledì sarà in aula al Senato, il nostro disegno di legge per il rafforzamento delle misure di tutela delle donne in pericolo", sono stati aumentati "considerevolmente i fondi per il piano anti-violenza e per la tutela delle donne in uscita da situazioni di violenza. È già pronta una campagna di sensibilizzazione nelle scuole".
Papà Giulia: “Ragazze denunciate così avrete salva la vita”
Il papà di Giulia, Gino Cecchettin, che questa sera alle 19 parteciperà alla fiaccolata in onore della vittima organizzata a Vigonovo, rivolge un appello alle giovani: “Ragazze denunciate così avrete salva la vita. Che il sacrificio di mia figlia non sia vano”. Ringrazia il Ministro per la proposta di dare comunque la laurea alla figlia e dice: “Per me si è laureata giovedì”.
Avvocato famiglia Giulia, è emblema che qualcosa non funziona
"Dobbiamo per forza di cose metterci a fare un'esame di coscienza tutti noi; a livello legislativo, a livello educazionale, tutto quello che vogliamo, che questa vicenda è l'emblema del fatto che qualcosa non funziona!". Lo ha detto a 'Domenica in' l'avvocato Stefano Tigani, difensore della famiglia di Giulia Cecchettin, nel giorno dell'arresto di Filippo Turetta. "Questa mattina ho avuto modo di ringraziare l'Arma, la procura, le procure, che hanno partecipato, e anche tutte le Forze che hanno partecipato alle ricerche per il lavoro immane che è stato fatto - ha aggiunto - ma ho voluto anche sottolineare la vicinanza che ha sentito la famiglia: dimostra che c'è un bel pezzo d'Italia, un gran pezzo d'Italia, di cui dobbiamo andare fieri. Ripeto, è stata una settimana difficile per la famiglia e devo essere sincero anche per noi professionisti perchè non ci abituiamo mai - ha concluso - ne abbiamo viste tante, ma ogni volta è sempre la prima volta, non ne possiamo veramente più".
Turetta comparirà davanti a giudice tedesco
Turetta dovrà comparire davanti al giudice tedesco ma al momento non c'è una data già fissata. “L’'uomo è stato provvisoriamente arrestato senza opporre resistenza e il veicolo è stato sequestrato". La polizia tedesca di Halle an der Saale, nella Sassonia Anhalt, in un comunicato ha confermato l'arresto di Filippo Turetta, l'ex fidanzato di Giulia Cecchettin trovata morta ieri sulle montagne friulane nella zona di Piancavallo. Come riferisce la polizia teutonica che è in contatto con le autorità italiane, "poco dopo le ore 22 di sabato, un'auto in panne e non illuminata è stata segnalata sull'autostrada 9 (A9) nella parte meridionale della Sassonia-Anhalt e quando gli agenti si sono avvicinati al mezzo, il guidatore era in macchina".
Omicidio Giulia: ultimati accertamenti, riaperta strada Piancavallo
Sono terminati, attorno alle 13, gli accertamenti dei Ris di Parma sul luogo del ritrovamento del corpo di Giulia Cecchettin. Gli esperti nelle rilevazioni scientifiche dell'Arma si sono fermati per l'intera mattinata, circostanza che ha portato al blocco totale della strada secondaria che mette in collegamento Barcis con il Piancavallo. Alle verifiche di questa mattina hanno preso parte anche i cinofili dei Vigili del Fuoco del comando regionale del Veneto. E' stata anche conclusa la raccolta di alcuni reperti che si trovavano nei pressi della grande roccia sotto la quale Filippo Turetta aveva nascosto Giulia. Dunque, al termine di rilievi e ricerche, i carabinieri hanno rimosso qualsiasi divieto di accesso e la strada è stata nuovamente riaperta.
Elena Cecchettin contro Salvini: “Dubita della colpevolezza di Turetta perché bianco e di buona famiglia. È violenza di Stato”
"Io non starò mai zitta, non mi farete mai tacere". Così Elena Cecchettin, sorella di Giulia, questa mattina ha affidato i suoi pensieri disperati ai social. E ha mandato un messaggio anche al vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che questa mattina su X aveva commentato così l’arresto in Germania di Filippo Turetta: "Bene. Se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita". “Ministro dei trasporti che dubita della colpevolezza di Turetta. Perché bianco, perché di 'buona famiglia'. Anche questa è violenza, violenza di stato", scrive Elena in una storia su Instagram.
Non una di meno: “Il 25 novembre in piazza anche per Giulia”
"Il 25 novembre scendiamo in piazza anche per Giulia Cecchettin e invaderemo le strade di Roma e Messina". Il movimento transfemminista Non una di meno per l'ottavo anno, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere, sfilerà in corteo "contro la violenza patriarcale". Quest'anno gli appuntamenti nazionali saranno due, a Roma e Messina. Stasera nella Capitale, nel quartiere Pigneto, "per Giulia, per tutt3” ci sarà anche "una passeggiata rumorosa”. L'appuntamento è davanti alla metro C alle 22.30. Tra i molti slogan c'è anche "Se domani sono io. Se domani non torno sorell3, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l'ultim3", scritto sui social anche dalla sorella di Giulia, Elena.
Trovato un coltello spezzato nel luogo dell’aggressione a Giulia
Tra i reperti raccolti nella zona industriale di Fossò, in provincia di Venezia, dove Filippo Turetta, nella notte di sabato 11 novembre, ha ucciso l'ex fidanzata Giulia, c'è anche un coltello spezzato. La lama, che potrebbe anche non essere quello usato dal 22enne per colpire la ragazza, era stata trovata subito dagli investigatori, nella prima fase delle indagini, ma del fatto si è appreso solo oggi.
L’Anpi: “Giulia e tutti noi”
“Nome di battaglia culturale ‘Giulia e tutti noi’. Perché se non finisce questo massacro finiscono le parole, le buone intenzioni, le belle panchine”. Lo scrive l’Anpi Nazionale sul suo profilo X.
Tajani: “Entro 48 ore Turetta in Italia per essere processato”
"Le donne vanno amate e rispettate. Il ragazzo accusato di questo omicidio è stato arrestato in Germania grazie alla collaborazione tra le nostre forze dell'ordine e quelle tedesche: credo che nel giro di 48 ore sarà in Italia per essere processato". Lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani a proposito del fermo di Filippo Turetta, accusato di avere ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin.
Giulia uccisa con più di 20 coltellate
Sono più di 20 le coltellate inferte da Filippo Turetta che hanno ucciso Giulia Cecchettin. II medico legale di turno ieri, che ha effettuato l'ispezione sul corpo della 22enne, ne ha repertate diverse su varie parti del corpo, sparse fra la testa e il collo, dove si ipotizza possa essere stata sferrata una di quelle rivelatesi mortali. Solo in sede di autopsia, prevista già da domani, potrà essere stabilito con certezza quanti sono stati i fendenti inferti dalla mano del presunto assassino e, in quella sede, si potrà circoscrivere l'ora della morte. Questo elemento sarà fondamentale per stabilire la competenza territoriale della procura e del tribunale dove si incardinerà il processo per omicidio nei confronti di Filippo Turetta.
Turetta stanco e rassegnato al momento dell'arresto
Quando è stato arrestato Filippo Turetta non ha opposto resistenza. Anzi, agli agenti della polizia stradale tedesca che lo hanno fermato è apparso stanco e rassegnato. Lo avrebbero comunicato, secondo quanto si apprende, le autorità tedesche a quelle italiane dopo il fermo del giovane su un'autostrada in Sassonia- Anhalt. L'auto di Turetta era ferma sulla corsia d'emergenza perché, secondo gli agenti, era finita la benzina e Filippo non aveva soldi per fare nuovamente rifornimento.
Turetta era in corsia d’emergenza. Aveva finito la benzina
Quando è stato arrestato Filippo Turetta non ha opposto resistenza. Anzi, agli agenti della polizia stradale tedesca che lo hanno fermato è apparso stanco e rassegnato, come se fosse desideroso di consegnarsi. Lo hanno comunicato le autorità tedesche a quelle italiane. L'auto di Turetta era ferma sulla corsia d'emergenza perché, secondo gli agenti, era finita la benzina e Filippo non aveva soldi per fare nuovamente rifornimento.
"Se domani non torno.. ". Dopo il delitto di Giulia, i social invasi dalla poesia contro la violenza
Dopo la scoperta del cadavere di Giulia Cecchettin c’è una poesia che sta invadendo la Rete, i social, è ovunque. Sono i versi scritti dall'attivista peruviana Cristina Torres Cáceres, impegnata per i diritti delle popolazioni indigene e l’educazione ambientale. Ma la poesia, del 2011, è contro i femminicidi e contro la violenza sulle donne. Anche la sorella di Giulia, Elena, l’ha condivisa sui social.
Carabinieri: “Grande dignità da parte della famiglia Cecchettin”
"La famiglia Cecchettin ha appreso la notizia dell'arresto in Germania di Filippo Turetta con grande dignità". Lo ha detto il generale Nicola Conforti, comandate provinciale dei Carabinieri di Venezia uscendo dalla villetta di Vigonovo (Venezia), dove ha incontrato i parenti di Giulia.
"Giulia sei la figlia di tutti", fiori e messaggi davanti alla casa di Vigonovo
La polizia tedesca conferma, Turetta arrestato in Sassonia-Anhalt. Fermato per le luci spente dell’auto
Filippo Turetta "è stato arrestato mentre si trovava a bordo della sua auto sull'autostrada A9 nei pressi di Bad Dürrenberg". Lo ha confermato un portavoce della polizia di Naumburg. "L'arresto è stato effettuato dalla polizia stradale", ha aggiunto il portavoce. Il 22enne è stato arrestato all'alba mentre era fermo al lato della strada, con le luci spente, mentre la legge tedesca prevede che le luci siano sempre accese. I poliziotti tedeschi si sono fermati per un controllo e hanno riconosciuto il giovane e la targa, che era stata segnalata dall'Interpol.
Turetta arrestato in Germania come Rudy Guede
Riporta alla memoria un altro caso della cronaca giudiziaria italiana l'arresto vicino a Lipsia di Filippo Turetta, il ventiduenne accusato dell'omicidio di Giulia Cecchettin. Sempre in Germania fu infatti bloccato il 20 novembre del 2007 Rudy Guede, unico condannato per l'omicidio a Perugia di Meredith Kercher e ora tornato libero dopo avere scontato 16 anni di reclusione. Guede fu fermato mentre era su un treno che viaggiava tra le stazioni di Magonza e Wiesbaden dopo essere fuggito da Perugia immediatamente dopo il delitto (al quale si è sempre proclamato estraneo). Privo di biglietto, al controllo della sua identità fu individuato come ricercato ed arrestato. A incastrare l'ivoriano fu l'impronta di una sua mano insanguinata sul cuscino posto sotto al cadavere della Kercher. Guede venne poi estradato in Italia, processato e condannato. Dopo avere scontato la sua pena nel carcere di Viterbo è tornato libero.
Paola Cortellesi rilancia l’appello a Meloni e Schlein: “Litigate su quello che volete. Ma non sulla violenza contro le donne”
Paola Cortellesi scende in campo per chiedere alla politica tutta un'azione più incisiva contro la violenza sulle donne. L'attrice e regista, che è protagonista in queste settimane di una performance record al botteghino con la sua opera prima C'è ancora domani (che si avvicina in questo weekend ai 20 milioni di euro di incasso totale), incentrata proprio su una storia di violenza di genere e di emancipazione femminile, ha ripostato sulle sua storie Instagram l'appello lanciato ieri da Massimo Gramellini a Giorgia Meloni ed Elly Schlein nella trasmissione In altre parole su La7: "Litigate su quello che volete. Ma sulla violenza contro le donne, no! Approvate subito quelle riforme e approvatele insieme".
Fiori e messaggi davanti a casa di Giulia Cecchettin: “Sei la figlia di tutti”
Tutto il paese di Vigonovo (Venezia) è stamani davanti alla casa della famiglia Cecchettin, dove abitava Giulia, la 22enne uccisa dal coetaneo Filippo Turetta. Tutto è controllato da due pattuglie di carabinieri, mentre i giornalisti attendono un'eventuale uscita di qualche familiare. Davanti al cancello tantissimi fiori, portati da bambini che si fanno il segno della croce. Tanti messaggi scritti, tra cui spicca un "Giulia riposa in pace tra le braccia della tua mamma, sei la figlia di tutti noi. Un abbraccio a tuo papà".
La sorella di Giulia sui social: “Io non starò mai zitta”
"Io non starò mai zitta. Non mi farete mai tacere". Lo ha scritto in un post su Instagram Elena Cecchettin, la sorella di Giulia. Negli ultimi messaggi sul social, stamani Elena riprende altre storie dedicate alla violenza di genere, sulla "cultura dello stupro" che alimenta e protegge i violenti, e cita l'attivista peruviana Cristina Torres Cßceres: "Se domani sono io, se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima".
Filippo Turetta, la decisione sull’estradizione entro 60 giorni
Bisognerà attendere i tempi tecnici previsti dalle procedure - in genere qualche settimana - per l'estradizione in Italia di Filippo Turetta, il giovane accusato dell'omicidio di Giulia Cecchettin, fermato in Germania in esecuzione del mandato d'arresto europeo firmato dalla procura di Venezia. La Germania dovrà adottare la decisione finale sull'esecuzione del mandato entro 60 giorni dall'arresto. Se Turetta acconsente alla consegna, la decisione è presa entro 10 giorni. Il ricercato, prevedono le norme, deve essere consegnato il più rapidamente possibile a una data convenuta tra le autorità incaricate, al massimo entro 10 giorni dalla decisione finale relativa all'esecuzione del mandato d'arresto europeo.
Tajani: “Turetta sarà consegnato alla giustizia italiana in pochi giorni”
"Grazie all'arresto europeo il ragazzo potrà essere affidato in pochi giorni alle forze dell'ordine e alla giustizia italiana per subire un giusto processo". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. L'arresto è avvenuto "grazie al lavoro di coordinamento tra le nostre forze dell'ordine e quelle tedesche", ha aggiunto.
Zaia: "Il giorno delle esequie di Giulia sia lutto regionale"
"Ho dato disposizioni perché nel giorno delle esequie di Giulia sia dichiarato il lutto regionale. Avremo tutte le bandiere delle istituzioni a mezz'asta e l'intero Veneto si stringerà in un abbraccio alla famiglia, agli amici di Giulia, a tutti coloro che le hanno voluto bene". Lo ha scritto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Filippo arrestato in auto vicino a Lipsia, in Sassonia
È stato arrestato vicino Lipsia, in Sassonia, Filippo Turetta, il 22enne accusato dell'omicidio di Giulia Cecchettin. Turetta, secondo quanto si apprende, è stato bloccato in auto sull'autostrada A9 all'altezza della cittadina di Bud Durremberg e si trova ora in un ufficio della polizia tedesca.
Giulia ha provato a difendersi
Gli investigatori e il medico legale che ha esaminato il corpo di Giulia Cecchettin spiegano che la ragazza ha cercato di difendersi. Lo dicono le ferite sulle mani e sulle braccia. La giovane aveva anche una ferita profonda alla testa, che probabilmente risale al pestaggio subito otto giorni fa a Fossò e ripreso dalle telecamere di un’azienda.
Sul pc di Turetta le ricerche sui kit di sopravvivenza
Ricerche su kit per la sopravvivenza in alta quota sarebbero emerse analizzando la cronologia del computer di Filippo Turetta, il 22enne accusato dell'omicidio di Giulia Cecchettin. Dagli accertamenti effettuati sul pc – scrive il Corriere della Sera – risulterebbe una ricerca su itinerari nel versante tirolese meridionale dell'Austria. Tra il materiale sequestrato a casa di Turetta c'è anche del nastro adesivo, per capire se si tratti dello stesso materiale che figura tra i reperti trovati nel parcheggio della ditta "Dior" a Fossò, teatro della lite violenta con Giulia registrata dalle telecamere di sorveglianza.
Già domani l’autopsia sul corpo di Giulia Cecchettin
L'autopsia, che potrebbe essere eseguita già domani, chiarirà comunque le cause del decesso e l'arco temporale del crimine. Il corpo di Giulia Cecchettin, nonostante quasi un settimana nel bosco, era integro.
Giulia Cecchettin era già morta quando è stata abbandonata
Giulia era già morta quando è stata lanciata nella scarpata della Val Caltea, a Barcis, dopo essere stata scaricata dall'auto di Filippo. Ne sono convinti gli investigatori sulla scorta di quanto ha riferito loro il medico legale Antonello Cirnelli che ha svolto l'ispezione esterna della salma per conto della Procura di Pordenone. Le coltellate alla testa e al collo erano svariate e molto profonde, inferte con grande violenza. Appare dunque impossibile che la ragazza fosse ancora viva, molte ore dopo, quando l'ex fidanzato ha scaricato il corpo in un canalone, a centinaia di chilometri dal luogo dell'aggressione
Sarà un giudice tedesco a decidere se consegnare all’Italia Filippo Turetta
Sarà un giudice tedesco a dover valutare il Mae, cioè il mandato di arresto europeo, e a decidere sulla consegna di Filippo Turetta, arrestato in Germania dove è finita la sua fuga. Il 22enne deve rispondere dell'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin.
Turetta era ancora a bordo della sua auto
Era ancora al volante della sua auto – una Fiat Punto nera a metano targata FA015YE – Filippo Turetta, quando è stato fermato in Germania. Il 22 enne era stato avvistato l’ultima volta in Austria, a Lienz e in Carinzia, dove il sistema targa-system, quello di riconoscimento e controllo delle targhe, aveva fotografato il passaggio della macchina.
Filippo Turetta fermato in Germania
È finita la fuga di Filippo Turetta: il ragazzo è stato fermato questa mattina in Germania. Lo comunica l'avvocato del giovane, Emanuele Compagno, che ne ha avuto conferma poco fa, ed ha informato i genitori.
Turetta ha usato soldi insanguinati per fare benzina
Banconote con macchie di sangue per fare benzina. Le avrebbe usate durante la sua fuga Filippo Turetta, fermandosi domenica scorsa a fare rifornimento in un distributore automatico di Cortina. Le telecamere - scrive il Corriere Veneto - hanno inquadrato l'auto, la Fiat Punto nera, ed il ragazzo che introduceva il denaro nello sportello. Quando il titolare della stazione di servizio ha aperto l'impianto, qualche giorno dopo, tra le banconote ne ha trovata una da 20 euro con macchie di sangue.
Il padre su Facebook: “Amore mio abbraccia e bacia mamma”
"Amore mio, mi manchi già tantissimo, abbraccia la mamma e dalle un bacio da parte mia". Lo ha scritto in un messaggio postato da Gino Cecchettin su Facebook, accompagnato da una foto in cui la figlia Giulia sorride.
In tutta Europa è caccia a Filippo Turetta
Ancora nessuna traccia di Filippo Turetta, 22 anni, studente di ingegneria biomedica all’Università di Padova, in fuga a bordo della sua Fiat Punto nera a metano targata FA015YE. L’ultimo avvistamento della macchina è avvenuto in Austria, a Lienz e in Carinzia, dove il sistema targa-system, quello di riconoscimento e controllo delle targhe, ha fotografato il passaggio della sua auto.
La sorella di Giulia: “Non c'è un posto dove, come donna, puoi essere sicura in Italia”
“Non c'è un solo posto dove, come donna, puoi essere sicura in Italia, non c’è un uomo di cui ti puoi fidare”: é il grido di dolore di Elena Cecchettin, la sorella di Giulia, su Instagram. Ieri, dopo la notizia del ritrovamento del corpo della ragazza, per tutto il giorno gli abitanti di Vigonovo (Venezia) hanno lasciato fiori davanti alla casa della famiglia Cecchettin.
Giulia Cecchettin, il padre Gino sui social: “L'amore vero non uccide”
"L'amore vero non umilia, non delude, non calpesta, non tradisce e non ferisce il cuore. L'amore vero non picchia, non urla, non uccide". E' il pensiero condiviso su Facebook da Gino Cecchettin, il padre di Giulia, dopo che la ragazza è stata trovata morta vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordenone. Tantissimi i commenti di affetto e solidarietà.