Droga, polemiche sullo spot del governo: “Se fumi una canna in un attimo passi alle altre droghe”
di Michele Bocci“E’ un attimo che passi ad altre droghe”, se ti fumi una canna. Suscita polemiche la nuova campagna contro le sostanze stupefacenti dei dipartimenti per le Politiche antidroga e di quello dell’Informazione e dell’editoria della Presidenza del consiglio. La scena è ambientata a Roma. Ci sono due ragazzi, uno più grande che rolla una canna e uno più piccolo, che lo vede e lo mette in guardia. Dice che lui lo sa che fine si fa (anche se è giovanissimo) e che appunto chi consuma cannabis passa “in un attimo ad altre sostanze stupefacenti. Tutte le droghe fanno male”. La voce fuori campo smette di parlare di marijuana e butta lì un dato assai generico: “migliaia di persone ogni anno vanno al pronto soccorso per patologie legate alle sostanze stupefacenti, un decimo di loro è minorenne”. Almeno su quel numero si poteva essere un po’ più precisi, tenendo conto che in 12 mesi nei pronto soccorso italiani si fanno 20 milioni di interventi. Parlare di migliaia non evoca un numero di interventi …
“E’ un attimo che passi ad altre droghe”, se ti fumi una canna. Suscita polemiche la nuova campagna contro le sostanze stupefacenti dei dipartimenti per le Politiche antidroga e di quello dell’Informazione e dell’editoria della Presidenza del consiglio. La scena è ambientata a Roma. Ci sono due ragazzi, uno più grande che rolla una canna e uno più piccolo, che lo vede e lo mette in guardia. Dice che lui lo sa che fine si fa (anche se è giovanissimo) e che appunto chi consuma cannabis passa “in un attimo ad altre sostanze stupefacenti. Tutte le droghe fanno male”. La voce fuori campo smette di parlare di marijuana e butta lì un dato assai generico: “migliaia di persone ogni anno vanno al pronto soccorso per patologie legate alle sostanze stupefacenti, un decimo di loro è minorenne”. Almeno su quel numero si poteva essere un po’ più precisi, tenendo conto che in 12 mesi nei pronto soccorso italiani si fanno 20 milioni di interventi. Parlare di migliaia non evoca un numero di interventi particolarmente grande.
Il 24% degli studenti fuma cannabis, la coca usata dal 3%
Ma il punto che ha colpito molti commentatori, soprattutto sui social dove lo spot, trasmesso in Rai, ha iniziato a circolare rapidamente, è la vecchia equazione cannabis uguale droga pesante. I dati dello studio Espad del 2022, al quale collabora il Cnr, dicono che se ci si ferma ai ragazzi che vanno a scuola, come quelli dello spot, in un anno la cannabis è stata consumata dal 23,7% di tutti coloro che hanno tra 15 e 19 anni. Il dato è di gran lunga più alto di quelli sulle droghe pesanti. Ad esempio, la cocaina è al 3,2% e gli oppiacei, quindi compresa l’eroina al 2,2% (sono alti, intorno al 18% gli psicofarmaci senza prescrizione ma si tratta di una tipologia molto particolare di sostanze). Il tutto è paragonabile a quanto avviene anche tra i ragazzi più grandi. Se davvero dalla cannabis si passasse “in un attimo” alle altre sostanze i numeri dovrebbero essere molto più omogenei, appunto perché quei 24% di fumatori di canne si trasformerebbe in consumatori di coca, eroina, mdma e così via.
In rete meme e polemiche
Lo spot provoca molte reazioni online, con critiche al Dipartimento per le politiche antidroga gestito dalla destra. C’è chi ha costruito meme, diffusissimi quelli che utilizzano la serie cult Boris, e chi irride gli errori del messaggio. Poi c’è chi ricorda come il governo sia forte promotore del consumo di vino e alcol in generale “senza sapere che è droga anche quella”. Infine ci sono critiche al modo in cui è confezionato lo spot, al di là del contenuto. Il livello di comunicazione viene definito “sbagliato, antico, inefficace. Non andava bene neanche negli anni Ottanta”. Riccardo Magi di +Europa parla di “un insieme di luoghi comuni privi di ogni base scientifica”.