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Violenza sulle donne, ogni anno ‘costa’ all’Italia 33,4 miliardi. Negli ultimi due giorni raddoppiate le chiamate al 1522

(cge)
La cifra è stata calcolata dalle economiste Ginevra Bersani Franceschetti e Lucile Peytavin nel loro saggio ‘Il costo della virilità’ (Il incrociando i dati forniti da ministeri, istituti di statistica e ong. Gli uomini sono autori dell’80% dei reati
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La violenza maschile sulle donne costa all'Italia 33,4 miliardi di euro ogni anno tra abusi fisici, psicologici e sessuali. La cifra si calcola facilmente sommando i capitoli dedicati al tema nel più ampio saggio di Ginevra Bersani Franceschetti e Lucile Peytavin, ‘Il costo della virilità’ (Il Pensiero Scientifico Editore, 2023).

Le due economiste hanno usato la matematica per incrociare i dati forniti da ministeri, istituti di statistica e organizzazioni non governative e calcolare l'impatto economico della violenza maschile a tutto tondo. Il totale è 98,78 miliardi di euro. Tra spese legali, servizi sociali, sanità e sistema penale per gli stupri, i femminicidi e gli omicidi, le rapine, gli abusi su minori e la pedopornografia, le risse e gli atti vandalici spendiamo l'equivalente del 5% del Pil italiano del 2019. O di un terzo delle entrate nette dello Stato. E sì: gli autori sono uomini in circa l'80% dei reati, con picchi del 99% (e arrotondando per difetto).

Lo squilibrio di gen…

La violenza maschile sulle donne costa all'Italia 33,4 miliardi di euro ogni anno tra abusi fisici, psicologici e sessuali. La cifra si calcola facilmente sommando i capitoli dedicati al tema nel più ampio saggio di Ginevra Bersani Franceschetti e Lucile Peytavin, ‘Il costo della virilità’ (Il Pensiero Scientifico Editore, 2023).

Le due economiste hanno usato la matematica per incrociare i dati forniti da ministeri, istituti di statistica e organizzazioni non governative e calcolare l'impatto economico della violenza maschile a tutto tondo. Il totale è 98,78 miliardi di euro. Tra spese legali, servizi sociali, sanità e sistema penale per gli stupri, i femminicidi e gli omicidi, le rapine, gli abusi su minori e la pedopornografia, le risse e gli atti vandalici spendiamo l'equivalente del 5% del Pil italiano del 2019. O di un terzo delle entrate nette dello Stato. E sì: gli autori sono uomini in circa l'80% dei reati, con picchi del 99% (e arrotondando per difetto).

Lo squilibrio di genere

Ed è uno “squilibrio di genere che non è quasi mai oggetto di approfondimento: sia nei rapporti ufficiali che sui media, l’abisso statistico che esiste tra uomini e donne viene ignorato – commenta Ginevra Bersani Franceschetti – infatti la più grande difficoltà è stato trovare i dati suddivisi per sesso e penso che sia dovuto anche alle molte idee preconcette che ancora trovano l'origine della violenza maschile nella loro natura. Di conseguenza constatiamo un punto cieco enorme nel funzionamento delle politiche pubbliche”.

L’impatto sulle casse dello Stato

Lo studio intanto solleva la questione economica quindi di quanto, l'espressione violenta della mascolinità tossica impatta sulle casse dello Stato. Quindi tornando ai 33,4 miliardi mobilitati solo per i reati legati alla violenza di genere: 10,35 miliardi sono quelli spesi all'anno per gli episodi di violenze coniugali, 6,35 miliardi per le violenze attuate fuori dall'ambiente domestico e oltre 16,7 miliardi per gli stupri.

Il calcolo

Le cifre sono calcolate sommando i costi diretti (staff sanitario e forze dell'ordine) e costi indiretti corrispondenti alla perdita di retribuzione e di tempo per le vittime e gli autori, nonché alle perdite di produzione legate alle interruzioni del lavoro. Ci sono però anche i costi non monetari ed effetti di moltiplicatori sociali e quelli di prevenzione. “Per dare un ordine di grandezza, solo la violenza coniugale ha un costo pari, circa, al triplo di quello degli incidenti stradali di un anno”, specifica Bersani Franceschetti. E restano esclusi dal conteggio gli oltre 2 miliardi di euro che spendiamo per curare, in senso sanitario e in senso giuridico, le percosse e le violenze volontarie, oltre che il costo umano e quello sociale. “Ma sono incalcolabili i danni collaterali causati in una società dalle notizie di vite spezzate bruscamente così come quelli di sofferenze fisiche e psicologiche o del senso di insicurezza”. E sono impossibili da quantificare le ripercussioni sui settori economici più disparati, dal turismo al commercio, sul lungo periodo.

L’importanza dell’educazione

“Per trovare una risposta al perché gli uomini che si comportano violentemente, e non le donne, occorre una risposta scientifica – spiega l'economista - le cause non sono fisiologiche né frutto di una natura maschile immutabile, gli uomini non sono violenti per natura e non c'è nulla negli uomini che li predetermina a comportarsi così. È l'educazione che si dà loro e sono i valori di virilità che si trasmettono a loro sin da quando sono bambini. Le scienze dell’educazione e la sociologia ci mostrano che non educhiamo i maschi come educhiamo le femmine. Ma potremmo investire in politiche più promettenti anziché costruire tribunali e prigioni”. O alimentare guerre. “Se guardiano la virilità tossica sotto l’angolo delle guerre e del terrorismo spendiamo 14mila miliardi di dollari americani all’anno”, Bersani Franceschetti chiude così.

Raddoppiate le telefonate al 1522

Negli ultimi due giorni, dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, sono raddoppiate le richieste d'aiuto al 1522: dalle 200 telefonate quotidiane si è arrivati alle 400 con picchi tra 450 e 500 se si considerano anche quelle fatte con chat ed App. A dirlo è Arianna Gentili, responsabile della help line violenza e stalking 1522, servizio pubblico promosso dalla presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità. Oltre alle adolescenti, sono aumentate le richieste da parte dei genitori, in particolare dalle mamme, preoccupati per le figlie dopo il caso di Giulia Cecchettin.

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