✕

Violenza di genere e stereotipi, l’Istat: per quattro uomini su dieci è colpa delle donne

Dal vestiario all’ubriachezza resistono gli stereotipi su molestie e stupri. Il 2,3% degli intervistati ritiene accettabili gli schiaffi alla fidanzata, il 10% il controllo del cellulare
2 minuti di lettura

“Te la sei cercata, d’altronde guarda come eri vestita, e poi hai pure bevuto. Se ti hanno molestato o violentato è colpa tua”. Chi lo direbbe mai? Tanti, troppi. Basta guardarsi intorno, scorrere i commenti sui social network. O, ancor peggio, sfogliare i primi risultati dell’indagine quanto mai urgente dell’Istat sugli stereotipi di genere e l’immagine sociale della violenza.

L’OSSERVATORIO FEMMINICIDI

La giustificazione dello stupro

La metà degli intervistati hanno almeno un preconcetto sugli stupri. Quattro uomini su dieci (39,3%) sono convinti che una donna sia in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole. E due uomini su dieci (19,7%) pensano che siano sempre le donne a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire. A pensarlo di altre donne sono anche le donne stesse, seppur in percentuale minore.

Ma le opinioni dei due sessi si pareggiano quando si parla di stupri ai danni di vittime ubriache o sotto l’effetto di altre droghe. Quel che dovrebbe essere un’aggravante diventa una scusante: circa l'11% delle persone sia di sesso maschile che femminile ritiene che una donna vittima di violenza sessuale quando è ubriaca o sotto l'effetto di droghe sia almeno in parte responsabile, circa il 10% ritiene che se una donna dopo una festa accetta un invito da un uomo e viene stuprata sia anche colpa sua.

Non dell’uomo che la violenta, che la considera sua, un oggetto di cui approfittare, abusare. No, colpa della donna incauta. Rispetto al 2018 gli stereotipi si sono ridotti, soprattutto tra le donne, eppure resistono preoccupanti cliché ancora ben radicati e opinioni violente, oppressive, lesive.

La violenza fisica tollerata

Il 2,3% delle persone ritiene accettabile la violenza fisica, ritiene cioè accettabile sempre o in alcune circostanze che "un ragazzo schiaffeggi la sua fidanzata perché ha flirtato con un altro uomo". Il 4,3% dei cittadini interpellati pensa che sia accettabile sempre o in alcune circostanze che "in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto".

L’ossessione del controllo

Il 10,2% ritiene che vada bene che "un uomo controlli abitualmente il cellulare o l'attività sui social network della propria moglie/compagna". Percentuale che sale al 16,1% se si parla di ragazzi tra i 18 e i 29 anni.

La vergogna della violenza

Oggi si parla di più e ci si vergogna di meno della violenza subita. La metà della popolazione (51,1% per entrambi i sessi e tutte le età tra i 18 e i 74 anni) pensa che la violenza, fisica e/o sessuale, subita dalle donne da parte dei propri mariti o compagni sia un fenomeno abbastanza diffuso, mentre il 28,8% pensa che sia molto diffuso.

Soltanto il 17,9% ritiene che si parla sempre più spesso della violenza sulle donne perché è aumentata, mentre emergono, come possibili motivi, il fatto che le donne se ne vergognano di meno (31,4%), il lavoro dei media nel diffondere le notizie (23,2%) e la presenza di iniziative di sensibilizzazione e servizi a favore delle vittime (15,8%).

Alle origini della violenza

Da dove arriva la violenza maschile sulle donne? Dal possesso anzitutto: tra le possibili cause della violenza scelte in un ventaglio proposto dall’Istat è riportata più frequentemente la considerazione della donna come oggetto di proprietà (83,3%). Poi c’è il bisogno dell'uomo di sentirsi superiore alla moglie o alla compagna (75,9%), e infine la difficoltà dell'uomo a gestire la rabbia (75,1%).

Leggi i commenti