Dall’abolizione del delitto d’onore al codice rosso. Ecco tutte le leggi a tutela delle donne
di Alessandra ZinitiLa data chiave è il 5 agosto del 1981. Con la legge 442 l’Italia abolisce il delitto d’onore e cancella la legittimità del matrimonio riparatore. E’ lo spartiacque che segna l’apertura di una nuova epoca in cui uccidere una donna per un reale o presunto tradimento o anche solo per aver mancato di rispetto al marito o sposarla azzerando d’un colpo la responsabilità di uno stupro o di una violenza diventa illegittimo. E viene finalmente punito.
La violenza sessuale di genere
Ci vorranno 15 anni perché arrivino le prime norme sulla violenza sessuale di genere, cioè quelle che – ancor prima dell’approvazione della Convenzione di Istanbul – individuano e puniscono le violenze contro le donne in quanto tali. Norme che, d’ora in avanti, garantiscono alle donne la tutela dell’anonimato se coinvolte in episodi di violenza e il dibattimento a porte chiuse nei processi in cui sono parte offesa.
Il reato di stalking
Ossessionare una donna con messaggi, telefonate, appostamenti sotto casa o …
La data chiave è il 5 agosto del 1981. Con la legge 442 l’Italia abolisce il delitto d’onore e cancella la legittimità del matrimonio riparatore. E’ lo spartiacque che segna l’apertura di una nuova epoca in cui uccidere una donna per un reale o presunto tradimento o anche solo per aver mancato di rispetto al marito o sposarla azzerando d’un colpo la responsabilità di uno stupro o di una violenza diventa illegittimo. E viene finalmente punito.
La violenza sessuale di genere
Ci vorranno 15 anni perché arrivino le prime norme sulla violenza sessuale di genere, cioè quelle che – ancor prima dell’approvazione della Convenzione di Istanbul – individuano e puniscono le violenze contro le donne in quanto tali. Norme che, d’ora in avanti, garantiscono alle donne la tutela dell’anonimato se coinvolte in episodi di violenza e il dibattimento a porte chiuse nei processi in cui sono parte offesa.
Il reato di stalking
Ossessionare una donna con messaggi, telefonate, appostamenti sotto casa o sul luogo di lavoro e altri comportamenti simili è reato ormai da 14 anni. L’uomo che se ne rende responsabile può essere ammonito dall’autorità di pubblica sicurezza e ricevere un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna. La legge istitutiva del reato di stalking prevede anche il gratuito patrocinio per le vittime che non hanno i mezzi di sostentamento per pagarsi un avvocato.
La Convenzione di Istanbul
Nel 2014, la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul offre per la prima volta l’identificazione della donna come possibile oggetto di violenza in quanto tale, considerandola una forma di discriminazione e una violazione delle libertà fondamentali della vittima a cui viene riconosciuta la necessità di una protezione per il rischio di vittimizzazione secondaria, di intimidazioni o ritorsioni.
Il femminicidio e la violenza domestica
Non tutti sanno che esiste un pacchetto di norme sulla violenza domestica. Sono quelle approvate nel 2013 con un apposito decreto sicurezza che di fatto istituitsce delle aggravanti per il reato di femminicidio commesso da un partner o ex partner ed esclude che moventi coma le gelosia o il presunto “raptus” ( concetto ormai impronunciabile) possano essere attenuanti. La legge prevede anche norme a tutela dei minori che crescono in contesti familiari ad alta tensione e vengono riconosciuti vittime di violenza assistita. Anche per i reati di violenza domestica è previsto lo strumento dell’allontanamento dalla casa familiare e dell’ammonimento da parte del questore.
Il jobs act per le vittime di violenza
Le donne oggetto di atti di violenza possono ottenere un congedo straordinario per tre mesi. Una opzione riconosciuta a lavoratrici dipendenti e autonome, pubbliche e private che devono fare istanza all’Inps, con il diritto ad ottenere il 100 % della retribuzione.
La tutela economica per donne e orfani di femminicidio
Nel 2016 è stato istituito il Fondo per le vittime di violenza e nel 2018 quello a tutela degli orfani di femminicidio che possono accedere al gratuito patrocinio. Spetta al pubblico ministero chiedere il sequestro conservativo dei beni dell’indagato.
Il Codice Rosso
E’ una sorta di legge omnibus, aggiornata con le ultime norme approvate dal Senato mercoledì, che ha modificato in via sostanziale il codice penale prevedendo nuove fattispecie di reato e tutela delle donne che ne sono vittima. E l’obbligo per la magistratura ad intervenire entro tre giorni dalla denuncia convocando le donne e valutando in tempo reale la necessità di un intervento e la loro protezione. Almeno sulla carta.
Diventa reato il revenge porn, ossia la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, ma anche quello della deformazione dell’aspetto con lesioni permanenti al viso, come ad esempio quelle provocate con l’acido. E reato è anche la costrizione o l’induzione al matrimonio.
E poi ci sono tutte le norme a tutela delle vittime. Innanzitutto i tempi accelerati nella trattazione delle denunce: le forze dell’ordine hanno l’obbligo di informare immediatamente il pubblico ministero delle segnalazioni di violenza di genere. E il magistrato ha 3 giorni di tempo per convocare la donna e provvedere alla sua sicurezza, dall’assegnazione di un alloggio temporaneo all’estensione delle misure di protezione.
L’arresto in flagranza differita
Il nuovo pacchetto di norme appena approvato dal Senato consente l’arresto in flagranza differita dell’uomo che commenta reati di violenza di genere, l’estensione della possibilità di ammonimento anche senza denuncia delle donne vittime e l’aumento dell’utilizzabilità del braccialetto elettronico.