Il Papa intende togliere appartamento e stipendio al cardinale ultraconservatore statunitense Burke
di Iacopo ScaramuzziPapa Francesco intende togliere l’appartamento vaticano e la pensione al cardinale Raymond Leo Burke, ultraconservatore che ha ripetutamente e pubblicamente attaccato la figura del Pontefice.
“Obbligo di collaborare”
Jorge Mario Bergoglio avrebbe reso noto la sua decisione nel corso di una riunione dei capi dicastero della Curia romana che si è svolta lo scorso 20 novembre. A riferire per primo la notizia è stato il sito La Nuova Bussola Quotidiana, vicina al porporato statunitense al punto da avere organizzato a ottobre scorso, subito prima del Sinodo, un incontro nel quale Burke presentava i dubbi (in latino, “dubia”) che condivideva con altri quattro anziani porporati ultraconservatori rispetto a quelle che è stata definita una “babele sinodale”.
A quanto si apprende da fonte bene informata, Francesco ha effettivamente deciso queste sanzioni non, però, come ritorsione personale nei confronti di Burke, quanto perché considera inaccettabile che egli approfitti dei privilegi cardinali…
Papa Francesco intende togliere l’appartamento vaticano e la pensione al cardinale Raymond Leo Burke, ultraconservatore che ha ripetutamente e pubblicamente attaccato la figura del Pontefice.
“Obbligo di collaborare”
Jorge Mario Bergoglio avrebbe reso noto la sua decisione nel corso di una riunione dei capi dicastero della Curia romana che si è svolta lo scorso 20 novembre. A riferire per primo la notizia è stato il sito La Nuova Bussola Quotidiana, vicina al porporato statunitense al punto da avere organizzato a ottobre scorso, subito prima del Sinodo, un incontro nel quale Burke presentava i dubbi (in latino, “dubia”) che condivideva con altri quattro anziani porporati ultraconservatori rispetto a quelle che è stata definita una “babele sinodale”.
A quanto si apprende da fonte bene informata, Francesco ha effettivamente deciso queste sanzioni non, però, come ritorsione personale nei confronti di Burke, quanto perché considera inaccettabile che egli approfitti dei privilegi cardinalizi per attaccare la figura del Papa. A prescindere dalla propria persona, Francesco ribadisce così il principio, sancito nel codice del diritto canonico, secondo il quale “i Cardinali sono tenuti all'obbligo di collaborare assiduamente col Romano Pontefice”.
Le critiche a Ratzinger
Arcivescovo di La Crosse e di Saint Louis, poi, a Roma, prefetto della Segnatura apostolica e, dal 2014 a quest’anno, patrono dell’Ordine di Malta, il cardinale Burke, oggi 75enne in pensione, ha criticato anche Benedetto XVI, reo, per il porporato statunitense, di avere aperto, in un libro-intervista del 2010, al ricorso all’uso del preservativo, in certi casi, in un contesto di diffusione dell’Aids.
Il porporato, che vive abitualmente a Roma, ha mantenuto un forte legame con gli Stati Uniti e, in particolare, con il santuario di Nostra Signora di Guadalupe, in Wisconsin, che da vescovo di La Crosse volle fondare, e dove tutt’oggi risiede in alcuni periodi dell’anno, rivestendo anche l’incarico di presidente del comitato dei direttori del santuario.
La sala stampa della Santa Sede non ha commentato la vicenda. A chi domandava una conferma su Burke, il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ha rimandato a “quello che ha da dire lui”.
Trump, vaccini, messa in latino
Secondo quanto filtrato nei documenti riservati vaticani divenuti di pubblico dominio nel 2015 (“Vatileaks”), il cardinale Burke risiede in un appartamento di 417 metri quadrati. La pensione base di un cardinale, in linea con quello che un tempo si chiamava “piatto cardinalizio”, si aggira attorno ai cinquemila euro. Estimatore di Donald Trump e, per un certo periodo, in contatto con il suo stratega in capo Steve Bannon, fautore del messale antico, scettico sull’uso dei vaccini all’epoca del lockdown per il Covid, il cardinale Burke ha criticato più volte papa Francesco nel corso del pontificato. E’ stato tra i firmatari di una prima serie di “dubia”, indirizzati nel 2016 al Pontefice argentino per la sua apertura alla comunione ai divorziati risposati. Burke aveva giudicato troppo timido il divieto di benedire coppie omosessuali, emesso nel 2021 dalla congregazione per la Dottrina della fede, perché comunque ammetteva “la presenza in tali relazioni di elementi positivi”. Da ultimo, prima del sinodo, ha pubblicato nuovi “dubia”, ai quali il Papa ha risposto, tramite il nuovo prefetto del dicastero per la Dottrina della fede, il cardinale argentino Victor Manuel Fernandez, con una dichiarazione che apre alla benedizione delle coppie gay.
Strickland: “Un’atrocità”
L’idiosincrasia di Francesco con i settori più conservatori del cattolicesimo statunitense non è nuova. Oltreoceano, ha avuto a dire, “c’è un’attitudine reazionaria molto forte”, un “indietrismo” di alcuni gruppi che si isolano seguendo non la dottrina ma una “ideologia”. Nelle scorse settimane, Bergoglio ha rimosso dalla diocesi di Tyler, il vescovo ultraconservatore Joseph E. Strickland, anch’egli critico nei confronti del Papa, nonché in rotta di collisione, poco collegiale, con altri vescovi statunitensi e con i sacerdoti non tradizionalisti della sua diocesi. La notizia su Burke, ha subito commentato Strickland su X (ex Twitter), “se è accurata è un’atrocità che bisogna contrastare. Se è falsa informazione deve essere corretta immediatamente”.
Freno ai tedeschi progressisti
Se lo scontro con l’arcipelago tradizionalista è evidente, papa Francesco non è più tenero, in realtà, con il fronte progressita. Solo pochi giorni fa il Papa ha scritto a quattro teologhe e filosofe tedesche per esprimere, in sintonia con loro, le sue “preoccupazioni” per la spinta progressista del percorso sinodale avviato dalla Chiesa cattolica in Germania, e, in particolare, “per gli ormai numerosi passi concreti con cui grandi porzioni di questa Chiesa locale continuano a minacciare di allontanarsi sempre più dal cammino comune della Chiesa universale”. Bergoglio, in particolare, ha contestato la creazione di un “comitato sinodale” permanente. Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, poco dopo, ha richiamato i vescovi tedeschi, in una lettera distinta, a non prendere decisioni sull’ordinazione femminile o sull’omosessualità in contrasto con la Chiesa universale.