Autovelox ‘killer’ di Cadoneghe, il sindaco leghista annulla le 58mila sanzioni. Così spera di riacquistare il consenso
di Ferro EnricoDopo cinque mesi, un attentato esplosivo e una dozzina di manifestazioni di protesta, si chiude la vicenda degli autovelox-killer di Cadoneghe, paesino di 15 mila abitanti nella periferia urbana di Padova. Il sindaco leghista Marco Schiesaro, messo all’angolo da una protesta corale e piombato nel panico per il consenso ai minimi storici, ha deciso di annullare tutte le 58 mila sanzioni, con i relativi oltre 100 mila punti decurtati dalle patenti. Qualcuno pagherà per tutto questo, ma non saranno gli automobilisti.
Un paese furioso
Al momento tutta la responsabilità è stata rovesciata addosso ai due vigili di paese, il comandante facente funzioni e un altro agente semplice. Schiesaro, che aspira a diventare un fedelissimo di Matteo Salvini, conscio dell’avversione del Capitano per gli autovelox, era consapevole del fatto che mai avrebbe potuto sperare nel cerchio magico con una pregiudiziale del genere. Del resto, migliaia di cittadini inferociti si sono radunati più volte nella piazza…
Dopo cinque mesi, un attentato esplosivo e una dozzina di manifestazioni di protesta, si chiude la vicenda degli autovelox-killer di Cadoneghe, paesino di 15 mila abitanti nella periferia urbana di Padova. Il sindaco leghista Marco Schiesaro, messo all’angolo da una protesta corale e piombato nel panico per il consenso ai minimi storici, ha deciso di annullare tutte le 58 mila sanzioni, con i relativi oltre 100 mila punti decurtati dalle patenti. Qualcuno pagherà per tutto questo, ma non saranno gli automobilisti.
Un paese furioso
Al momento tutta la responsabilità è stata rovesciata addosso ai due vigili di paese, il comandante facente funzioni e un altro agente semplice. Schiesaro, che aspira a diventare un fedelissimo di Matteo Salvini, conscio dell’avversione del Capitano per gli autovelox, era consapevole del fatto che mai avrebbe potuto sperare nel cerchio magico con una pregiudiziale del genere. Del resto, migliaia di cittadini inferociti si sono radunati più volte nella piazza del paese e anche davanti alla Prefettura di Padova. Tutti furiosi per le multe prese sulla regionale 307 del Santo, una strada a larga percorrenza dove mai un automobilista si aspetterebbe di trovate un limite di 50 chilometri orari. E invece lì non solo il limite c’era, ma veniva anche registrato dalle macchinette “assassine”, capaci di portarsi via in un colpo solo sia i soldi che i punti della patente.
Lo scarico di reponsabilità sui vigili del paese
Il sindaco Schiesaro, criticato aspramente persino dai compagni di partito, a un certo punto ha avuto un lampo di genio: scindere volontà politica e atti amministrativi, scaricando tutta la responsabilità su chi quei verbali li aveva firmati. Ed ecco che i ‘vigiletti’ di Cadoneghe si ritrovano indagati in questa storia più grande di loro. La Procura di Padova ipotizza il reato di falso ideologico ma il primo cittadino, lanciando una fantomatica “operazione verità”, parla anche di “abuso di potere”. Della serie: accendere i dispositivi senza informare la cittadinanza e gli automobilisti è una specie di abuso. Come se fossero i vigili che su Facebook, ogni due per tre, pubblicano ogni cosa. Ma questi sono dettagli e Marco Schiesaro vuole a tutti i costi uscire dall’angolo, per non ritrovarsi con la carriera politica stroncata.
“Chi è responsabile pagherà e informerò io stesso anche la Corte dei Conti, affinché si rivalga su chi ha procurato questo danno all'ente”, ha detto nel corso di una conferenza stampa, convocata davanti a una pila di scatoloni con 35 mila fotocopie. “Questa è stata la risposta che il comandante dei vigili mi ha dato quando ho chiesto agli uffici di fornirmi l’elenco di tutti gli atti che riguardassero l'installazione dell’autovelox. Ecco la collaborazione che ho avuto da lui”.
L’annullamento di massa
Tecnicamente il Comune di Cadoneghe ha deciso di agire in “autotutela”, evidentemente dopo aver ravvisato elementi di illegittimità tali da mettere a repentaglio l’ente pubblico. In queste settimana, effettivamente, già molte sanzioni erano state annullate dal giudice di Pace. E’ stato forse anche questo a convincere il sindaco a compiere questo grande colpo di spugna, che però avrà certamente altre conseguenze. Non si conoscono, al momento, gli elementi di illegittimità che hanno portato il Comune a imboccare la strada dell’annullamento di massa. Di sicuro però non si tratta di dettagli come la distanza tra l’apparecchio e i cartelli di avviso o il limite di 50 orari. Più probabile si tratti dell’inosservanza di una fase iniziale in cui l’autovelox doveva essere anche spento in alcune fasce orarie, per evitare l’effetto agguato. I due velox erano entrati in funzione il 23 giugno scorso e dopo un mese sono cominciate ad arrivare nelle case degli automobilisti migliaia di multe: sedicimila soltanto nella prima settimana. Il 9 agosto uno dei due apparecchi è stato disintegrato da un ordigno esplosivo piazzato di notte ma il “gemello”, collocato in direzione opposta, ha continuato a funzionare fino al 23 agosto, quando su richiesta del sindaco è stato spento. Ma la notizia è che i due autovelox saranno installati nuovamente. “Ma dopo aver avviato una nuova istruttoria che parta da zero e dando un preavviso e un'informazione ampi, chiari e inequivocabili”, precisa Schiesaro, che evidentemente ha imparato la lezione.