La crisi delle pere. Cambiamento climatico e parassiti: in 5 anni la produzione è crollata del 75%
a cura della redazione Cronaca nazionaleÈ crisi profonda del mercato delle pere: in cinque anni, dal 2018 al 2023, la produzione ha registrato un crollo del 75%, mentre le superfici coltivate in 12 anni si sono ridotte del 35%. A scattare il quadro cupo è Alleanza Cooperative Agroalimentari con il supporto di Nomisma.
Dodici anni fa in Italia si producevano 926mila tonnellate di pere, mentre quest'anno la produzione si è fermata, per via di eventi atmosferici avversi, a 180mila tonnellate. E che il calo sia di natura strutturale è confermato dal trend delle superfici con circa 15mila ettari perduti.
La crisi è concentrata in particolare nelle regioni del nord, principale bacino produttivo del pero in Italia. Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, che detengono il 74% dell…
È crisi profonda del mercato delle pere: in cinque anni, dal 2018 al 2023, la produzione ha registrato un crollo del 75%, mentre le superfici coltivate in 12 anni si sono ridotte del 35%. A scattare il quadro cupo è Alleanza Cooperative Agroalimentari con il supporto di Nomisma.
Dodici anni fa in Italia si producevano 926mila tonnellate di pere, mentre quest'anno la produzione si è fermata, per via di eventi atmosferici avversi, a 180mila tonnellate. E che il calo sia di natura strutturale è confermato dal trend delle superfici con circa 15mila ettari perduti.
La crisi è concentrata in particolare nelle regioni del nord, principale bacino produttivo del pero in Italia. Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, che detengono il 74% delle superfici, hanno registrato tutte un netto calo di ettari coltivati, con la sola eccezione del Piemonte.
Meno qualità
A questo si è aggiunto anche un progressivo calo dei prezzi per il deterioramento qualitativo. "Le rese produttive - spiega Ersilia Di Tullio di Nomisma - sono passate da una media di 20,6 tonnellate per ettaro del 2022 alle 7,5 di quest'anno".
Situazione negativa anche in Europa dove il calo produttivo è del 12,2% dal 2020 al 2022, a fronte di una crescita esponenziale di paesi extra-Ue, come l'Argentina (+13,8% negli ultimi due anni).
"Se negli anni addietro i nostri problemi erano il mercato e l'apertura di nuovi sbocchi commerciali, quest'anno purtroppo non siamo proprio riusciti a produrre", spiega Davide Vernocchi, Coordinatore Ortofrutta di Alleanza cooperative.
Troppe calamità
Troppo numerose le calamità che hanno causato un drastico calo produttivo, connesse al cambiamento climatico e all'impatto di insetti e parassiti: nel 2019 la cimice asiatica, nel 2021 le gelate tardive, nel 2022 la siccità, nel 2023 nuove gelate e i danni dell'alluvione.