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Dl Albania, costi alti e burocrazia: il governo pensa alle videoconferenze per le audizioni dei migranti

(ansa)
Una procedura che potrebbe essere penalizzante per chi è reduce da una traversata in mare, non conosce la lingua né le procedure
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Costi troppo alti, tempi troppo stretti e complicazioni organizzative insormontabili. E così per far funzionare il protocollo Albania il governo pensa a videoconferenze. Dunque migranti in video per le audizioni davanti alle commissioni d'asilo e alle udienze davanti ai giudici per eventuali ricorsi e magari anche per i colloqui con i difensori.

Un'ipotesi certamente più pratica rispetto agli spostamenti continui di commissioni prefettizia, giudici, avvocati, forze dell'ordine ma decisamente penalizzante per i migranti che, appena soccorsi in mare dalle navi militari italiane, verranno direttamente portati nel centro che l'Italia si appresta a realizzare in Albania dopo la firma del protocollo tra la premier Giorgia Meloni ed Edi Rama.

Un procedimento penalizzante

Senza conoscere né la lingua né le procedure né i loro diritti difficilmente chi arriva dopo mesi di prigionia e una traversata in mare sarà in grado di rappresentare la sua situazione con un collegamento a distanza seppure …

Costi troppo alti, tempi troppo stretti e complicazioni organizzative insormontabili. E così per far funzionare il protocollo Albania il governo pensa a videoconferenze. Dunque migranti in video per le audizioni davanti alle commissioni d'asilo e alle udienze davanti ai giudici per eventuali ricorsi e magari anche per i colloqui con i difensori.

Un'ipotesi certamente più pratica rispetto agli spostamenti continui di commissioni prefettizia, giudici, avvocati, forze dell'ordine ma decisamente penalizzante per i migranti che, appena soccorsi in mare dalle navi militari italiane, verranno direttamente portati nel centro che l'Italia si appresta a realizzare in Albania dopo la firma del protocollo tra la premier Giorgia Meloni ed Edi Rama.

Un procedimento penalizzante

Senza conoscere né la lingua né le procedure né i loro diritti difficilmente chi arriva dopo mesi di prigionia e una traversata in mare sarà in grado di rappresentare la sua situazione con un collegamento a distanza seppure in presenza di mediatori. Ma è questo il progetto a cui stanno lavorando i tecnici dei ministeri incaricati da Palazzo Chigi di redigere il disegno di legge di ratifica del protocollo che dovrà essere approvato dal consiglio dei ministri in una delle prossime sedute e poi passare all'esame delle Camere dove le opposizioni sono pronte a dare battaglia.

L’extraterritorialità

Secondo l'interpretazione del governo il disegno di legge dovrà anche sancire quella che il ministro dell'Interno Piantedosi definisce "una sorta di extraterritorialità" delle due zone di Albania che il governo di Rama ha messo a disposizione e in cui, all'interno dei centri, dovrà essere applicato il diritto italiano ed europeo. Confermata anche l'idea di realizzare nella stessa struttura un'area riservata al trattenendo dei richiedenti asilo provenienti da Paesi sicuri che in 28 giorni dovranno ricevere risposta con procedura accelerata alla loro richiesta di asilo e un'area per un vero e proprio Cpr in cui verranno trasferiti, per un tempo massimo di 18 mesi, coloro che avendo ricevuto il diniego al permesso di soggiorno dovranno essere rimpatriati.

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