Le Vignole, l’isola veneziana che vuole diventare carbon free
di Francesca SantoliniNella notte tra il 12 e il 13 novembre del 2019 Venezia e le sue isole finiscono sott’acqua. Il movimento della laguna raggiunge un picco di 1,87 metri, sommergendo case, alberghi e attività commerciali, una piena micidiale che mette in ginocchio la città. Ma Venezia e i veneziani non si sono fermati e grazie a quell’evento, forse tra i più drammatici della storia recente della città, hanno capito di doversi confrontare alla furia dei cambiamenti climatici e dei loro effetti. Come è successo nell’isola delle Vignole, a poco più di dieci minuti di vaporetto da piazza San Marco, dove gli abitanti hanno ritrovato un senso di comunità e di solidarietà reciproca, impegnandosi in un progetto molto ambizioso: rendere la loro isola completamente carbon free.
Laboratorio con i pigmenti della natura
Il percorso carbon free
“Difficile dimenticare quei giorni, siamo andati sott’acqua di 80 centimetri,…
Nella notte tra il 12 e il 13 novembre del 2019 Venezia e le sue isole finiscono sott’acqua. Il movimento della laguna raggiunge un picco di 1,87 metri, sommergendo case, alberghi e attività commerciali, una piena micidiale che mette in ginocchio la città. Ma Venezia e i veneziani non si sono fermati e grazie a quell’evento, forse tra i più drammatici della storia recente della città, hanno capito di doversi confrontare alla furia dei cambiamenti climatici e dei loro effetti. Come è successo nell’isola delle Vignole, a poco più di dieci minuti di vaporetto da piazza San Marco, dove gli abitanti hanno ritrovato un senso di comunità e di solidarietà reciproca, impegnandosi in un progetto molto ambizioso: rendere la loro isola completamente carbon free.
Laboratorio con i pigmenti della natura
Il percorso carbon free
“Difficile dimenticare quei giorni, siamo andati sott’acqua di 80 centimetri, io non riuscivo neanche ad uscire di casa e l’acqua salmastra ha distrutto le coltivazioni colpendo chi di campi vive. Ma da lì è scattato un meccanismo positivo, i problemi che dovevamo affrontare, ci hanno avvicinato come mai era successo”. Luigi di Prinzio è uno degli abitanti delle Vignole, docente universitario in pensione e segretario dell’Associazione VERAS, fondata insieme agli altri abitanti dell’isola, dapprima per fronteggiare i danni dell’alluvione e poi per costruire un vero e proprio percorso di decarbonizzazione.
Il parco
Il primo passo è stato la realizzazione di un Parco Agro-Ambientale pubblico, su un’area demaniale di straordinario interesse ambientale, ma abbandonata da quarant’anni: quattro ettari ricoperti di rovi che oggi non solo sono percorribili, ma vengono anche utilizzati come fattoria didattica. “Abbiamo firmato pochi giorni fa un accordo con l’Unesco per fare dei corsi di educazione ambientale ai bambini delle scuole del territorio, per fargli capire che si possono produrre ortaggi senza la chimica”, racconta orgogliosa Ombra Renzini, Vicepresidente dell’Associazione.
Vista aerea dell'area delle Vignole prima della pulizia dai rovi
Zero pesticidi
In effetti Le Vignole è storicamente un’isola agricola, uno degli orti della Serenissima. Gli abitanti, da sempre legati alla terra, hanno conservato negli anni la passione e la tradizione dell'orticoltura e ancora oggi i 48 ettari di territorio sono punteggiati da tante piccole attività agricole organiche. Come quella del presidente dell’associazione Carlo Zangrando, la cui azienda agricola coltiva da circa quindici anni senza l’utilizzo di pesticidi: “Recuperiamo piante arboree abbandonate, ripiantumiamo specie autoctone, produciamo anche il famoso carciofo violetto, presidio slow food, in modo completamente naturale, perché il nostro progetto ha due punti cardine: produrre cibo sano in un ambiente naturale e energia pulita a km 0”.
L'orto e il parco delle Vignole
La serra fotovoltaica
L’energia rinnovabile verrà prodotta da una serra fotovoltaica di circa 400 metri installata all’interno del parco: “con la prospettiva di rendere la nostra piccola isola a impatto zero e anche per creare opportunità di lavoro e trattenere i giovani”, prosegue Carlo. Da più di tre anni Luigi, Ombra, Carlo e tutti gli abitanti dell’isola investono, tempo, energie, tanta fatica e risorse proprie per realizzare il loro progetto, per resistere e soprattutto per immaginare un futuro diverso per la loro piccola isola. E anche se non è ancora una comunità rinnovabile, Le Vignole è una comunità che esiste pienamente, attiva, aperta alla relazione e con tutte le carte in regola per scrivere il resto di questa storia di rinascita e di riscatto. Una storia ispirata dal desiderio di partecipare ad un cambiamento tanto urgente quanto necessario, soprattutto per preservare il fragile equilibro di Venezia e della sua laguna.