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Covid, l’infettivologo Andreoni: “La guardia è stata abbassata: sarà un inverno pesante a causa anche delle altre infezioni”

(fotogramma)
“In troppi vanno in giro a tossire e starnutire. Necessario proteggersi con la vaccinazione perché il coronavirus c’è ancora, anche se i dati sono mostruosamente sottostimati”
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Massimo Andreoni è il direttore scientifico della Simit, Società italiana di malattie infettive e ordinario a Tor Vergata.

Professore, che inverno ci aspetta?
“Quest’anno circoleranno le malattie stagionali, tipiche del freddo, alle quali si aggiunge il Covid. Non dobbiamo dimenticare che molte patologie negli anni scorsi erano praticamente scomparse, grazie all’uso delle mascherine e alle restrizioni varie, e ora ritornano, per il secondo anno. Parlo di influenza e sindromi para influenzali, di virus sinciziale per i bambini. C’è come una concentrazione di problemi, i ragazzi vanno incontro in un paio d’anni ad infezioni che avrebbero avuto in 4-5 anni di scuola”.


Tra le infezioni destinate a crescere ci sono anche le polmoniti da Mycoplasma pneumoniae che al momento provocano molti casi in Cina e sono arrivate in Francia?
“Quelle ci sono tutti gli anni. Di solito ne vediamo alcuni casi ma non si diffondono in forma esplosiva. Per ora comunque il problema in Italia non c’è. Faccio…

Massimo Andreoni è il direttore scientifico della Simit, Società italiana di malattie infettive e ordinario a Tor Vergata.

Professore, che inverno ci aspetta?
“Quest’anno circoleranno le malattie stagionali, tipiche del freddo, alle quali si aggiunge il Covid. Non dobbiamo dimenticare che molte patologie negli anni scorsi erano praticamente scomparse, grazie all’uso delle mascherine e alle restrizioni varie, e ora ritornano, per il secondo anno. Parlo di influenza e sindromi para influenzali, di virus sinciziale per i bambini. C’è come una concentrazione di problemi, i ragazzi vanno incontro in un paio d’anni ad infezioni che avrebbero avuto in 4-5 anni di scuola”.


Tra le infezioni destinate a crescere ci sono anche le polmoniti da Mycoplasma pneumoniae che al momento provocano molti casi in Cina e sono arrivate in Francia?
“Quelle ci sono tutti gli anni. Di solito ne vediamo alcuni casi ma non si diffondono in forma esplosiva. Per ora comunque il problema in Italia non c’è. Faccio notare che questo problema si cura con l’antibiotico, un macrolide che purtroppo è stato usato in modo demenziale in grandi quantità durante il Covid, cioè l’azitromicina che contro il coronavirus non ha alcun effetto. Potrebbe aver creato resistenze e quindi rendere più difficile la cura da infezioni da Mycoplasma pneumoniae”.

Sta aumentando la diffusione del Covid, come l’affrontano gli italiani?
“Mi dispiace un po’ vedere tanta gente che se ne va in giro anche se tossisce e starnutisce. E’ come se si stesse meno attenti anche rispetto agli anni precedenti all’arrivo del Covid, quando chi aveva un po’ di febbre e tosse se ne stava riguardato a casa. Adesso c’è una sorta di risposta al contrario, come se si volesse uscire comunque”.

Il Covid è ancora un problema?
“Nel 2023 sono morte 8.347 persone a causa di questa malattia. Nell’ultima settimana 235, cioè 30 al giorno. E’ come se questi dati non li guardassimo nemmeno più. Ma non si può dire che è finito. E nemmeno bisogna giocare sul fatto che adesso è ‘buono’ e meno pericoloso”.

Come si affronta la crescita della diffusione?
“Intanto ricordo che ormai nessuno fa più il tampone, quindi la circolazione è sottostimata in maniera mostruosa. Dobbiamo proteggere i fragili, facendoli vaccinare, ma anche cercando di ridurre al massimo la circolazione. Restando a casa quando stiamo male e facendo un tampone, soprattutto se abbiamo in programma di andare a trovare un parente o conoscente anziano o fragile”.

Si dice che sia meno pesante dell’influenza. E’ vero?
“I dati scientifici dimostrano che ha il doppio della mortalità dell’influenza, quindi non è vero. E comunque anche la malattia stagionale non può essere usata come sinonimo di problema blando. Anche quella per chi ha fragilità può essere pericolosa e infatti ormai da tanti anni facciamo campagne vaccinali per anziani e malati. Dobbiamo opporci alla tendenza alla banalizzazione”.

Parlava del vaccino. La campagna contro il Covid non sta andando bene.
“E’ importante che i fragili si proteggano. Contro Covid e influenza. Nel secondo caso bisogna tenere conto che devono passare un paio di settimane dalla somministrazione prima che il vaccino diventi efficace. Va fatto adesso, visto che la malattia sta iniziando a diffondersi”.

Come si convincono le persone a vaccinarsi contro il Covid?
“Spiegando che per i fragili la malattia può avere effetti pesanti. E magari ricordando anche i problemi legati al long Covid, del quale da noi si parla poco ma che è molto diffuso. Si sa che per ridurlo, come per abbattere le ospedalizzazioni, è utile dare ai pazienti l’antivirale prima possibile. Anche questo farmaco andrebbe utilizzato più spesso”.

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