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Una fiction causò 70 milioni di euro di danni sull’isola di Stromboli: senza aver mai ripagato nulla, ora la Rai vuole lanciarla. La rivolta degli abitanti

L'incendio che a maggio dello scorso anno devastò l'isola di Stromboli

 
A maggio, in una giornata di fortissimo scirocco, quando un fuoco acceso dalla troupe durante la preparazione di una scena scatenò l’inferno, la gente dell’isola fu lasciata sola, gli abitanti costretti ad affrontare il fuoco a mani nude, con vanghe e l’acqua dei pozzi per salvare le case
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A maggio 2022 l’incendio devastante che ha messo a nudo i fianchi del vulcano, ad agosto l’inevitabile alluvione. Un’isola sconvolta e abbandonata, 70 milioni di danni che nessuno ha mai ripagato, nessun colpevole, nessun responsabile. Tutto per una fiction dal titolo paradossale Protezione civile, protagonista Ambra Angiolini, sul cui set (per una imperdonabile leggerezza) si sono scatenate le fiamme. Un anno e mezzo dopo, quando di quella serie tv mai ultimata (almeno in loco) si erano ormai perse le tracce, una lettera firmata dalla direttrice di Rai fiction con una sconcertante proposta di riappacificazione, scatena la rivolta a Stromboli.

Il primo episodio in visione diventa “un evento-anteprima che possa coinvolgere l’intera comunità dell’isola ricostruendo il rapporto tra il servizio pubblico e la comunità”. Più “spazio e risalto nei nostri palinsesti al sole, al mare, ai profumi di Stromboli”, l’offerta di Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction al sindaco Riccardo Gullo che – d’accordo con i cittadini di Stromboli riuniti in una caldissima assemblea – l’ha ritenuta irricevibile rispondendo sostanzialmente: “Grazie, anche no. Fatevi risentire solo quando avrete una seria proposta di risarcimento dei danni subìti dall’isola”.

Una beffa per un’isola che ancor si lecca le ferite della terribile primavera-estate del 2022 con drammatiche conseguenze sul territorio che tornano a far scattare l’allerta ad ogni pioggia. A maggio, in una giornata di fortissimo scirocco, quando un fuoco incredibilmente acceso dalla troupe durante la preparazione di una scena della fiction scatenò l’inferno, la gente dell’isola fu lasciata sola, gli abitanti costretti ad affrontare il fuoco a mani nude, con vanghe e l’acqua dei pozzi per salvare le case.

Due mesi dopo, quando una bomba d’acqua provocò un fiume di fango che nella notte invase case e stradine provocando enormi danni e solo miracolosamente nessuna vittima, abitanti e turisti da soli spalarono fango per giorni. E dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto per individuare le responsabilità più nessuna traccia, così come nessuna traccia della società 11 marzo Film srl che stava girando la fiction per conto della Rai.

Poi, qualche settimana fa, l’inatteso tentativo di conciliazione di Rai Fiction che rivela la decisione a sorpresa di mandare in onda comunque la serie tv che si pensava accantonata non fosse altro perché, dopo l’incendio, la troupe si allontanò precipitosamente da Stromboli senza completare le riprese delle scene previste.

“Confidavamo che l’accertamento delle responsabilità sarebbe stato più celere e siamo in attesa delle determinazioni delle autorità competenti”, scrive la direttrice di Rai Fiction ma c’è la serie da mandare in onda e allora perché non cercare di chiudere la cosa amichevolmente con gli strombolani offrendo qualche passaggio televisivo per veicolare “le bellezze dell’isola, il sole, il mare, i profumi, l’anima laboriosa, lo spirito d’accoglienza, la forza dei sentimenti…” e chi più ne ha più ne metta.

Apriti cielo. Tutti d’accordo, sindaco e strombolani a respingere al mittente una proposta che suona offensiva. “E’ emersa una forte contrarietà ad attivare qualsiasi forma di dialogo – replica il sindaco Gullo - non possiamo che esprimere stupore e disappunto per la totale assenza di solidarietà alla popolazione in seguito al grave evento che ha messo a dura prova gli abitanti e che ha causato notevoli danni. E del tutto evidente che tale vostra condotta, insieme a quella della società 11 marzo Film”, continua il sindaco, “non può certamente definirsi collaborativa e la popolazione di Stromboli ne serba un triste e nefasto ricordo”.

Rai fiction Stromboli chiede “una proposta più motivata che tenga conto dei danni subìti dall’isola”.

La replica della Società 11 marzo

In riferimento all’articolo, l’amministratore unico della “11 Marzo Film srl”, scrive:

"L’incendio non si è sviluppato in una giornata di fortissimo scirocco, come attestano le stazioni metereologiche, e il fuoco non è stato acceso ‘incredibilmente’, in quanto l’amministratore comunale e i vigili del fuoco erano stati avvisati della minuscola fiamma da accendere all’interno di un macchinario di scena. Le autorizzazioni per una simile attività inoltre erano state chieste ed ottenute. E’ falso poi che i danni ammontino a 70 milioni di euro: persino le approfondite valutazioni finora condotte dagli inquirenti indicano costi enormemente inferiori per il ripristino ambientale imposto dall’incendio.

In secondo luogo è falso che 11 Marzo Film si sia disinteressata dell’accaduto. Pur ritenendosi non responsabile, la società ha preso contatti con gli enti preposti alla gestione dell’emergenza offrendosi di contribuire al ristoro di quanto patito dall’isola, in particolare alla ripresa della vegetazione che peraltro già spontaneamente si sta riformando con la velocità tipica del luogo. Il sindaco conosce bene questa circostanza, come sa bene anche che le indagini della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto sono in corso, anche con il compimento di articolati accertamenti tecnici urgenti e irripetibili che hanno quindi coinvolto pure le parti private”.

La nostra replica

Che il giorno dell’incendio ci fosse un forte vento di scirocco sta nei bollettini meteo oltre che nelle testimonianze di chi per un giorno e per una notte ha combattuto contro le fiamme che, per altro sul fianco di un vulcano, si sono propagate in modo talmente veloce e vasto che neanche i Canadair sono riusciti a fermarle fino al giorno dopo.

Quanto all’autorizzazione all’accensione di una fiamma, l’amministrazione comunale ha da subito negato di averla mai concessa in un’isola a rischio come Stromboli per altro priva di un presidio dei vigili del fuoco. Quelli presenti quel giorno a Stromboli dovevano partecipare alla fiction e non erano in alcun modo operativi. Il punto è oggetto delle indagini della Procura.

La quantificazione dei danni è stata fatta dall’amministrazione comunale e si riferisce ai danni dell’incendio e a quelli dell’alluvione di due mesi dopo, conseguenza inevitabile della devastazione del fuoco che ha lasciato il territorio privo della protezione della vegetazione. E infatti l’inchiesta della magistratura procede anche su questo versante.

Quanto ai contatti tra la 11 Marzo Film e l’amministrazione di Stromboli non risulta che abbiano portato ad una qualsiasi forma di ristoro.

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