✕

Regeni, rinviati a giudizio i quattro 007 egiziani accusati di averlo ucciso. La madre: “Oggi è una bella giornata”

(ansa)
La presidenza del Consiglio sarà parte civile nel processo
2 minuti di lettura

ROMA – È un nuovo inizio: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abedal Sharif sono stati rinviati a giudizio. Un processo sulla morte di Giulio Regeni ci sarà e inizierà il 20 febbraio 2024 L’appuntamento è fissato davanti la corte d’Assise, la Prima.

Adesso la storia si riscrive. Una prima battaglia processuale è vinta. La prossima è alle porte.
Anni di depistaggi, fantasiose ricostruzioni e impedimenti normativi sono alle spalle. Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha chiesto e ottenuto un processo per quattro, appartenenti ai servizi segreti egiziani. Sono accusati a vario titolo del sequestro, delle sevizie e dell'omicidio del ricercatore italiano, il cui corpo martoriato è stato ritrovato il 3 febbraio del 2016 ai bordi della Alexandria desert road, al Cairo.

ROMA – È un nuovo inizio: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abedal Sharif sono stati rinviati a giudizio. Un processo sulla morte di Giulio Regeni ci sarà e inizierà il 20 febbraio 2024 L’appuntamento è fissato davanti la corte d’Assise, la Prima.

Adesso la storia si riscrive. Una prima battaglia processuale è vinta. La prossima è alle porte.
Anni di depistaggi, fantasiose ricostruzioni e impedimenti normativi sono alle spalle. Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha chiesto e ottenuto un processo per quattro, appartenenti ai servizi segreti egiziani. Sono accusati a vario titolo del sequestro, delle sevizie e dell'omicidio del ricercatore italiano, il cui corpo martoriato è stato ritrovato il 3 febbraio del 2016 ai bordi della Alexandria desert road, al Cairo.

La carente collaborazione degli inquirenti del Cairo non è bastata a fermare il procedimento.
E neanche l’articolo 420-bis del codice penale, quella legge che di fatto aveva bloccato il processo e che è stata modificata dalla Consulta, secondo cui paralizzare un procedimento per i delitti di tortura non è possibile. Proteggere «agenti pubblici», rendendo impossibile la notifica degli atti agli imputati, «non è accettabile, per diritto costituzionale interno, europeo e internazionale».

Quindi ci sarà un processo. E finalmente si parlerà dei fatti accaduti in Egitto, dove il ricercatore italiano è stato bloccato “all’interno della metropolitana de Il Cairo”, è stato “condotto contro la sua volontà e al di fuori da ogni attività istituzionale, dapprima presso il commissariato di Dokki e successivamente presso un edificio a Logaugly”, come hanno ricostruito gli inquirenti italiani. Poi le torture, l’omicidio. E ancora le mistificazioni, i depistaggi per cercare di camuffare un delitto atroce, le ricostruzioni “sospette”.

Quindi la battaglia del procuratore Francesco Lo Voi e dell’aggiunto Colaiocco davanti la Corte Costituzionale. E adesso il rinvio a giudizio. I quattro agenti egiziani accusati della morte di Giulio Regeni verranno processati. E la Presidenza del Consiglio dei Ministri sarà parte civile: ha chiesto un milione di euro di risarcimento.

La madre: “Oggi è una bella giornata”

“Oggi è una bella giornata”, sono le prime parole della signora Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, dopo l’udienza con cui sono stati rinviati a giudizio i quattro agenti egiziani accusati a vario titolo di aver rapito, torturato e ucciso il ricercatore italiano sono tanto brevi quanto efficaci.

Ad articolare un discorso invece ci ha pensato l’avvocato della famiglia Alessandra Ballarini, che ha elencato le notizie di oggi, a cominciare dalla costituzione civile da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E ancora: “La presa d’atto delle motivazione della Corte costituzionale, l’ulteriore notorietà anche in Egitto del procedimento a carico dei quattro imputati per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, anche in virtù del recente incontro tra il ministro Tajani (Antonio, ministro degli Esteri ndr) e Al Sisi (Abdel Fattah al-Sisi, presidente egiziano ndr), durante il quale il ministro ha informato il presidente egiziano che si procederà in Italia contro i 4 imputati”.

L’elenco continua: “La conseguente dichiarazione di assenza dei quattro imputati, il fatto che il gup ha rigettato tutte le eccezioni avversarie, comprese quelle sulla giurisdizione, perché non si può dubitare, come hanno fatto le difese degli imputati, che anche i meri sequestratori di Giulio hanno cagionato a Giulio, catturandolo e tenendolo sequestrato per 9 giorni e 9 notti, sofferenze fisiche e psicologiche”. Ultima “buona notizia”: “E’ stato disposto il rinvio a giudizio per i quattro imputati per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio”.

Leggi i commenti