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Lavoratori domestici: indispensabili ma sottopagati. Babysitter la figura più richiesta

Le colf prestano servizio nelle famiglie più benestanti mentre i caregiver di adulti e bambini nei nuclei più a basso reddito. Necessari per permettere alle donne di non perdere il lavoro. I risultati del rapporto “Il potenziale del lavoro domestico – Proposte di intervento”
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Lavoratori a basso reddito che pagano lavoratori dal reddito ancora più basso per ricevere dei servizi essenziali. È il riassunto del settore del lavoro domestico, da cui sempre più famiglie, donne in particolare, dipendono per l’assistenza ai propri familiari. La panoramica è nel rapporto “Il potenziale del lavoro domestico – Proposte di intervento” di Nuova Collaborazione e a cura del Centro Einaudi, che rivela come nel 2022 la forza lavoro fosse costituita da 894mila persone, di cui 429mila badanti e 465mila colf, un dato in lieve crescita rispetto agli anni precedenti.

Le differenze

Se le colf prestano servizio soprattutto tra le famiglie più benestanti, che chiedono una mano per svolgere le faccende domestiche, il bisogno di quelle a basso reddito è di badanti e babysitter che possano prendersi cura di bambini, anziani e familiari non autosufficienti. Molte non hanno, però, risorse economiche sufficienti: sono costrette ad attingere ai propri risparmi personali in media due famig…

Lavoratori a basso reddito che pagano lavoratori dal reddito ancora più basso per ricevere dei servizi essenziali. È il riassunto del settore del lavoro domestico, da cui sempre più famiglie, donne in particolare, dipendono per l’assistenza ai propri familiari. La panoramica è nel rapporto “Il potenziale del lavoro domestico – Proposte di intervento” di Nuova Collaborazione e a cura del Centro Einaudi, che rivela come nel 2022 la forza lavoro fosse costituita da 894mila persone, di cui 429mila badanti e 465mila colf, un dato in lieve crescita rispetto agli anni precedenti.

Le differenze

Se le colf prestano servizio soprattutto tra le famiglie più benestanti, che chiedono una mano per svolgere le faccende domestiche, il bisogno di quelle a basso reddito è di badanti e babysitter che possano prendersi cura di bambini, anziani e familiari non autosufficienti. Molte non hanno, però, risorse economiche sufficienti: sono costrette ad attingere ai propri risparmi personali in media due famiglie su dieci, che diventano sei su dieci se si considerano quelle sotto i 2mila euro di reddito mensile. Ma se dovesse rinunciare ai servizi dei collaboratori domestici, più della metà delle famiglie a basso reddito sarebbe costretta a ridurre il proprio carico di lavoro, contro il 30% circa delle famiglie più benestanti.

Babysitter collaboratore più richiesto

Il collaboratore più indispensabile è in assoluto il babysitter, tanto che in sua assenza l'85% delle famiglie dovrebbe stravolgere la propria vita lavorativa. In un Paese segnato da una crescente denatalità e un progressivo aumento dell’aspettativa di vita, si registra anche un aumento della domanda di servizi per gli anziani, soprattutto nelle zone ad alto reddito.

La fragilità dei disabili gravi

L’invecchiamento della popolazione e la riduzione delle famiglie numerose determinano anche una fragilità maggiore nelle persone con disabilità grave. Più della metà avrebbe bisogno di assistenza domiciliare, dato che il 29% vive da solo e il 26% è parte di una coppia senza figli.

La disparità di genere

La dipendenza dal lavoro di cura per poter mantenere la propria occupazione, oltre a essere un vero e proprio indicatore di disuguaglianza economica, rappresenta però anche una delle manifestazioni della disparità di genere. Le esigenze familiari e domestiche, infatti, sono un ostacolo significativo all’ingresso nel mercato del lavoro principalmente per le donne. Sono loro, nel 53% dei casi, a scegliere di rimanerne al di fuori e indossare i panni del caregiver, contro l’8% degli uomini. O a dover optare per un impiego part-time, più compatibile con le esigenze domestiche.

Occupazioni sottopagate

L’imprescindibilità del lavoro di cura non viene, però, compensata da redditi adeguati: i/le colf guadagnano mensilmente 632 euro al mese, i/le baby-sitter 649 euro e 865 euro i/le badanti. Cifre lontane dalla retribuzione media mensile dei lavoratori dipendenti da altri settori, che ammonta a 1.345 euro netti. Anche in questo caso, il genere più colpito è quello femminile, predominante nel settore. Le colf e le baby sitter sono rispettivamente il 90% e il 95% di tutti i lavoratori e la loro età media va progressivamente aumentando, passando dai 43 anni circa del 2012 ai 48 del 2021.

La proposta

Estendere il bonus previsto per gli asili nido anche al lavoro domestico è una delle proposte individuate dal rapporto per incentivare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Un assegno mensile, erogato in base alla situazione lavorativa ed economica del nucleo familiare, potrebbe coprire l'assistenza dei figli fino a 12 anni, per l'intero periodo della scuola primaria.

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