Cronaca

Il bilancio

Il governo e la stretta anti-Ong. Navi ferme per 300 giorni ma neanche un euro di multa

I: Sbarco Migranti Geo Barents - Ravenna
I: Sbarco Migranti Geo Barents - Ravenna 
E Leijtens, nuovo direttore di Frontex, ammette: “Non c’è prova che siano fattore di attrazione”
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Roma — Alla terza volta l’Aurora, la piccola nave della flotta umanitaria tedesca s’è beccata la multa grande, quella da 10.000 euro, da aggiungere ai 3.333 della prima e ai 3.000 della seconda. Ma del tesoretto che il governo agognava di mettersi in tasca con la crociata alle Ong finora non è entrato neanche un euro. Eppure le sanzioni pecuniarie inflitte nel 2023 dai prefetti insieme al fermo disposto per la presunta violazione delle norme di comportamento fissate dal decreto Cutro ammontano a circa 350.000 euro, ma nessuna Ong ha mai pagato e i ricorsi presentati ai tribunali amministrativi regionali hanno bloccato tutto.

Niente cassa, dunque. L’unico risultato che la stretta sulle Ong ha raggiunto è stato quello di lasciare il Mediterraneo sguarnito di soccorsi per quasi un anno. Trecento, infatti, complessivamente, sono i giorni di fermo a cui le navi umanitarie bloccate nei vari porti italiani dopo gli sbarchi sono state costrette prima di poter tornare nell’area delle operazioni Sar dove si sono registrati diversi naufragi proprio per l’assenza di soccorsi. Per quindici volte, le autorità italiane hanno fermato le Ong, ritenute colpevoli soprattutto di aver ignorato il divieto di soccorsi multipli disposto dal decreto Cutro. Ma nessuna nave umanitaria, già con migranti a bordo, davanti ad una nuova segnalazione di imbarcazione in difficoltà, si è tirata indietro continuando verso il porto assegnato dal Viminale ( sempre il più lontano possibile?. E così le sanzioni sono fioccate, anche se - va detto - i prefetti quasi sempre hanno optato per la cifra più bassa del range previsto dalla legge, da 3 a 10.000 euro. E nessuna delle navi “disobbedienti” è stata confiscata anche se recidiva.

Le più multate sono due navi tedesche, l’Aurora della Sea Watch e la Sea-eye 4. Proprio all’Aurora, piccola imbarcazione da 14 metri e dunque con un raggio di azione limitato, pochi giorni fa è stata inflitta una sanzione da 10.000 euro perr non aver rispettato l’indicazione di sbarcare le persone soccorse in Tunisia. «C avevano chiesto di portare le persone a Zarzis - dice Giorgia Linardi, portavoce di Sea Wathc - Ma in Tunisia è altissimo il livello di persecuzione nei confronti dei migranti e dunque non può considerarsi un Paese sicuro».

Soccorsi multipli, indicazioni di porti di sbarco non rispettate, ma non solo. alla tedesca Humanity 1, ultima delle ong ad essere stata sanzionata la scorsa settimana, è stato contestato di aver intralciato le operazioni di una motovedetta libica che aveva intercettato un gommone carico di migranti. Un’interpretazione assai singolare della scena ripresa dall’aereo di Sea-bird che ha mostrato come, all’avvicinarsi dei libici, decine di persone si sono gettate in mare cercando una fuga disperata a nuoto pur di non farsi riportare indietro: una quarantina sono state poi salvate dalla Huamanity, molti altri sono annegati. All’arrivo in porto in Italia il fermo e la sanzione per la nave tedesca.

Il governo dunque continua a muso duro la sua battaglia antiOng nonostante il modesto numero di migranti soccorso dalla flotta umanitaria, appena il 10 per cento dei 150.000 arrivi. E ieri anche il nuovo direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens, ha ammesso che « non ci sono fatti che dimostrino che le ong sono fattori di attrazione per i migranti». Smenteno così una circostanza tirata fuori più volte dalla destra sull’esistenza di un misterioso report, che nessuno ha mai visto, che dimostrerebbe invece il ruolo di pull factor delle Ong. Sentito a Roma dal Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen,Leijtens ha detto: «Se non agiscono di testa loro le Ong possono essere utili, altrimenti complicano molto le cose».

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