Dal governo 7 milioni per l’eredità di Nazareno Strampelli, lo scienziato fascista della ‘Battaglia del grano’, che sfamò l’Europa. Ideò la varietà Senatore Cappelli
di Elena DusiAllo scienziato della “battaglia del grano” è dedicato un nuovo museo. E’ stato inaugurato nella sede del Masaf, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste guidato da Francesco Lollobrigida.
Nazareno Strampelli, il genetista agrario ricordato con la lapide “dove cresceva una spiga di grano ne fece crescere due”, è stato il creatore di varietà più produttive e resistenti: “specie elette” battezzate Ardito, Edda, Balilla e Littorio in onore del fascismo, cui aderì nel ‘25.
7 milioni per restaurare il laboratorio di Rieti
Il Masaf ha anche stanziato 7 milioni per restaurare la Stazione dove lo scienziato fece le sue ricerche, a Rieti. L’edificio era stato danneggiato dal terremoto del 2016.
Quando i lavori saranno terminati, la Stazione ospiterà – insieme al museo di Roma – centinaia di ampolle con i semi e le teche con le spighe che aveva ottenuto dagli incroci nei primi decenni del secolo scorso. Il patrimonio di Strampelli è gestito dal Crea, il Consigli…
Allo scienziato della “battaglia del grano” è dedicato un nuovo museo. E’ stato inaugurato nella sede del Masaf, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste guidato da Francesco Lollobrigida.
Nazareno Strampelli, il genetista agrario ricordato con la lapide “dove cresceva una spiga di grano ne fece crescere due”, è stato il creatore di varietà più produttive e resistenti: “specie elette” battezzate Ardito, Edda, Balilla e Littorio in onore del fascismo, cui aderì nel ‘25.
7 milioni per restaurare il laboratorio di Rieti
Il Masaf ha anche stanziato 7 milioni per restaurare la Stazione dove lo scienziato fece le sue ricerche, a Rieti. L’edificio era stato danneggiato dal terremoto del 2016.
Quando i lavori saranno terminati, la Stazione ospiterà – insieme al museo di Roma – centinaia di ampolle con i semi e le teche con le spighe che aveva ottenuto dagli incroci nei primi decenni del secolo scorso. Il patrimonio di Strampelli è gestito dal Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura che fa capo al Masaf.
Il suo ruolo nella battaglia del grano regala oggi a Strampelli una nuova fama, grazie al governo di Fratelli d’Italia. Ma nel 1970 gli costò il Premio Nobel per la Pace, che fu assegnato solo al collega americano Norman Borlaug, probabilmente proprio per il passato fascista del genetista italiano.
Un grande scienziato
Al di là dell’ovvia simpatia politica da parte dell’attuale governo di destra, l’importanza di Strampelli è riconosciuta anche dagli scienziati di oggi. “Non dimentichiamo che fino agli anni 50 l’Europa intera aveva il problema di riempirsi la pancia” spiega Ercole Borasio, socio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, che ha sede a Bologna.
“Se l’obiettivo di sfamarsi è stato raggiunto è anche grazie a Strampelli, che riuscì a migliorare di molto le rese agricole. Il suo lavoro iniziò ai primi del ‘900 e proseguì, è vero, con il fascismo. La battaglia del grano fu un’iniziativa politica cui lui contribuì in quanto scienziato del suo tempo”.
La varietà Senatore Cappelli
Le varietà di grani del Ventennio – oggi è rimasta famosa la Senatore Cappelli – avevano lo stelo più corto e maturavano prima rispetto all’usuale periodo di metà luglio. “Queste innovazioni – prosegue Borasio – permisero alle spighe di sfuggire a malattie come le ruggini e di aumentare la produzione”.
“Il merito va anche – aggiunge Marina Carcea, ricercatrice del Crea e membra della famosa Accademia dei Georgofili di Firenze alla moglie di Strampelli, che collaborò con lui, lo accompagnò nella sua attività nei campi e nella parte manuale del lavoro”. A Carlotta – dal nome di lei, che era discendente dei Bonaparte – vennero dedicate tre varietà create dai coniugi Strampelli.
Le specie elette create durante il Ventennio riuscirono a sfamare l’Europa del Sud e buona parte di quella dell’Est. Alcune varietà figlie restano fra le più coltivate perfino in Cina.
“Il Senatore Cappelli – prosegue Carcea – fu un grano innovativo, adatto per fare sia pasta che pane. Per le massaie di un’epoca in cui si doveva far fronte anche all’autarchia, fu veramente un aiuto straordinario”.