ROMA — Da quasi un anno Ilaria Salis urla nel silenzio. Rinchiusa nel carcere di massima sicurezza di Budapest, quest’italiana di 39 anni, milanese, di professione maestra alle elementari e di passione antifascista, denuncia condizioni detentive disumane. Topi e scarafaggi in cella, cibo scarso, meno di 3 metri e mezzo di spazio vitale a disposizione, l’umiliazione di essere trascinata alle udien…