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“Vietato lanciare palloncini in aria”, la crociata di 70 comuni con multe da 500 euro

Aderiscono all’iniziativa dell’associazione Plastic Free Onlus, contro la dispersione di plastica nell’ambiente
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Colorati e festosi, i palloncini sono la decorazione onnipresente delle celebrazioni, must have di matrimoni e compleanni. Dentro casa e nei locali, ma troppo spesso anche all’aperto, dove vengono abbandonati o, ancora peggio, rilasciati in aria per intrattenere i presenti.

L’ordinanza anti palloncini

Una settantina di comuni italiani hanno deciso, emanando un’ordinanza, di impedire il lancio di “palloncini riempiti con gas”. Aderiscono all’iniziativa lanciata nel 2019 dall’associazione Plastic Free Onlus, che precisa come “i palloncini sono al terzo posto tra i rifiuti più pericolosi per foche, tartarughe e uccelli marini”. Una volta depositati sul suolo o in acqua, “arrecano danni alla natura, ma anche agli animali che rimangono intrappolati nei fili o li scambiano per cibo”.

Da nord a sud, i comuni aderenti sono sparsi su tutto il territorio, nessuna regione esclusa. Il primo in Italia è stato Trento nel 2021, Barzana ha fatto da apripista in Lombardia, mentre Ferrara è il primo c…

Colorati e festosi, i palloncini sono la decorazione onnipresente delle celebrazioni, must have di matrimoni e compleanni. Dentro casa e nei locali, ma troppo spesso anche all’aperto, dove vengono abbandonati o, ancora peggio, rilasciati in aria per intrattenere i presenti.

L’ordinanza anti palloncini

Una settantina di comuni italiani hanno deciso, emanando un’ordinanza, di impedire il lancio di “palloncini riempiti con gas”. Aderiscono all’iniziativa lanciata nel 2019 dall’associazione Plastic Free Onlus, che precisa come “i palloncini sono al terzo posto tra i rifiuti più pericolosi per foche, tartarughe e uccelli marini”. Una volta depositati sul suolo o in acqua, “arrecano danni alla natura, ma anche agli animali che rimangono intrappolati nei fili o li scambiano per cibo”.

Da nord a sud, i comuni aderenti sono sparsi su tutto il territorio, nessuna regione esclusa. Il primo in Italia è stato Trento nel 2021, Barzana ha fatto da apripista in Lombardia, mentre Ferrara è il primo capoluogo e primo comune dell’Emilia Romagna.

Per il Molise, in provincia di Campobasso, nella lista c’è anche Vinchiaturo, piccolo comune di tremila abitanti. Più a sud, affacciata sul mare, si unisce Cefalù, in provincia di Palermo. A dare il via in Puglia era stata Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, seguita quest’estate da Vernole, a Lecce. Ma l’inquinamento da microplastiche non risparmia neppure le vette più alte d’Italia, come dimostra il materiale trovato ad alta quota quest’anno nell’ambito del progetto Clean Alp. Così, anche nella sala consiliare di Cuneo, in Piemonte, si arriva alla stessa decisione.

Non solo palloncini

Nell’ottica di “ridurre il più possibile l'impiego di materiali plastici non indispensabili”, si legge in molti dei provvedimenti, i palloncini non sono da soli nella lista nera: banditi anche “nastri colorati, lanterne cinesi, coriandoli di plastica o di altri dispositivi aerostatici idonei a disperdersi senza controllo nell'ambiente, anche in occasione di eventi pubblici, feste, ricorrenze o manifestazioni, anche sportive”. Quasi tutti i comuni prevedono multe dai 25 ai 500 euro per chi trasgredisce, a seconda dell’entità dell’infrazione, ma a Ferrara, ad esempio, si parte da 125 euro.

Vietati anche i palloncini biodegradabili che, spiega l’associazione, “non spariscono magicamente in natura, ma necessitano di essere smaltiti correttamente in appositi impianti”.

Le alternative sostenibili

Le alternative sostenibili esistono e sono altrettanto divertenti: “dalle bolle di sapone per i più piccoli – elenca Plastic Free Onlus –, all’adozione virtuale di una tartaruga per le feste importanti, dalle bandierine di carta alle feste di compleanno alla piantumazione di un albero ai funerali, ci sono tante idee che renderanno memorabile la giornata senza danneggiare l’ambiente, gli animali e te stesso”. L’associazione, che conta 250.000 volontari in Italia e lo scorso ha raccolto oltre 3 milioni e mezzo di chilogrammi di plastica, ha lanciato anche una petizione, per far sì che il divieto diventi una legge nazionale e possa applicarsi anche ai comuni che ancora non hanno risposto all’appello.

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