Cronaca

Venezia, i posti letto per i turisti sorpassano i residenti

Venezia, i posti letto per i turisti sorpassano i residenti
(ansa)

Il gruppo Venessia.com chiede il blocco delle aperture delle locazioni turistiche

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La cacciata dei residenti da Venezia non è avvenuta per caso, da un momento all’altro. E nemmeno il superamento dei posti letto per turisti che oggi sono 50016 contro le 49211 persone che ancora vivono nella città sull’acqua. Lunedì mattina le associazioni Ocio (Osservatorio civico per la residenzialità) e Venessia.com hanno presentato il calendario de La Svendo che dimostra in venti caselle come la caduta nelle mani del turismo selvaggio abbia avuto inizio già una decina di anni fa.

Una fila di episodi che messi così, uno dopo l’altro, dimostrerebbero che la situazione attuale è «frutto di una volontà a monte di trasformare Venezia in un villaggio turistico e di espellere i suoi residenti»: c’è la storia della vendita a Fortune Oxley srl di Palazzo Papadopoli, ex sede della polizia municipale e al centro in questi giorni della puntata di Report di domenica 17 con Palazzo Donà a Santa Maria Formosa; il via libera al cambio di destinazione d’uso per la Venezia Tronchetto Real Estate per la prossima apertura di circa 700 camere vicino a Piazzale Roma e così avanti, fino all’ultimo cambio di destinazione d’uso del palazzo dove sorgeva la prima Borsa di Venezia. Il gruppo di attivisti per la residenzialità si è dato appuntamento davanti al conta-turisti, il monitor che dallo scorso aprile segna ogni giorno il numero dei posti letto che diventano esclusivi per i viaggiatori. Applicato all’ingresso della Libreria Marcopolo Usata, lo schermo è idealmente complementare al conta-residenti esposto nella Farmacia Morelli in Campo San Bortolo, ai piedi del Ponte di Rialto.

«Lo scorso settembre avevamo annunciato che presto il numero dei posti letto per turisti avrebbe superato quello dei residenti, ma non pensavamo che questo accadesse così in fretta, con 800 posti letto in più in quasi tre mesi» hanno detto Matteo Secchi di Venessia.com, Francesco Penzo, Maria Fiano e Remi Wacogne di Ocio e Claudio Moretti della Marcopolo. Eppure, al di là dello stupore e della rabbia, lo scandalo vero che le associazioni denunciano è che tutto questo si sapeva. La prima casella risale al 2013, quando è stata approvata la Legge regionale «Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto che liberalizza le locazioni turistiche. E così mentre in questi giorni in Italia i più festeggiano l’avvento, a Venezia i pochi rimasti denunciano La Svendo, la volontà che sta a monte di regalare pezzi di città al turismo. «Non si capisce perché ci sia un numero contingentato di tutto, dai ristoranti alle attività, ma non per i turisti» dichiarano Ocio e Venessia.com. «Eppure Venezia da un anno è l’unica città in Italia che avrebbe lo strumento per regolamentare le locazioni turistiche, ma nessuno dell’amministrazione ci mette mano». Il riferimento è il cosiddetto Emendamento Pellicani, dal nome dell’ex deputato Pd Nicola Pellicani, che permetterebbe alla giunta di frenare l’avanzata della carica di investitori che arrivano in città, si prendono un appartamento, lo mettono in affitto e se ne tornano a casa a godersi i soldi dei ricavi «sulle pelle dei veneziani». È tempo di dire davvero basta, non se ne può più, ribadiscono. «Bisogna dire no almeno a chi affitta e non risiede a Venezia» propone Matteo Secchi parlando – con un’amara provocazione - ormai di una città villaggio turistico dove manca solo Fiorello a fare animazione.

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