Cronaca

Giulia Cecchettin, oltre tremila firme per la petizione contro Valdegamberi che attaccò la sorella Elena. Lui replica: “Libertà è dialettica delle opinioni”

Giulia Cecchettin, oltre tremila firme per la petizione contro Valdegamberi che attaccò la sorella Elena. Lui replica: “Libertà è dialettica delle opinioni”

La replica dopo la richiesta di dimissioni del consigliere veneto arrivata da Europa Verde per un post sui social in cui aveva attaccato la sorella della vittima accusandola di aver messo in scena “una recita ideologica”

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Ha già raccolto tremila firme la petizione lanciata online dal gruppo di Europa Verde che chiede le dimissioni del consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi per l’attacco a Elena Cecchettin, sorella di Giulia. "La libertà è dialettica delle opinioni – replica lui - e non usa un fatto gravissimo per diramare teorie assurde e dannose lapidando chi osa contestare il metodo e il contenuto. Questa si chiama dittatura".

L’attacco a Elena Cecchettin

Oltre un mese fa il consigliere veneto aveva attaccato dalle sue pagine social Elena Cecchettin, la sorella della vittima, accusandola di essere una satanista. “Quella felpa con certi simboli satanici aiuta a capire molto". E sostiene che da parte della ragazza ci sia stato “il tentativo di quasi giustificare l'omicida dando la responsabilità alla 'società patriarcale'. Più che società patriarcale dovremmo parlare di società satanista, cara ragazza. Sembra una che recita una parte di un qualcosa predeterminato e precostituito”.

La replica del consigliere

"Leggo - prosegue Valdegamberi - che qualche associazione ha fatto raccolte firme on-line, con modesti risultati tra l'altro, nonostante una esposizione mediatica senza precedenti e a senso unico che interpretava ad libitum il mio pensiero senza nemmeno darti la parola. Leggo che Europa Verde dichiara: 'Bisogna debellare la cultura patriarcale. Valdegamberi fuori!'. Ricordo che l'unica cultura patriarcale è di chi non accetta la critica e il pensiero degli altri e vuole imporre il proprio come fosse una verità assoluta. È di coloro che per inculcare la loro visione ricorrono perfino alla raccolta delle firme, a minacce di querele, pretendendo di imbavagliare il pensiero altrui. La dittatura del pensiero unico imposto con la violenza a reti unificate: questo dobbiamo combattere e ribellarci pacificamente".

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