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Vanessa Ballan, trovato il coltello e il martello usato da Bujar Fandaj. Il procuratore: “Forse abbiamo sottovalutato il pericolo”

(fotogramma)
Sulla denuncia per stalking: “Non sembrava esserci urgenza”. Dopo l’omicidio, l’assassino si è fermato in un bar a bere birra e chiacchierare dei suoi tatuaggi con le dipendenti
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L’ossessione, il piano pianificato nei minimi dettagli, la fuga in bicicletta e la sosta al bar prima di nascondersi nei terreni agricoli tra Riese Pio X e Altivole. Bujar Fandaj, 41 anni, kosovaro, ha tentato ben due volte di depistare i carabinieri dopo aver massacrato a coltellate la ventiseienne Vanessa Ballan. Prima ha pubblicato una storia su Instagram con la foto dello svincolo per la Slovenia, poi ha addirittura chiamato il 112, premurandosi prima di togliere la sim card dal telefonino in modo da non essere rintracciabile con la tecnologia “positioning” di cui si avvalgono le forze dell’ordine. “Sono stato io a uccidere quella donna, domani mi consegno nella caserma dei carabinieri”, ha detto prima di riattaccare, per poi però sparire ancora. Ma, evidentemente, dopo essere entrato come una furia nell’abitazione in cui la donna si trovava, ha avuto bisogno anche di una piccola sosta al bar: qualcuno ha segnalato la sua presenza in un bar di Altivole verso le tre del pomeriggio.…

L’ossessione, il piano pianificato nei minimi dettagli, la fuga in bicicletta e la sosta al bar prima di nascondersi nei terreni agricoli tra Riese Pio X e Altivole. Bujar Fandaj, 41 anni, kosovaro, ha tentato ben due volte di depistare i carabinieri dopo aver massacrato a coltellate la ventiseienne Vanessa Ballan. Prima ha pubblicato una storia su Instagram con la foto dello svincolo per la Slovenia, poi ha addirittura chiamato il 112, premurandosi prima di togliere la sim card dal telefonino in modo da non essere rintracciabile con la tecnologia “positioning” di cui si avvalgono le forze dell’ordine. “Sono stato io a uccidere quella donna, domani mi consegno nella caserma dei carabinieri”, ha detto prima di riattaccare, per poi però sparire ancora. Ma, evidentemente, dopo essere entrato come una furia nell’abitazione in cui la donna si trovava, ha avuto bisogno anche di una piccola sosta al bar: qualcuno ha segnalato la sua presenza in un bar di Altivole verso le tre del pomeriggio.

Sembra che sia passato dal bagno a pulirsi una ferita che si era procurato sulla mano, forse mentre colpiva Vanessa con le sette coltellate. Poi ha ordinato una birra e ha chiacchierato dei propri tatuaggi con le bariste e una cliente. La rosa dei venti che ha sul braccio, ha raccontato a una dipendente, se la sarebbe tatuata durante una storia con una ragazza, ormai conclusa. Dopo essere uscito dal bar, è salito a bordo della propria auto.

La ricostruzione grazie ai messaggi Whatsapp

La Procura di Treviso, grazie al lavoro dei carabinieri del Reparto operativo, sta mettendo in fila tutti gli elementi. C’è anche un video registrato dall’impianto di videosorveglianza di un’abitazione vicina a quella della vittima che immortala l’assassino mentre arriva in bicicletta con una sacca a tracolla. Dentro la sacca ci sono il martello che servirà per mandare in frantumi una porta finestra e ben due coltelli usati, uno dei quali è stato usato per infierire contro Vanessa Ballan. La donna si trovava a casa da sola. Il figlio di 4 anni era all’asilo e il compagno al lavoro. Lei risponde all’ultimo messaggio su Whatsapp alle 11.21. Secondo gli investigatori l’irruzione è avvenuta poco dopo e infatti il messaggio delle 11.47 non ha risposte.

La denuncia per stalking

Ma la tragedia di Riese Pio X non può essere limitata alle ultime 48 ore. La situazione si protraeva da tempo e i segnali gravi c’erano stati. La relazione tra Vanessa Ballan e Bujar Fandaj durava da circa un anno ma nei mesi estivi lei aveva deciso di troncare il rapporto. Una scelta mai accettata dal kosovaro che in più occasioni si era presentato al supermercato Eurospin di Riese dove lei lavorava e, in un’occasione, l’aveva anche spinta dicendole: “Ti ammazzo”. Ma l’episodio più grave è quello che riguarda la prima sua irruzione nell’abitazione della donna, sempre nei mesi estivi. Una situazione pericolosa, che aveva indotto Vanessa Ballan a raccontare tutto al compagno Nicola Scapinello, convincendolo ad accompagnarla a denunciare. Il 25 ottobre presentano denuncia ai carabinieri e il 27 ottobre i carabinieri perquisiscono la casa di Fandaj sequestrando tre telefoni, dove sarebbero stati contenuti i video di incontri intimi che lui minacciava di divulgare. Ma alla perquisizione non sono seguiti altri provvedimenti.

La sottovalutazione del pericolo

E il procuratore di Treviso Marco Martani ammette la possibile sottovalutazione. “Forse si poteva chiedere una misura di divieto di avvicinamento” ha detto. “Ma la collega che segue il gruppo fasce deboli non ha ritenuto ci fosse un pericolo imminente. Cercheremo di capire se abbiamo sbagliato qualcosa”. L’assassino è stato arrestato verso le undici di sera in casa sua, si era appena fatto la doccia e aveva il passaporto pronto, probabilmente per scappare. Ma, a quel punto, i carabinieri appostati l’hanno bloccato e accompagnato in caserma. Bujar Fandaj non ha dichiarato nulla. Si è affidato ai due avvocati di fiducia. E’ accusato di omicidio pluriaggravato dalla premeditazione, dal pregresso rapporto con la donna, dagli atti persecutori e anche dal fatto che si trattava di una donna in gravidanza. “Tutte aggravanti da ergastolo, specifica il procuratore” Martani.

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