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Migranti, ecco cosa succederà in Italia con le nuove regole europee

Fact checking sulle ricadute pratiche del Patto asilo e migrazione approvato ieri a Bruxelles
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Da quando cambieranno le regole per la gestione dei flussi migratori?

Impossibile dirlo, ma sicuramente ci vorranno molti mesi ed è quasi certo che per buona parte se non per tutto il 2024 non cambierà nulla. Quella raggiunta a Bruxelles è l’intesa politica sui cinque piloni portanti del Patto asilo e migrazione ma ora bisognerà tradurla in testi giuridici che poi dovranno essere votati e ratificati dai singoli Paesi.

Cosa cambia per l’Italia? Dovrà sempre farsi carico dei migranti che sbarcano sulle nostre coste?

Sì. Il trattato di Dublino, che prevede che sia il Paese di primo approdo a dover gestire l’accoglienza e la domanda di asilo dei migranti che entrano illegalmente resta valido. Il Patto prevede però che in casi di flussi particolarmente consistenti, come ad esempio quelli verificatisi l’estate scorsa in pochi giorni a Lampedusa, il Paese di primo approdo possa chiedere l’attivazione del meccanismo di solidarietà obbligatoria.

In che cosa consiste la solidarietà? Tutti i Pae…

Da quando cambieranno le regole per la gestione dei flussi migratori?

Impossibile dirlo, ma sicuramente ci vorranno molti mesi ed è quasi certo che per buona parte se non per tutto il 2024 non cambierà nulla. Quella raggiunta a Bruxelles è l’intesa politica sui cinque piloni portanti del Patto asilo e migrazione ma ora bisognerà tradurla in testi giuridici che poi dovranno essere votati e ratificati dai singoli Paesi.

Cosa cambia per l’Italia? Dovrà sempre farsi carico dei migranti che sbarcano sulle nostre coste?

Sì. Il trattato di Dublino, che prevede che sia il Paese di primo approdo a dover gestire l’accoglienza e la domanda di asilo dei migranti che entrano illegalmente resta valido. Il Patto prevede però che in casi di flussi particolarmente consistenti, come ad esempio quelli verificatisi l’estate scorsa in pochi giorni a Lampedusa, il Paese di primo approdo possa chiedere l’attivazione del meccanismo di solidarietà obbligatoria.

In che cosa consiste la solidarietà? Tutti i Paesi europei devono dare la disponibilità ad accogliere migranti sbarcati in Italia?

Il Patto prevede che tutti i Paesi, se dovesse venire attivato il meccanismo di crisi, dovranno obbligatoriamente rispondere: si potrà scegliere tra il ricollocamento dei migranti o il pagamento di una somma (2.000 euro a persona) per le quote di migranti che verranno stabilite in rapporto alla popolazione del Paese e al suo Pil.

Quindi i migranti che non verranno ricollocati dovranno rimanere in Italia e il governo riceverà un rimborso dall’Europa?

Sì, chi non verrà ricollocato rimarrà comunque in Italia. Come anche chi verrà espulso ma non potrà essere rimpatriato per mancanza di accordi con i Paesi d’origine. Il Patto obbliga infatti i Paesi di primo approdo a registrare e fotosegnalare tutti i migranti che sbarcano per evitare i cosiddetti movimenti secondari. Chi sbarca in Italia se trovato oltre frontiera sarà riportato qui come prevede il trattato di Dublino.

Cosa cambierà nell’accoglienza dei migranti?

La maggior parte delle persone che sbarcano in Italia provengono dai cosiddetti Paesi sicuri o da Paesi con un tasso molto basso di domande di asilo accolte. Queste persone dovranno ora essere obbligatoriamente sottoposte a procedure accelerate di frontiera: nel giro di 12 settimane dovranno avere risposta alla loro richiesta di asilo ma nel frattempo dovranno attendere in speciali centri di detenzione. Dopo, se otterranno il permesso, entreranno nel normale circuito dell’accoglienza. In caso di diniego verranno espulsi e, solo teoricamente ,rimpatriati.

Anche i bambini potranno essere rimpatriati?

No, restano ferme le garanzie per i bambini e i minori che non possono essere respinti. Il Patto però prevede che, già a partire dai sei anni, debbano essere fotosegnalati e lasciare le impronte digitali ed essere ospitati insieme al nucleo familiare nei centri alle frontiere. vcxzwerwsd

Dove sono in Italia questi centri di detenzione alla frontiera?

Non ci sono. Il governo ne ha realizzato uno a Pozzallo, ma dopo i ripetuti interventi della magistratura che ha sempre bocciato le procedure accelerate ritenendo che non sia un luogo di frontiera, è di fatto inutilizzato. Altri due stanno per essere realizzati. Il governo punta molto sui centri in Albania per provare ad aumentare i rimpatri.

Con le nuove norme sarà più facile rimpatriare i migranti che si vedranno respingere la richiesta di asilo?

No, se non verranno fatti nuovi accordi con i Paesi di origine. Al momento ce ne sono pochissimi, principalmente con Tunisia ed Egitto.

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