Pietre d’inciampo molto simili a quelle installate in molte città d’Italia per ricordare le vittime della Shoah, ma quelle comparse in questi ultimi giorni a Padova, Verona e Gorizia avevano un messaggio particolare e un “emittente” ancora più particolare. “Per la Palestina e i suoi figli”, si legge nella placca d’ottone. Gli autori sono i neofascisti di CasaPound, che hanno anche rivendicato l’iniziativa sui loro canali social.
Pronta la reazione della Questura di Padova che, sotto la guida del questore Marco Odorisio, ha organizzato un blitz con la Digos. Dopo aver ottenuto il decreto di perquisizione dalla Procura, i poliziotti si sono presentati all’alba nella sede del movimento politico di ultradestra, cioè il circolo culturale “il Bivacco” di Riviera Paleocapa 20/b di Padova
Gli investigatori ipotizzano il reato 604 bis del Codice penale: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. È stato sequestrato del materiale che sarà valutato successivamente.
Vale la pena di ricordare che, dopo la comparsa delle pietre d’inciampo della destra estrema, il capo della comunità ebraica di Padova si era espresso con parole di sdegno. “È un gesto che alimenta l'odio in un momento di grande tensione, politica e sociale”, ha detto Gianni Parenzo.
Indignazione era giunta anche dall’Anpi. “Fatico a credere che dietro a questo gesto non ci sia un intento di sfida. Il significato del gesto, un pensiero per i bambini palestinesi, è condivisibile. Ma non l'ideologia di destra che lo ha eseguito. Sapere che è stata CasaPound, e che in città ci sono pietre d'inciampo dedicate a partigiani morti combattendo quella stessa ideologia che CasaPound rappresenta, suona come una presa in giro”, era stato il commento di Floriana Rizzetto.