L’autopsia ha confermato: Vanessa Ballan era incinta da circa nove settimane. Per sapere invece se il feto che portava in grembo era del compagno o di Bujar Fandaj, l’uomo con cui aveva avuto una breve relazione e che poi l’ha uccisa, bisognerà attendere i prossimi giorni. Oggi il medico legale Antonello Cirnelli ha prelevato il dna del feto per l’accertamento che la Procura di Treviso, a cui il ministro della giustizia Carlo Nordio ha chiesto una relazione dettagliata, ritiene significativo per la ricostruzione della vicenda.
Vanessa è morta molto rapidamente colpita da otto coltellate al torace (di cui una al cuore) sferrate dall’uomo che nemmeno due mesi fa aveva denunciato per molestie e atti persecutori. Prima sarebbe stata anche picchiata come dimostrano diverse contusioni. E Il fermo di Bujar Fandaj, stabiliscono i carabinieri del comando provinciale di Treviso, sotto la direzione della locale procura della Repubblica, è supportato da gravi indizi di colpevolezza.
Il momento Fandaj in cui si avvicina alla casa
Fandaj addossato al muretto per scavalcarlo
Fandaj sopra il muretto
Tra i “primi, rilevanti riscontri che, con altri, hanno condotto al fermo dello straniero”, ci sono alcun frame video nei quali un “uomo, con abiti simili a quelli sequestrati all’indagato al momento del fermo e con corporatura compatibile, viene ripreso dalle telecamere di una vicina abitazione mentre nella tarda mattina del 19 dicembre, si aggira circospetto nei pressi dell’abitazione della vittima”.
Poi getta all’interno del giardino una borsa scura (la stessa poi sequestrata dai militari dell’Arma, contenente attrezzi da lavoro) e infine scavalca la recinzione della villetta.
Altro elemento decisivo per gli investigatori è il martello “recante la scritta ‘7color’ che fa capo all’indagato, con il quale l’omicida rompe il vetro di una portafinestra e irrompe in abitazione (attrezzo rinvenuto all’interno dell’abitazione della vittima e sequestrato dagli operanti)”.
E infine il coltello: “Con il manico di legno e lama da 20 centimetri, ritrovato nel lavello della cucina parzialmente lavato e anch’esso sottoposto a sequestro (è identico a un altro ritrovato nella citata borsa degli attrezzi e della stessa serie di quelli poi ritrovati in casa del Fandaj)”.
Il ministro Nordio chiede relazione dettagliata
La relazione dettagliata in merito al femminicidio di Vanessa Ballan, richiesta dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, verrà acquisita dagli uffici competenti del dicastero presso i vertici degli uffici giudiziari di Treviso.
Si congratulano il deputato della Lega Gianangelo Bof e la senatrice Erika Stefani, capogruppo della Lega in commissione Giustizia. "Bene la decisione del ministro. Una ragazza è morta, in balia del suo carnefice: non siano lasciate ombre sulle valutazioni fatte e le conseguenze che hanno avuto" ha detto la senatrice.