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Papa Francesco: “Penso a Betlemme, la logica perdente della guerra nega il Natale”. E cita Tolkien

(reuters)
Messa a San Pietro: “Il ruggire delle armi anche oggi impedisce a Gesù di trovare alloggio nel mondo”. No a un “dio commerciale del tutto e subito” e al Natale come “un miscuglio di affetti sdolcinati e di conforti mondani”. In una lettera al figlio lo scrittore scriveva dell’eucaristia
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Come Gesù venne respinto e dovette nascere in una grotta, oggi sono la “logica perdente della guerra” e “il ruggire delle armi” a respingere il suo messaggio di pace. Lo ha detto papa Francesco nella messa della notte di Natale in San Pietro, rivolgendo il suo pensiero a Betlemme, la cittadina che oggi si trova in Cisgiordania e dove i festeggiamenti sono sospesi a causa della guerra tra Israele e Hamas.

Il “principe della pace”

Con la nascita di Gesù in una sistemazione di fortuna a Betlemme, ha detto il Pontefice argentino, “non vediamo un dio adirato che castiga, ma il Dio misericordioso che si incarna, che entra debole nel mondo, preceduto dall’annuncio: “sulla terra pace agli uomini”. E il nostro cuore stasera è a Betlemme – ha proseguito – dove ancora il Principe della pace viene rifiutato dalla logica perdente della guerra, con il ruggire delle armi che anche oggi gli impedisce di trovare alloggio nel mondo”.
Nel corso della celebrazione, la preghiera dei fedeli in arabo è stat…

Come Gesù venne respinto e dovette nascere in una grotta, oggi sono la “logica perdente della guerra” e “il ruggire delle armi” a respingere il suo messaggio di pace. Lo ha detto papa Francesco nella messa della notte di Natale in San Pietro, rivolgendo il suo pensiero a Betlemme, la cittadina che oggi si trova in Cisgiordania e dove i festeggiamenti sono sospesi a causa della guerra tra Israele e Hamas.

Il “principe della pace”

Con la nascita di Gesù in una sistemazione di fortuna a Betlemme, ha detto il Pontefice argentino, “non vediamo un dio adirato che castiga, ma il Dio misericordioso che si incarna, che entra debole nel mondo, preceduto dall’annuncio: “sulla terra pace agli uomini”. E il nostro cuore stasera è a Betlemme – ha proseguito – dove ancora il Principe della pace viene rifiutato dalla logica perdente della guerra, con il ruggire delle armi che anche oggi gli impedisce di trovare alloggio nel mondo”.
Nel corso della celebrazione, la preghiera dei fedeli in arabo è stata sullo stesso tono: “Padre del verbo, che hai mandato nel mondo il datore della vera pace, metti fine al rumore delle armi che distruggono, suscita nel cuore dell’uomo un canto nuovo di gioia, dona all’umanità concordia e giustizia”.

Assistono alla messa 6500 fedeli dentro la basilica vaticana e alcune centinaia di persone seguono la celebrazione attraverso i maxi-schermi installati all’esterno.

Gaza, il cardinale Pizzaballa: "Il cessate il fuoco non basta, bisogna fermare queste ostilità"

Gerusalemme e Gaza

Papa Francesco segue con attenzione le notizie che arrivano dalla Terra Santa. Ha più volte fatto appello per il rilascio degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas e per il cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza. Nei giorni scorsi, in particolare, due donne cristiane sono state uccise da cecchini israeliani nella parrocchia della Santa Famiglia a Gaza. Un episodio condannato dal patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e sul quale anche il Papa è intervenuto: “Qualcuno dice: è il terrorismo, è la guerra. Sì, è la guerra, è il terrorismo”, ha detto Francesco all’Angelus della scorsa settimana. Per Natale, poi, Bergoglio ha inviato il suo elemosiniere, il cardinale Konrad Krajewski, a Gerusalemme e a Betlemme.

Il Re della storia e la piccolezza

Jorge Mario Bergoglio ha ricordato che nel racconto evangelico Gesù nasce mentre si svolge il censimento deciso dall’imperatore romano: “Mentre l’imperatore conta gli abitanti del mondo, Dio vi entra quasi di nascosto”, ha detto, “mentre chi comanda cerca di assurgere tra i grandi della storia, il Re della storia sceglie la via della piccolezza. Nessuno dei potenti si accorge di lui, solo alcuni pastori, relegati ai margini della vita sociale”. Il Papa, giunto in sedia a rotelle, ha presieduto la messa, all’altare della cattedra ha celebrato il cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio. Il Re della storia e la piccolezza

Jorge Mario Bergoglio ha ricordato che nel racconto evangelico Gesù nasce mentre si svolge il censimento deciso dall’imperatore romano: “Mentre l’imperatore conta gli abitanti del mondo, Dio vi entra quasi di nascosto”, ha detto, “mentre chi comanda cerca di assurgere tra i grandi della storia, il Re della storia sceglie la via della piccolezza. Nessuno dei potenti si accorge di lui, solo alcuni pastori, relegati ai margini della vita sociale”. Il Papa, giunto in sedia a rotelle, ha presieduto la messa, all’altare della cattedra ha celebrato il cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio.

Il dio commerciale

Il Dio rivelato da Gesù, ha detto il Papa che, 87 anni la scorsa settimana, da anni celebra la messa della vigilia di Natale alle 19.30, “non è il dio della prestazione, ma il Dio dell’incarnazione. Non sovverte le ingiustizie dall’alto con forza, ma dal basso con amore; non irrompe con un potere senza limiti, ma si cala nei nostri limiti; non evita le nostre fragilità, ma le assume”. Il rischio, ha però notato Francesco, è quello di “vivere il Natale avendo in testa un’idea pagana di Dio, come se fosse un padrone potente che sta in cielo, un dio che si sposa con il potere, con il successo mondano e con l’idolatria del consumismo”. Un Dio, ancora, “distaccato e permaloso, che si comporta bene coi buoni e si adira coi cattivi”, “fatto a nostra immagine, utile solo a risolverci i problemi e a toglierci i mali”, “distante e controllore, rigido e potente, che aiuta i suoi a prevalere contro altri”. Dio, invece, “non usa la bacchetta magica, non è il dio commerciale del tutto e subito”, ha detto il Papa, “non ci salva premendo un bottone, ma si fa vicino per cambiare la realtà dal di dentro”.

No agli “affetti sdolcinati”

Da qui l’invito a non vivere il Natale come “un miscuglio di affetti sdolcinati e di conforti mondani”, ha detto Francesco, che è poi passato a rivolgersi a un interlocutore interlocutore immaginario: “Guardando al tuo cuore, alle tue prestazioni non all’altezza, al mondo che giudica e non perdona, forse vivi male questo Natale, pensando di non andare bene, covando un senso di inadeguatezza e di insoddisfazione per le tue fragilità, per le tue cadute e i tuoi problemi, i tuoi peccati”. Ma “fratello, sorella”, ha detto ancora Bergoglio, “per Dio che ha cambiato la storia durante il censimento tu non sei un numero, ma un volto; il tuo nome è scritto nel suo cuore”.

Una citazione di Tolkien

Francesco ha citato una lettera di J.R.R. Tolkien, “un grande narratore di imprese epiche”, a suo figlio: “Ti offro l’unica cosa grande da amare sulla terra: il Santissimo Sacramento. Lì troverai fascino, gloria, onore, fedeltà e la vera via di tutti i tuoi amori sulla terra”. La convinzione del Papa è che “stanotte l’amore cambia la storia”. La preghiera dei fedeli in francese è stata per i migranti ed ha invocato Dio affinché illumini “i propositi dei governanti” e apra “i confini delle terre e dei mari a chi cerca accoglienza”. La preghiera per il Papa e per i pastori della Chiesa è stata pronunciata in cinese.

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