Fratelli d’Italia cambia la legge sulla caccia: fucili in mano a 16 anni, apertura della stagione in settembre e chiusura in febbraio. Le opposizioni: “Irresponsabili e senza morale”
di Corrado ZuninoROMA – Dall’alba al tramonto si potrà cacciare. Di più, un’ora dopo la discesa del sole, che certe specie si mostrano a ora tarda. Fratelli d’Italia, il partito della caccia, con il ministro Francesco Lollobrigida orgoglioso cacciatore, figlio e nipote di cacciatori, è pronto a cambiare la “157/92”, legge che da trentun anni norma la questione lasciando alle Regioni un buon margine di scelta. Da sempre la destra forza la mano su tempi e modi venatori, chiede deroghe, ampliamenti, e alla fine – grazie a un testo depositato in Senato lo scorso 5 dicembre, in nona commissione – lo farà in maniera ampia. Si può serenamente dire devastante.
“Metteremo mano alla riforma sulla caccia subito dopo la Legge di bilancio”, ha assicurato lo scorso 1 dicembre Patrizio La Pietra, sottosegretario all’Agricoltura, parlando a Pistoia “in nome del governo”. La traccia della discussione, che potrebbe iniziare già a gennaio, sarà il testo scritto dall’eurodeputato Fdi Sergio Berlato, l’uomo dei doppietti…
ROMA – Dall’alba al tramonto si potrà cacciare. Di più, un’ora dopo la discesa del sole, che certe specie si mostrano a ora tarda. Fratelli d’Italia, il partito della caccia, con il ministro Francesco Lollobrigida orgoglioso cacciatore, figlio e nipote di cacciatori, è pronto a cambiare la “157/92”, legge che da trentun anni norma la questione lasciando alle Regioni un buon margine di scelta. Da sempre la destra forza la mano su tempi e modi venatori, chiede deroghe, ampliamenti, e alla fine – grazie a un testo depositato in Senato lo scorso 5 dicembre, in nona commissione – lo farà in maniera ampia. Si può serenamente dire devastante.
“Metteremo mano alla riforma sulla caccia subito dopo la Legge di bilancio”, ha assicurato lo scorso 1 dicembre Patrizio La Pietra, sottosegretario all’Agricoltura, parlando a Pistoia “in nome del governo”. La traccia della discussione, che potrebbe iniziare già a gennaio, sarà il testo scritto dall’eurodeputato Fdi Sergio Berlato, l’uomo dei doppiettisti, e presentato come disegno di legge dal collega nazionale Bartolomeo Amidei. Le proposte contenute nell’articolato sono impegnative.
Solo il 30% del territorio sarà vietato
Innanzitutto, si chiederà di offrire la possibilità di caccia a chi ha compiuto 16 anni, “previo consenso del proprio tutore”. Oggi non si può impugnare un fucile nei boschi se si è minorenni. Quindi, attività venatoria possibile all’interno delle aree protette e demaniali, trasporto delle armi autorizzato nei parchi – sono venticinque quelli nazionali – e nelle riserve, abbattendo il divieto esistente. L’area di proibizione assoluta dell’atto ludico-sportivo non potrà superare il 30 per cento del Paese, il 20 per cento nella zona alpina. “Bisogna riperimetrare le aree protette”, dice l’articolo 4.
Abolite le giornate del silenzio
La caccia vedrà, secondo i suggerimenti del testo costruito su 17 articoli, l’apertura nella prima decade di settembre e chiuderà nella terza decade di febbraio, senza tutti quei vincoli basati sulle preaperture regionali. Ogni doppiettista potrà scegliere tre giorni a settimana per le sue battute: saranno abolite le giornate del silenzio (martedì e giovedì).
L’addestramento dei cani, ora conteggiato come “momento di caccia”, diventerà libero, possibile anche nelle fasi di ferma. I titolari e dipendenti di attività turistiche, agricole e anche venatorie potranno sparare tutto l’anno, basterà essere proprietari, per esemplificare, di un agriturismo. Per quanto riguarda la selvaggina migratoria, ogni possessore di licenza sarà libero di muoversi in tutta la regione di appartenenza e, quindi, avrà trenta giorni per proseguire sul territorio nazionale.
Ogni specie può diventare un’esca
Si potrà cacciare sui campi nevosi (oggi possibile solo sull’arco alpino) e nelle zone di piena dei fiumi (cosa proibita dall’Unione europea). Sarà possibile catturare ogni specie cacciabile per utilizzarla come richiamo, e non più soltanto utilizzando sette specie indicate dalle leggi in vigore. Saranno derubricati a sanzioni amministrative alcuni reati di caccia, considerati dalla destra minori.
Ispra sotto la presidenza del Consiglio
Per realizzare tutto questo – atti che non hanno a che fare con una logica di conservazione e riproduzione, ma si ispirano all’idea ancestrale che il cacciatore è il miglior conoscitore dei boschi e dei suoi abitanti – bisogna passare per l’annunciato depotenziamento dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale: l’organo di studio e di garanzia sarà sottratto al ministero dell’Ambiente e incardinato sotto la presidenza del Consiglio dei ministri perdendo la sua fin qui riconosciuta indipendenza. Le regioni potranno dotarsi degli Istituti per la fauna selvatica (Irfs): aumentano il loro potere decisionale, oggi quindici amministrazioni su venti, d’altro canto, sono in mano al centrodestra.
A proposito della riforma della legge “recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, questo il titolo del nuovo Ddl 779, il senatore Amidei sostiene: “La normativa italiana è, in assoluto, la più restrittiva d'Europa, sia per i tempi di esercizio venatorio consentiti che per il numero delle specie cacciabili che per le modalità con le quali questa attività viene consentita. Gestione non significa imbalsamazione, come tutela non significa intoccabilità”.
Al fine di cambiare la legge 157 l’Associazione per la cultura rurale ha già raccolto 504.200 firme.
Bonelli: “Rischio per l’equilibrio ecologico”
Le opposizioni, scoperto oggi il contenuto del disegno di legge, sono insorte. Angelo Bonelli, deputato e co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, scrive: "Il recente tentativo da parte del partito di Giorgia Meloni di modificare la legge sulla caccia, oltre a rappresentare un attacco all'ambiente e al benessere degli animali, sottolinea un'allarmante indifferenza verso le reali necessità del Paese e solleva seri dubbi sulle priorità politiche del governo, impegnato a destinare miliardi di euro per un'opera come il Ponte sullo stretto, sottraendo finanziamenti necessari per il Sud. E’ un governo senza morale". Ancora: "La proposta di permettere l'uso dei fucili già a 16 anni e di estendere considerevolmente la stagione di caccia, con la possibilità di attività venatorie nelle aree protette e demaniali, rappresenta un grave rischio per l'equilibrio ecologico e la biodiversità. Tutto ciò serve solo a dare forza all'industria delle armi. Questa mossa non solo mette a repentaglio la vita selvatica, ma mina anche gli sforzi di conservazione degli habitat naturali”.
La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella, attacca: “È una follia. Dare un fucile ai sedicenni per sparare a caccia è un viatico per il Far West. Il dramma di Caivano non è stato compreso dal partito di Meloni".
Walter Verini, segretario Pd in commissione Giustizia al Senato e capogruppo in Antimafia, prosegue sul concetto di esasperazione della sicurezza: “Un senatore FdI che propone di dare il fucile ai sedicenni, sedicenni, per sparare a caccia. Sembra incredibile”, scrive, “ma è vero, questa destra ha un concetto di sicurezza da Far West, vuole più armi in giro e quindi più rischi per la sicurezza dei cittadini".
La questioni delle armi in mano ai minorenni ha colpito anche il segretario di Più Europa, Riccardo Magi. “Ma veramente il governo vuole rendere più facile la circolazione delle armi con la scusa della caccia?”, esordisce. “Ma veramente il governo vuole togliere vincoli all’attività venatoria? Siamo alla follia di una destra pistolera che immagina le donne a casa a fare figli come ha detto la senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni e l’uomo, già in tenera età, a cacciare bestie selvatiche con le doppiette in mano. Forse il governo non conosce gli impressionanti dati degli omicidi commessi con le armi legalmente detenute, tra cui anche quelle da caccia, che superano quelli commessi dalla Mafia o nel corso di rapine. Dovremmo andare semmai verso una regolamentazione più stringere sulle armi, smettere di incentivare una attività che provoca sofferenza agli animali e che fa divertire solo l’uomo”.
Vaccari: “Aggiornare su basi scientifiche”
Il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, non è contrario alla revisione della legge 157 e dice: “L'eventuale aggiornamento della legge 157, e sottolineo aggiornamento e non stravolgimento, deve avvenire come abbiamo chiesto fin dall’inizio della legislatura sulla base di dati tecnici e conoscenze. I dati gestionali, i risultati ottenuti e le criticità emerse possono darci un quadro definito dei limiti da affrontare e anche delle positività da valorizzare. Il governo predisponga questa relazione sentite le Regioni e i comitati di gestione degli Ambiti di caccia e dei Comprensori alpini, nonché l’Ispra, e la invii al Parlamento. In quel contesto si valuteranno le modifiche da introdurre alla legislazione corrente avendone l'accortezza di salvaguardarne i principi fondamentali che sono la fauna patrimonio indisponibile dello Stato, la pianificazione e la programmazione totale del territorio, il ruolo dell'Ispra e il rispetto delle direttive comunitarie. La tutela della biodiversità è il primo obiettivo che non è incompatibile con un prelievo venatorio rispettoso delle indicazioni della scienza. Senza approcci ideologici e salvaguardando l'impianto pubblicistico della nostra legislazione da qualsiasi deriva consumistica. In questi 31 anni di applicazione della legge abbiamo assistito a modifiche sostanziali degli habitat e delle diversità faunistiche. Su tutti la presenza eccessiva dei cinghiali il cui contenimento deve avvenire con grande immediatezza per ridurre conflitti sociali, ambientali e sanitari. Stabilire dove e come si caccia, i carnieri, gli orari, le specie e i tempi non è compito della politica, magari in termini di trattativa o di baratto, ma come conseguenza delle indicazioni dell'Ispra e applicando le norme europee. Questo vale anche per le aree protette dove abbattimenti e contenimento avvengono già ora. Già oggi la stagione venatoria, in diverse regioni, si apre il primo settembre e chiude la prima decade di febbraio. Fermo restando la caccia di selezione che avviene anche in periodi diversi su indicazione dell'Ispra e in territori innevati. Io penso che la caccia, prevedendo l'utilizzo di un’arma, debba avvenire solo con la maggiore età".
Il silenzio delle associazioni big
Nel silenzio distratto di Wwf, Legambiente e Lipu, si esprimono alcune associazioni animaliste. L’Ente nazionale per la protezione degli animali si esprime così: “Il disegno di legge che, oltre a sterminare milioni di animali, consente di armare i minorenni per la caccia nel tentativo di risollevare una pratica pericolosa e odiata dagli italiani e di accontentare le lobby degli armieri e del mondo venatorio, rappresenta un attentato all’ordine pubblico e all’incolumità dei cittadini. La norma che autorizza i minorenni a sparare avrebbe conseguenze psicologiche pesantissime sugli adolescenti. Il via libera alle armi per i minorenni è solo la punta dell’iceberg di un inaccettabile progetto ammazza-animali, un vero colpo di Stato contro la fauna selvatica, peraltro tutelata dall’articolo 9 della Costituzione. Questa dichiarazione di guerra contro i selvatici non sarà tollerata in Europa, come dimostrano gli annunciati contenziosi di cui il nostro Paese dovrà rendere conto”.
L’organizzazione no profit The seven wild boars movement commenta su Facebook: “Stanno scippando suolo pubblico protetto per agire indisturbati nella loro attività ludico-sportiva. Chiedono estensioni del calendario venatorio, della caccia a più specie, di incentivare una pratica e una sub-cultura sopraffattrice fra i giovanissimi. Chiedono soldi pubblici a sostegno di un’attività che definiscono da bioregolatori”.