“Durante le feste giocate, siate gentili, parlate con i genitori e fate disobbedienza civile”. La crociata anti-compiti di prof e presidi d’Italia
di Viola GiannoliMeglio il mercatino di Natale dell’area del triangolo. Sì ai tortellini in famiglia, no a elisioni e troncamenti. Viva la passeggiata nel borgo con il nonno, abbasso rosa rosae rosae. Insomma: niente compiti, tante esperienze è la ricetta per le vacanze di Natale di decine di presidi, maestri e professori, che, contrastati da altrettanti presidi, maestri e professori, hanno scritto ai loro docenti, ai loro colleghi, alle famiglie e ai loro alunni di non stare lì venti giorni chiusi in casa a fare una sorta di homeschooling, ma di uscire, di esplorare, di parlare, perché anche fuori c’è materia viva tutta da imparare. Non c’entra niente con la scuola della strada, l’università della vita, il diplomato presso me stesso. Si tratta più che altro di un richiamo largo alla circolare 177 del 1969 del ministero dell’Istruzione che ricorda l’importanza educativa degli sport, delle visite culturali e del tempo in famiglia nei giorni festivi.
Il riposo
«Meglio allora andare a vedere una mostra,…
Meglio il mercatino di Natale dell’area del triangolo. Sì ai tortellini in famiglia, no a elisioni e troncamenti. Viva la passeggiata nel borgo con il nonno, abbasso rosa rosae rosae. Insomma: niente compiti, tante esperienze è la ricetta per le vacanze di Natale di decine di presidi, maestri e professori, che, contrastati da altrettanti presidi, maestri e professori, hanno scritto ai loro docenti, ai loro colleghi, alle famiglie e ai loro alunni di non stare lì venti giorni chiusi in casa a fare una sorta di homeschooling, ma di uscire, di esplorare, di parlare, perché anche fuori c’è materia viva tutta da imparare. Non c’entra niente con la scuola della strada, l’università della vita, il diplomato presso me stesso. Si tratta più che altro di un richiamo largo alla circolare 177 del 1969 del ministero dell’Istruzione che ricorda l’importanza educativa degli sport, delle visite culturali e del tempo in famiglia nei giorni festivi.
Il riposo
«Meglio allora andare a vedere una mostra, leggere un libro, farsi raccontare storie di vita e familiari da chi ha i nonni», invece di «essere prigionieri nelle case ancora una volta a dover svolgere i compiti», dice la preside del Convitto nazionale Umberto I di Torino, Maria Teresa Fruci. Che ai docenti ha inviato una lettera ormai celebre: «Gli studenti hanno bisogno del tempo del riposo e non di trascinarsi il pensiero e l'ansia dei compiti, soprattutto durante le vacanze invernali quando bisogna recuperare per affrontare il nuovo anno con maggiore carica ed energia». No dunque a compiti a tappeto, assegnati in maniera indiscriminata, «ridondanti e, permettetemi, a volte superflui, che rischiano di dividere anziché unire le famiglie stesse».
Il dialogo in famiglia
A Roma il preside dell’istituto Mozart dell’Infernetto, Giovanni Cogliandro, più che agli alunni i compiti li darebbe ai genitori. O meglio, a tutta la famiglia, «anche allargata». «Se fossi un docente assegnerei due o tre tematiche per dialogare in famiglia parlando di questioni religiose, sessuali, affettive, di politica, di ambiente, di condivisione, o altro», spiega. Perché – ha scritto anche in una circolare – sicuramente il dialogo in famiglia ormai è un qualcosa di sempre più evanescente, quasi raro». E invece «occorre ripartire da ciò che di più caro si ha».
Gli 11 compiti di ‘umanità’
C’è chi si è spinto oltre e delle attività alternative ha stilato una bella lista. Siamo a Potenza e la maestra dell’istituto comprensivo Di Bella, Maria Grazia Tomasulo, si è rivolta direttamente agli alunni assegnando loro 11 compiti. Eccoli: “Dare un abbraccio al giorno a chi volete voi, donare gentilezza, praticare solidarietà, collaborare alle faccende domestiche, giocare e divertirsi, lasciarsi ispirare da un luogo nuovo, vivere le tradizioni, ascoltare un racconto, salutare, fare visita a un anziano, leggere un libro o un fumetto”.
E ancora: la preside dell’istituto comprensivo San Francesco di Biella. Monica Pisu, si è unita al coro: «Natale è svago e famiglia», ha detto in grande sintesi. Mica solo grammatica e addizioni.
Disobbedienza civile
E se la dirigente dell’istituto Japigia1-Verga di Bari, Patrizia Rossini, ha aggiunto, riassumendo: «I compiti assorbono il tempo libero privando i ragazzi di momenti ludici e ricreativi. Si impara anche fuori dalle mura di scuola», il pediatra Italo Farnetani, professore ordinario di pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta, ha invitato i genitori ad atti di disobbedienza civile: «I compiti sotto l’albero sono un’interferenza perché irrompono in famiglia e rappresentano un controsenso con il concetto di vacanza. Le famiglie non facciano fare i compiti ai figli e al rientro a scuola lunedì 8 gennaio spieghino il motivo con trasparenza, prendendosi la responsabilità, senza inventare scuse né ‘malattie fantasma’ perché in tal caso sarebbe diseducativo».
Cara prof, mio figlio non ha finito i compiti, doveva chiudere i cappelletti.