Le vertigini di Giorgia Meloni: “Molto diffuse, ma con una manovra della testa un otorino sa farle scomparire subito”
di Elena Dusi“Solo oggi ho visitato quattro pazienti con le vertigini” esordisce Giovanni Ralli, ex professore di otorinolaringoiatria all’università Sapienza di Roma. La premier Giorgia Meloni non è affatto la sola a vedere il mondo che gira vorticosamente. “Al di sopra dei 60 anni capita almeno una volta all’anno al 20-30% delle persone”.
E’ un problema grave?
“Fa abbastanza paura. Le pareti della stanza o il panorama intorno a noi iniziano a ruotare vorticosamente. Ci sono forme più o meno gravi, ma nella maggior parte dei casi sono trattabili con ottimi risultati”.
Giovanni Ralli, otorino della Sapienza
Da cosa dipende?
“La forma più diffusa, quella di cui secondo i giornali soffre la premier, è la vertigine parossistica posizionale benigna. Le vertigini sono allucinazioni dello spazio, in cui il paziente vede ruotare l’ambiente circostante. Parossistiche vuol dire che hanno un esordio, si intensific…
“Solo oggi ho visitato quattro pazienti con le vertigini” esordisce Giovanni Ralli, ex professore di otorinolaringoiatria all’università Sapienza di Roma. La premier Giorgia Meloni non è affatto la sola a vedere il mondo che gira vorticosamente. “Al di sopra dei 60 anni capita almeno una volta all’anno al 20-30% delle persone”.
E’ un problema grave?
“Fa abbastanza paura. Le pareti della stanza o il panorama intorno a noi iniziano a ruotare vorticosamente. Ci sono forme più o meno gravi, ma nella maggior parte dei casi sono trattabili con ottimi risultati”.
Giovanni Ralli, otorino della Sapienza
Da cosa dipende?
“La forma più diffusa, quella di cui secondo i giornali soffre la premier, è la vertigine parossistica posizionale benigna. Le vertigini sono allucinazioni dello spazio, in cui il paziente vede ruotare l’ambiente circostante. Parossistiche vuol dire che hanno un esordio, si intensificano e poi scompaiono. Sono posizionali perché dipendono dalla posizione della testa e benigne perché non lasciano strascichi di salute. Non sembra che l’influenza o il raffreddore siano fattori scatenanti. Il fatto che queste vertigini compaiano un po’ più spesso d’inverno fa ipotizzare un legame con la carenza di vitamina D. Nella stagione fredda i suoi livelli sono più bassi perché prendiamo meno sole. E questa vitamina ci aiuta a fissare il calcio, di cui sono fatti in buona parte gli otoliti”.
Gli otoliti?
“Sono strutture microscopiche di forma simile a cristalli. Si trovano all’interno del labirinto dell’orecchio: il labirinto è una sorta di “cervello” dell’orecchio dal quale dipende il nostro equilibrio. Gli otoliti, poggiando sulle cellule ciliate del labirinto, esercitano un peso e ci permettono di percepire la gravità terrestre. La loro funzione è importante sia per restare in equilibrio che per mantenere lo sguardo fisso su un oggetto quando muoviamo la testa”.
Qual è il legame fra otoliti e vertigini?
“Queste vertigini si innescano quando gli otoliti si staccano dalla loro posizione abituale e iniziano a muoversi nel labirinto, in un liquido che si chiama endolinfa. Quando muoviamo la testa accade quel che avviene in una di quelle sfere fermacarte piene di neve, che si solleva quando le agitiamo. La confusione dei segnali inviati dagli otoliti scatena una vertigine che dura pochi secondi, al massimo un minuto, ma che lascia il paziente prostrato e talvolta provoca nausea, vomito o panico. In genere avviene a letto: quando ci si gira, ci si alza o ci si stende”.
Se passa dopo pochi minuti perché la premier è malata da giorni?
“La vertigine dura pochi minuti, ma riparte ogni volta che si muove la testa e gli otoliti riprendono a muoversi. Spesso è associata a perdita di equilibrio e nausea, per lo stesso meccanismo che ci provoca il mal di mare o il mal d'auto. Ne sanno qualcosa gli astronauti: anche l'assenza di gravità fa perdere agli otoliti la loro posizione, provocando la famosa nausea dell’ambiente spaziale”.
Cosa si fa una volta che gli otoliti sono fuori controllo?
“Si possono far tornare nella loro posizione con una manovra che richiede una certa competenza. Un otorino, muovendo opportunamente la testa del paziente, riesce innanzi tutto a capire in quale parte del labirinto si è creato il problema. Con una manovra cosiddetta liberatoria, muovendo la testa del paziente, riesce a spostare la massa degli otoliti distaccati in una porzione del labirinto dove non ci sono cellule sensoriali. Il sollievo è immediato. Nel 90% dei pazienti è necessaria una sola manovra liberatoria, mentre nel restante 10% possono servirne di più. Nel complesso prima o dopo guariscono tutti, perché gli otoliti distaccati vengono distrutti dall’organismo nel giro di un mese e mezzo. Dopo una manovra liberatoria il sollievo è immediato”.
Tutto risolto?
“Purtroppo una persona su due ha una recidiva. Questo tipo di vertigini può ripresentarsi nel giro di sei mesi o un anno. Non conoscendo con precisione le cause, non sappiamo prevedere chi avrà nuovi episodi”.
Perché a proposito della premier abbiamo letto che durante le crisi bisogna stare al letto e al buio?
“Non c’è ragione di stare al buio. Neanche a letto in realtà. E’ importante solo mantenere la testa ferma perché ogni movimento scatena le vertigini”.
Ci sono altre forme?
“Ci sono vertigini che hanno origine nell’encefalo e sono di competenza del neurologo. Si chiamano centrali. Le vertigini periferiche, che dipendono dall’orecchio e sono curate dall’otorino, sono in un caso su tre parossistiche posizionali benigne: quelle di cui abbiamo parlato finora. Poi ci sono ad esempio le vertigini da emicrania. Ne soffre a volte chi ha l’emicrania, anche se la cefalea e i giramenti sono indipendenti: possono avvenire in momenti separati. Si tratta di vertigini potenti, che durano anche ore. I farmaci efficaci sono gli stessi dell’emicrania. Qui ipotizziamo anche una componente genetica, ereditaria”.
Cos’è la sindrome di Ménière?
“Una forma più rara di vertigine. In Italia ci sono circa 5mila casi all’anno. A differenza delle forme precedenti, durante le vertigini si ha un abbassamento dell’udito, che con gli anni tende a diventare permanente. Le vertigini possono durare ore o giorni. In un anno capitano anche due o tre volte. In alcuni casi sospettiamo siano legate a intolleranze alimentari, ad esempio al latte”.
Infine?
“C’è la regina delle vertigini, la neurite vestibolare. Si ha quando il nervo vestibolare dell’orecchio smette di funzionare. Può essere causata da un virus, forse l’herpes, o da un problema vascolare a volte legato all’età. Si tratta di vertigini spaventose, che non permettono di restare in piedi e sono accompagnate da vomito. Spesso questi pazienti vanno direttamente in pronto soccorso. Se non si provvede a curarli rapidamente possono subire danni permanenti al labirinto. In questo caso occorre aspettare mesi, prima che l’altro labirinto si adatti, riesca a compensare la perdita del nervo vestibolare danneggiato e si ritrovi un equilibrio sufficiente per stare in piedi e camminare”.