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Crimini online in aumento: nel 2023 sono 2.739 i siti finiti in black list per pedopornografia. Registrati anche 31 casi di Codice rosso

Nel rapporto annuale della Polizia postale anche attacchi di hacker russi e gruppi no-vax, oltre che truffe romantiche
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Prima c’è stato “Ciaoamigos”, poi “Ghost Money” e a ottobre “Lucignolo”. Non sono i titoli di film usciti in sala, ma i nomi in codice di alcune delle operazioni compiute dalla Polizia postale nel corso di quest’anno. Tra offensive di hacker russi da sventare, cyberbullismo, revenge porn e truffe romantiche, la lista è lunga e variegata.

La pedopornografia

Secondo il report annuale della Postale sono in aumento rispetto allo scorso anno i siti in black list per pedopornografia: 2.739, quasi un centinaio in più dei 2.662 del 2022, anche se scendono da 1.459 a 1.224 le persone indagate.

È in quest’ambito che, tra le altre, a inizio anno si è svolta l’operazione “Shadow man”. Il nome viene dal nickname con cui un cinquantenne, produttore di materiale di pornografia minorile e a…

Prima c’è stato “Ciaoamigos”, poi “Ghost Money” e a ottobre “Lucignolo”. Non sono i titoli di film usciti in sala, ma i nomi in codice di alcune delle operazioni compiute dalla Polizia postale nel corso di quest’anno. Tra offensive di hacker russi da sventare, cyberbullismo, revenge porn e truffe romantiche, la lista è lunga e variegata.

La pedopornografia

Secondo il report annuale della Postale sono in aumento rispetto allo scorso anno i siti in black list per pedopornografia: 2.739, quasi un centinaio in più dei 2.662 del 2022, anche se scendono da 1.459 a 1.224 le persone indagate.

È in quest’ambito che, tra le altre, a inizio anno si è svolta l’operazione “Shadow man”. Il nome viene dal nickname con cui un cinquantenne, produttore di materiale di pornografia minorile e attivo in una comunità virtuale, è riuscito a celare la sua identità per un intero decennio, diventando così un target internazionale di alto livello. Oltre a diffondere materiale pedopornografico, l’utente dispensava anche pratiche e notizie utili all'adescamento di minori di dieci anni. Per trovarlo sono servite lunghe indagini nel Darkweb e la collaborazione con Europol e polizia britannica.

È invece più recente, dello scorso novembre, “Seven”. Operazione che, dopo oltre un anno di indagini sotto copertura all’interno di una nota applicazione di messaggistica, si è conclusa con l’arresto di dieci soggetti e la denuncia di altri 16, tutti membri di un’associazione a delinquere che acquisiva e diffondeva materiale realizzato con l’utilizzo di minori di 18 anni.

Le truffe online

Le frodi online in tutte le loro vesti sono frequenti e quotidiane e aumentano del 6% nel 2023 per 16.325 casi e oltre di 137 milioni di euro sottratti. Il metodo preferito, in forte crescita, è il finto trading online, ma anche i più tradizionali restano in voga. Come quello scelto da “Larry Brooks”, sedicente ufficiale dell’esercito statunitense, di stanza in Siria, che attraverso la foto profilo di un affascinante uomo di mezza età ha adescato 32 donne tra il 2018 e il 2021, sottraendo loro circa 400.000 euro. Dietro il piacente officiale si celavano in realtà otto persone, nei confronti dei quali il Gip di Roma ha emesso misure cautelari per truffa aggravata, riciclaggio e sostituzione di persona.

Più creativa la truffa di un 54enne di Frascati a un giovane disoccupato: dopo essersi presentato falsamente come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, gli avrebbe promesso un posto di lavoro nel Corpo della Gendarmeria Vaticana in cambio di denaro. Dopo aver ricevuto mail in cui venivano simulati test selettivi di ingresso e una convocazione in sede per la “prova della divisa”, il ragazzo ha scoperto di essere vittima di truffa solo una volta arrivato agli uffici della Gendarmeria.

Attraverso campagne di phishing, smishing e vishing – quelle con cui si ottengono informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso fingendosi fonti affidabili – sono state truffate anche 65 grandi, medie e piccole imprese, per un ammontare complessivo di oltre 19 milioni di euro di profitti illeciti.

Illeciti online e violenza di genere

Tra i 9.433 illeciti online, di cui fanno parte stalking, minacce, revenge porn, molestie, hate speech, quest’anno si sono registrati anche 31 casi da “Codice Rosso”. “Se ti vedo con un altro ti ammazzo davanti la scuola” aveva detto un uomo di anni 39, residente a Catania, parlando al telefono con la moglie. Denunciato da un terzo che aveva sentito la conversazione, gli è stato vietato l’avvicinamento alla donna e applicato il “braccialetto elettronico”.

Braccialetto elettronico e arresti domiciliari anche per un giovane 19enne di Foggia, accusato di minacce e molestie nei confronti di una coetanea che lo aveva rifiutato. La ragazza aveva presentato querela denunciando un grave stato di ansia e timore per la propria incolumità.

I casi di sextortion hanno riguardato anche 136 minori, di età compresa tra i 14 e i 17 anni e prevalentemente maschi.

Gli attacchi hacker e il cyberterrorismo

Il cyber spazio è ormai un nuovo campo di guerra. Dopo il conflitto russo-ucraino, a dare più filo da torcere durante l’anno è stato il gruppo hacker filorusso, NoName05, che ha iniziato a lanciare una serie di offensive contro diverse realtà italiane, in segno di protesta verso la politica nazionale “russofoba”. In generale gli attacchi sono però scesi leggermente, passando dai 12.825 del 2022 a 11.930.

Ma sui social network e e piattaforme online si diffondono anche contenuti propagandistici riconducibili al terrorismo, sia di matrice islamista che di formazioni di estrema destra e sinistra. I numeri in realtà sono molti meno di quelli dello scorso anno: 236 casi trattati contro 1.193 e 2.600 risorse digitali oscurate.

Tra queste c’era anche “guerrieri ViVi”, gruppo no-vax che quotidianamente prendeva di mira rappresentanti istituzionali e appartenenti all’ordine dei medici con commenti violenti, postati in maniera coordinata e ripetitiva sui profili social delle vittime. I membri creavano anche delle vere e proprie challenge, in cui si sfidavano a vandalizzare sedi di alcune Asl, hub vaccinali, ospedali, scuole, sindacati e testate giornalistiche. Dopo la denuncia di alcuni di loro nel 2022, anche i due leader sono stati identificati e denunciati.

Sgominata a giugno anche una banda di piccoli chimici, formata da diversi minori che sperimentavano miscele esplosive con sostanze chimiche acquistate su internet. Sui social, attraverso foto e video, documentavano la creazione di molotov, esplosivi e detonatori.

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