L’influenza picchia duro: un milione a letto per Capodanno, mai così tanti negli ultimi 15 anni. Pronto soccorso invasi
di Michele BocciUn milione a letto adesso, chissà quanti dopo Capodanno. Dolori, brividi, tosse, mal di gola e febbre alta sono sintomi ben noti a tantissime persone. La stagione influenzale è nel pieno e procede a passo di record, intasando i telefoni, di studio e cellulari, dei medici di famiglia, riempiendo i pronto soccorso, sia degli adulti che quelli pediatrici. La colpa è di un mix di virus respiratori la cui circolazione viene rilevata ogni settimana dall’Istituto superiore di sanità. Si va appunto dall’influenza alle sindromi para influenzali, dal Covid al virus respiratorio sinciziale che ai bambini piccoli può provocare la bronchiolite.
“Fondamentale il vaccino”
Quello che sta accadendo “conferma l’importanza della vaccinazione, soprattutto per le persone anziane, con malattie croniche o comunque fragili. Raccomandiamo anche una sana prudenza da osservare soprattutto se si hanno sintomi respiratori e si è in presenza di persone a rischio”, dice Anna Teresa Palamara, che guida le malattie i…
Un milione a letto adesso, chissà quanti dopo Capodanno. Dolori, brividi, tosse, mal di gola e febbre alta sono sintomi ben noti a tantissime persone. La stagione influenzale è nel pieno e procede a passo di record, intasando i telefoni, di studio e cellulari, dei medici di famiglia, riempiendo i pronto soccorso, sia degli adulti che quelli pediatrici. La colpa è di un mix di virus respiratori la cui circolazione viene rilevata ogni settimana dall’Istituto superiore di sanità. Si va appunto dall’influenza alle sindromi para influenzali, dal Covid al virus respiratorio sinciziale che ai bambini piccoli può provocare la bronchiolite.
“Fondamentale il vaccino”
Quello che sta accadendo “conferma l’importanza della vaccinazione, soprattutto per le persone anziane, con malattie croniche o comunque fragili. Raccomandiamo anche una sana prudenza da osservare soprattutto se si hanno sintomi respiratori e si è in presenza di persone a rischio”, dice Anna Teresa Palamara, che guida le malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. La vaccinazione, soprattutto quella contro il Covid, purtroppo non va bene. Quella antinfluenzale in certe Regioni ha mantenuto i livelli degli scorsi anni ma in altre ci sarebbero stati problemi (i dati nazionali non sono ancora disponibili). Gli esperti sostengono che si è ancora in tempo a ricevere la somministrazione, anche per l’influenza. Se anche fosse arrivato il picco, ci saranno casi ancora per settimane, durante la discesa della curva di incidenza.
Record di incidenza
Nell’ultimo rapporto sulla circolazione dei virus si vede chiaramente che la curva di quest’anno è la più alta degli ultimi 15 (cioè di tutto il periodo a cui fa riferimento il documento). E’ stato appunto superato il milione di casi in una settimana, con un valore di incidenza (17,22 casi per mille assistiti dai medici di famiglia) che non si era mai raggiunto, come sottolineano dall’istituto. E dall’inizio della stagione influenzale si sono toccati i 5,7 milioni di casi. Sono tutti record e adesso andrà capito quando sarà il picco e comincerà quindi la discesa. Secondo gli esperti forse siamo vicini a questa fase.
Ospedali sotto pressione
Con una tale circolazione dei virus, tutto il sistema sanitario è finito sotto pressione. Non solo pediatri e medici di famiglia ma, come sempre, soprattutto i pronto soccorso. Mentre dai pediatrici, come il Meyer di Firenze, arriva l’appello ai genitori a non portare il figlio in ospedale se ha solo la febbre alta, le strutture per adulti sono costrette a riorganizzarsi. A Milano, ad esempio, è scattato il blocco di ricoveri non urgenti, così da liberare letti per chi arriva dai pronto soccorso, soprattutto anziani scompensati a causa di una malattia virale.
I pronto soccorso: “Il Capodanno sarà pesantissimo”
“Sì, tutti i piani di sovraffollamento delle strutture sanitarie sono stati attivati – dice Fabio De Iaco, il presidente di Simeu, la Società italiana di medicina di urgenza, che lavora a Torino – Abbiamo avuto un Natale pesantissimo e si preannuncia un Capodanno pure peggiore. In Piemonte ci sono 500 persone in attesa di ricovero, nel Lazio 1.100, giuso per dare due dati”. Sui pronto soccorso pesano gli anziani con altre patologie che vengono pure contagiati dai virus. “Sono casi molto simili. Si tratta di persone che hanno bisogno di ossigeno, di abbassare la febbre, che talvolta sviluppano insufficienza renale”. E i casi inappropriati, di persone che sane che si presentano solo con la febbre? “Ce ne sono ma si scoraggiano perché abbiamo attese lunghissime – dice De Iaco – e infatti abbiamo un tasso abbastanza alto di abbandoni durante l’attesa”.