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I rischi dei botti di Capodanno per ambiente e fauna: “In Italia ogni anno 5.000 animali muoiono a causa dei fuochi”

(cge)
Da Roma a Palermo i sindaci li vietano. L’etologa del Wwf: “Dovremmo rinunciare alle tradizioni che danneggiano le altre specie e la natura”
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Come lenticchie e cotechino, anche fuochi d’artificio e petardi sono tradizionalmente considerati una combo vincente per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Non proprio. I “botti” di Capodanno – che, in realtà, prendono piede diversi giorni prima del 31 dicembre e proseguono ancora per quelli successivi –sono una consuetudine tanto diffusa quanto pericolosa, causa di 250 feriti ogni anno, bambini inclusi.

Non solo, la stima è che “in Italia a Capodanno muoiano almeno 5.000 animali a causa dei botti” ricorda Elisabetta Erba, etologa del Wwf Italia. Ciclicamente l’associazione lancia accorati appelli ai sindaci, per far sì che almeno i prodotti più rischiosi vengano vietati tramite ordinanza.

I pericoli per la fauna

Anche perché l’impatto è “sempre più evidente e innegabile. Per gli animali domestici, ma soprattutto per la fauna selvatica che comprende l’80% delle vittime, i danni possono essere spaventosi. Emblematica è la moria degli storni del 2021 vicino la stazione di Termini a R…

Come lenticchie e cotechino, anche fuochi d’artificio e petardi sono tradizionalmente considerati una combo vincente per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Non proprio. I “botti” di Capodanno – che, in realtà, prendono piede diversi giorni prima del 31 dicembre e proseguono ancora per quelli successivi –sono una consuetudine tanto diffusa quanto pericolosa, causa di 250 feriti ogni anno, bambini inclusi.

Non solo, la stima è che “in Italia a Capodanno muoiano almeno 5.000 animali a causa dei botti” ricorda Elisabetta Erba, etologa del Wwf Italia. Ciclicamente l’associazione lancia accorati appelli ai sindaci, per far sì che almeno i prodotti più rischiosi vengano vietati tramite ordinanza.

I pericoli per la fauna

Anche perché l’impatto è “sempre più evidente e innegabile. Per gli animali domestici, ma soprattutto per la fauna selvatica che comprende l’80% delle vittime, i danni possono essere spaventosi. Emblematica è la moria degli storni del 2021 vicino la stazione di Termini a Roma”. Quell’anno diventarono virali le foto di centinaia di uccelli morti sull’asfalto, che la notte del 31 dicembre avevano scelto come dormitori gli alberi intorno la stazione ed erano stati sorpresi dai fuochi d’artificio.

La strage di uccelli a Roma nella notte di Capodanno del 2021. Foto: Massimiliano Zossolo - Welcome to favelas

 

Se i botti possono rivelarsi letali è perché “gli animali hanno un sistema uditivo molto più sviluppato del nostro. Il rumore degli scoppi ravvicinati può creare paura e disorientamento, un mix letale per rapaci notturni, volpi, pipistrelli e altri piccoli e grandi mammiferi. Ancor di più perché la notte alcune di queste specie sono già a riparo”.

Le cause di morte effettive possono essere disparate: “gli uccelli possono morire per tachicardia o scontrarsi su edifici, vetri, autoveicoli. Altri animali potrebbero allontanarsi troppo dal nido o dalla propria tana per lo spavento, senza riuscire più a tornare”. E ancora, le specie notturne potrebbero essere colpite in volo dai fuochi d’artificio.

L’inquinamento ambientale

Da considerare anche il rilascio in atmosfera di quantità elevate di emissioni nocive, particolato fine e composti altamente pericolosi, tra cui metalli pesanti e perclorato d’ammonio.

Ogni 31 dicembre superano le normali soglie giornaliere e “raggiungono dei picchi negativi persino maggiori di quelli che si registrano nelle giornate più inquinate o per l’attività annuale di diversi inceneritori. Oltre al fatto che i resti dei petardi, esplosi o meno, si disperdono nell’ambiente”.

E quella dei fuochi d’artificio non è nemmeno l’unica cattiva abitudine di Capodanno: “Basta con le lanterne cinesi!” sollecita l’etologa. Anche dette mongolfiere di carta, vengono rilasciate in aria nella notte e possono “essere ingerite o di diventare trappole mortali per gli animali. Dovremmo dimostrare più sensibilità, rinunciando alle tradizioni e alle usanze che danneggiano le altre specie, nel rispetto di tutti gli abitanti della terra”, aggiunge.

Le ordinanze dei sindaci

Nell’attesa che gli appelli facciano breccia nella coscienze, l’unico argine, al momento, sembrano essere le ordinanze “anti-botti” emanate dai comuni. Insufficienti per fermare il fenomeno ma utili, quantomeno, a scoraggiarlo.

Anche quest’anno l’ordinanza è stata rinnovata nella Capitale, che vieta petardi, botti e artifici pirotecnici per tutta la notte del 31 dicembre, pena una sanzione da 25 a 500 euro e il sequestro dei materiali. Si accodano, tra le altre, anche Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Genova e Palermo.

Ma le città italiane si muovono in ordine sparso, con Venezia che proibisce quelli domestici ma prevede fuochi d’artificio in piazza San Marco e Milano che li consente in virtù di una sentenza del Tar, che nel 2021 si era espresso in favore dei commercianti che si opponevano al divieto.

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